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Superbonus: una “piattaforma” per sbloccare i crediti incagliati, ma restano i dubbi delle imprese

Oggi il decreto in aula, il Governo chiude completamente agli F24. Edili e sindacati ancora attendisti, a Genova si decide sul nuovo blocco del 4-5 aprile

basta crediti incagliati

Genova. Una piattaforma finanziaria guidata da Enel X per acquistare e rivendere i crediti incagliati del Superbonus 110% dopo lo stop deciso dal governo Meloni. È la principale soluzione che si prospetta nel nuovo decreto che approderà oggi in aula alla Camera per l’approvazione.

“Abbiamo sensibilizzato le istituzioni e le banche. Le banche e le Poste hanno annunciato che ricominceranno, in un quadro di maggiori certezze che abbiamo dato sotto il profilo giuridico, ad acquistare questi crediti”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, annunciando anche l’arrivo del veicolo finanziario: “È in corso l’elaborazione di un sistema, una specie di piattaforma, che dovrebbe in qualche modo permettere di smaltire tutto l’arretrato”. Escluso invece il ricorso agli F24 perché il loro utilizzo “genererebbe sostanziali e rilevantissimi problemi di cassa”, spiega il sottosegretario Federico Freni.

La seconda soluzione coinvolge uno scambio con i Btp. A banche, intermediari finanziari e assicurazioni che hanno esaurito la propria capienza fiscale sarà offerta la possibilità di utilizzare i crediti al fine di sottoscrivere emissioni decennali per smaltire fino al 10% dei crediti scontati annualmente. La misura vale per gli interventi effettuati fino al 2022 e il primo utilizzo, si precisa, può essere effettuato in relazione alle emissioni effettuate dal primo gennaio 2028. L’ipotesi del veicolo era nell’aria da giorni, ma si attendeva prima di capire come si sarebbe sviluppato il lavoro in Parlamento.

Attendisti per il momento sindacati e imprese che vogliono avere più chiarezza sul funzionamento della futura piattaforma. Uno dei nodi da sciogliere è quello della percentuale di acquisto dei crediti: negli ultimi mesi, rispetto al 110% sull’importo dei lavori, le banche riconoscevano circa l’82% tenendo per sé una quota di interessi che in certi casi superava il 30-40%, meccanismo che manderebbe comunque in crisi molte ditte già in grave crisi di liquidità.

A Genova il gruppo Basta crediti incagliati, attivo sui canali social e su una chat che conta quasi mille iscritti, aveva proclamato una nuova manifestazione per il 4-5 aprile dopo aver bloccato la città per una mattinata lo scorso 21 marzo. Nelle prossime ore sono attese comunicazioni ufficiali da parte del direttivo sui dettagli della protesta o sull’eventuale sospensione. A febbraio 2023 hanno superato il miliardo di euro gli interventi ammessi a detrazione in Liguria, mentre gli edili parlano di 350 milioni di crediti incagliati destinati ad aumentare, col rischio di ricadute occupazionali nefaste per oltre 5mila lavoratori in tutta la regione.

Tra le altre modifiche, la commissione Finanze ha dato il via libera alla proroga al 30 settembre del termine alle case unifamiliari, che entro il 30 settembre scorso avevano effettuato almeno il 30% dei lavori, per concludere la spesa e portarla in detrazione beneficiando del 110%. Per salvare le cessioni del 2022, inoltre, arriva la possibilità per chi non ha concluso il contratto di cessione entro il 31 marzo di effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate con la remissione in bonis: ovvero, entro il 30 novembre, pagando una sanzione di 250 euro. Cessione e sconto in fattura restano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e anche per gli istituti per le case popolari (Iacp), le Onlus e il terzo settore.

Si allarga poi ulteriormente, anche a tutti i cessionari che acquistano crediti da una banca, lo scudo dalla responsabilità in solido per chi acquista i crediti del Superbonus. Per banche e imprese che hanno acquistato crediti c’è poi l’estensione della fruizione da 4 a 10 anni. Ma dopo la polemica per lo “stralcio” di una misura analoga, pensata soprattutto per aiutare i redditi più bassi, è stata concessa la possibilità di spalmare in 10 anni la detrazione anche per i contribuenti che non hanno sufficiente capacità fiscale.

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