Protesta

Superbonus, gli edili scendono in piazza: “Siamo a rischio fallimento”

L'impresa savonese Edilnuovo srl presente alla manifestazione regionale: "Aziende del settore senza cassa, serve sblocco immediato per garantire liquidità"

lavori superbonus arte ponteggi

Liguria. “Basta crediti incagliati”, è il gruppo nato spontaneamente nelle scorse settimane dopo il cambio di regole del governo sul credito d’imposta e che per la giornata di domani, martedì 21 marzo, sarà protagonista di una protesta regionale con corteo a Genova, alla quale non mancherà una delegazione savonese.

L’iniziativa per protestare contro lo stop al Superbonus prevede un doppio corteo da Staglieno e Campi in direzione piazza De Ferrari, sotto la sede della Regione, che aveva anche avanzato la proposta di acquistare i crediti per evitare contraccolpi sul settore dell’edilizia e del suo indotto, con imprese e lavoratori a rischio in un comparto che aveva segnato la ripresa economica anche in Liguria e nel savonese.

Dunque le imprese edili scenderanno in piazza con i propri mezzi di lavoro per chiedere uno sblocco dei crediti e della misura ad ora ferma al palo, che ha stoppato cantieri e interventi di ristrutturazione a vario livello.

“L’impossibilità di cedere sul mercato i bonus ha definito una persistente carenza di liquidità nelle imprese edili che, ove non intervenga un repentino “cambio di rotta” determinerà, a brevissimo, il loro fallimento. Gli effetti si ripercuoteranno sui dipendenti e sulle loro famiglie, sui fornitori, sui professionisti coinvolti, sulle banche, sui Condomini e sui condòmini. Occorre un immediato intervento risolutore, volto in primo luogo allo sblocco del mercato secondario dei crediti ed alla loro repentina monetizzazione” affermano dal gruppo.

E sulle continue variazioni e incertezze che avvolgono il settore a causa dei bonus edili dal savonese si alza la voce di Edilnuovo srl, tra le aziende del comparto colpite dalla situazione (e come lei altre simili…): “L’impresa Edilnuovo srl, presente nel settore edile dal 1967, esprime la sua sentita approvazione per lo sciopero totale indetto domani 21 marzo nella provincia di Genova. Il settore edile e il comparto che ne segue (tecnici, magazzini edili, colorifici e tutto quello che l’indotto traina), sta subendo da tempo le ripercussioni delle scelte politiche e bancarie che hanno ridotto drasticamente il flusso economico di cassa”.

“Ad oggi le imprese locali posseggono sul loro cassetto fiscale una numerosa quantità di crediti versati dai propri clienti senza riuscire a rivendere codesti crediti a istituti bancari i quali oramai non trovano interesse all’acquisto degli stessi, ostacolando con richieste continue di nuova documentazione e causando seria difficoltà al tessuto imprenditoriale del settore”.

“Tale situazione crea pertanto una seria e concreta mancanza di liquidità con ritardi nei pagamenti a fornitori e collaboratori, favorendo un circuito negativo per l’edilizia”.

“Mi unisco pertanto a pieno cuore allo sciopero di domani cercando di far capire concretamente quanto il settore edile stia passando un momento di difficolta creato dal sistema Stato-Banche” conclude.

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