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Albenga: un anno dalla “grande marcia per l’ospedale”, a che punto siamo fotogallery

Dal grande gelo tra Comune e Regione alle recenti prove di dialogo: il riassunto di un anno ruotato intorno al futuro dell'ospedale, che resta però ancora tutto da scrivere

Ad Albenga la grande marcia per l'ospedale

Albenga. L’11 marzo di un anno, a quest’ora, ad Albenga fervevano gli ultimi preparativi per una giornata che è entrata di diritto nella storia della città. Proprio così: oggi ricorre l’anniversario, se così possiamo chiamarlo, della “grande marcia per l’ospedale di Albenga”. 

Un evento enorme, sotto la regia del comitato “Senza Pronto Soccorso si Muore”, che aveva visto oltre 5mila persone scendere in piazza e manifestare “in difesa dell’ospedale di Albenga” e “per chiedere la riapertura del pronto soccorso”. 

Un segnale forte, partito dal comprensorio, che aveva dato vita ad una netta crepa tra Albenga e Regione Liguria, non ancora rinsaldata del tutto ma, proprio negli ultimi giorni, nemmeno a farlo apposta, sono iniziate finalmente prove di dialogo. 

Ad Albenga la grande marcia per l'ospedale

Alla grande manifestazione, infatti, avevano fatto seguito la lenzuolata (stendardi e striscioni appesi a edifici e balconi da Andora a Ceriale) con la scritta “Senza Pronto Soccorso si muore” e un’iniziativa di protesta, sempre pacifica, durante la corsa Milano-Sanremo. Inoltre, sono state lanciate due raccolte firme, con migliaia di adesioni, inviate poi a Genova. 

Ma cosa è cambiato in questo anno? Chiariamo subito che, purtroppo per gli ingauni, in attesa dell’approvazione del piano socio-sanitario e della sua presentazione, i dubbi superano ancora le certezze. 

Albenga, protesta pronto soccorso milano sanremo

Ma è indubbio che, come dimostrato anche da una sorta di duello a distanza a colpi di videointerviste e comunicati stampa, la marcia e le iniziative ad esso correlate in questo anno siano servite sicuramente a mantenere sempre accesi i riflettori sulla questione, grazie anche al supporto della politica: decine di volte l’ospedale è stato al centro delle discussioni del consiglio comunale, senza contare le svariate commissioni sanità convocate dal presidente Diego Distilo. 

Commissione sanità albenga 6 marzo 2023

L’ultima è andata in scena la scorsa settimana, alla presenza del consigliere regionale e capogruppo di Cambiamo Angelo Vaccarezza che, insieme ai colleghi Brunello Brunetto, Stefano Mai e Alessandro Bozzano, ha cercato di fare chiarezza sul futuro dell’ospedale e del tanto discusso punto di emergenza. Il tutto avendo però visionato solo una bozza e poche slide di un piano socio-sanitario composto da oltre 400 pagine. Che le risposte siano arrivate è evidente, che siano state poco esaustive altrettanto. 

E qual’è la situazione al momento? I rappresentanti della Regione, tra le altre cose, hanno annunciato che: “Albenga avrà un Punto di Primo Intervento (non un pronto soccorso), inizialmente sarà aperto sulle 12h, con impegno di farle salire a 24 in determinati periodi dell’anno”. Ma sarà ancora gestito da medici di medicina generale ed è mistero su alcuni aspetti: in primis su ambulanze ed auto-presentazione. 

Commissione sanità albenga 6 marzo 2023

Secondo la minoranza in consiglio comunale, infatti, “dalla bozza si evince con chiarezza che al nuovo Ppi ci si potrà recare solo in auto-presentazione (tradotto in soldoni: sulle proprie gambe), quindi senza prevedere l’accesso della ambulanze”. E le risposte dei consiglieri in commissione non hanno spazzato via i dubbi sul tema. 

Ovviamente, poi, tutto ruota intorno alla manifestazione di interesse per un partenariato pubblico-privato che, dopo un primo tentativo fallito, con tanto di ricorsi e controricorsi, in caso di esito positivo potrebbe comunque ridisegnare lo scenario. Nuove risposte, comunque, sono attese nel giro di breve tempo direttamente dall’assessore alla Sanità Angelo Gratarola che , come annunciato dal suo staff, si è detto “disponibile a incontrare i sindaci del savonese”. 

Il Comune di Albenga, nella persona del sindaco Riccardo Tomatis, ha accolto con favore “l’avvio del dialogo con la Regione” e “la risposta dell’assessore Gratarola”, ma resta fermo sulla richiesta “di un PPI h24 che garantisca quantomeno gli stessi identici servizi del precedente”. Nessuna pace quindi, ma solo una sorta di tregua, in attesa di conoscere i tanto attesi dettagli del piano socio-sanitario regionale. 

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