Ipotesi

Nuova diga foranea di Genova, anche Vado in lizza per costruire i cassoni

Alleggerirebbe il disagio per porto e città e permetterebbe di completare la costruzione dei cassoni in minor tempo

cassoni diga

Vado Ligure. C’è anche Vado Ligure tra i siti in lizza per la realizzazione dei cassoni della nuova diga foranea di Genova. Ieri pomeriggio nella sede dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale a Palazzo San Giorgio a Genova si è svolto un incontro sulla collocazione degli impianti di costruzioni dei cassoni per la nuova diga foranea di Genova alla presenza del Viceministro Edoardo Rixi, del sindaco e commissario straordinario Marco Bucci e del presidente del Municipio VII Guido Barbazza.

Un tema scottante che ha già messo in allarme il ponente genovese, visto che stando alle prime ipotesi progettuali la ‘fabbrica dei cassoni‘, vale a dire quelle enormi strutture di cemento che formeranno la murata della nuova diga foranea, sarà allestita presso la banchina del Psa, tra Pra’ e Pegli. Una decisione che ha già sollevato un vero vespaio, con i comitati territoriali già sulle barricate: il rischio è che per diversi anni a poche decine di metri dall’abitato ci sia una vera e propria industria h24 con il compito di costruire questi ‘mattoni’ di cemento di 40 metri di larghezza, 50 di lunghezza e alti fino a più di 30 metri. Dei palazzi, in poche parole.

“Al momento è in corso la verifica sull’idoneità tecnica e ambientale dei tre siti che potrebbero ospitare gli impianti di costruzione dei cassoni per la nuova diga foranea: Piombino, Vado Ligure e Genova Pra’. – ha commentato a margine dell’incontro Paolo Emilio Signorini, Presidente AdSP e Commissario straordinario Nuova Diga foranea – Come emerso dall’incontro di oggi con il Viceministro Rixi, obiettivo comune è dare la priorità a quei siti che impattano meno sul contesto urbano circostante e prevedere delle compensazioni per i territori sui quali insisteranno i cantieri. Il tutto dovrà confluire in un accordo di programma con la regia congiunta del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Comune di Genova e Regione Liguria.”

L’ipotesi sul tavolo sarebbe quindi quella di dividere la costruzione di questi cassoni in più siti dislocati nei ‘pressi’ marittimi del capoluogo ligure, per poi trasportarli via mare nel luogo della posa. “Un’opera importante per il Paese come la nuova diga foranea del porto di Genova ha la necessità di disporre di più siti in cui realizzare i cassoni necessari per la sua realizzazione – ha commentato in una nota il deputato e vice ministro al Mit Edoardo Rixi – È impensabile concentrare tutta l’attività nel bacino portuale di Prà. In un prossimo incontro al ministero per l’Ambiente chiederemo procedure semplificate e autorizzazioni ambientali affinché la produzione dei cassoni possa avvenire anche nei siti di Piombino e Vado Ligure”.

La soluzione avrebbe una triplice valenza, secondo quanto riferito durante l’incontro: si alleggerirebbe l’impatto sulla città, si potrebbero portare avanti le lavorazioni in parallelo, quindi velocizzando la produzione delle decine di cassoni previsti, e di conseguenza ‘occupare’ per minor tempo lo spazio in banchina e in mare, alleggerendo quindi i disagi per le operazioni navali.

Nel frattempo che le ipotesi progettuali restano ancora in fase di definizione, non si ferma la mobilitazione cittadina per fare chiarezza sulla vicenda e cercare di difendere i diritti e le richieste di centinaia di persone che saranno interessate anche indirettamente da questa grande opera. Domani durante la seduta del Consiglio comunale sarà discussa una mozione che chiede al sindaco e alla giunta di non installare questa fabbrica a Pra’.

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