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Apicoltura, per la Liguria nuovi fondi a sostegno del settore. Piana: “In arrivo 245 mila euro”

Il vice presidente di Regione Liguria con delega all'agricoltura: "Per l'andamento climatico anomalo e l'aumento dei costi dovuti alla guerra in Ucraina, la dotazione finanziaria passa dai 141mila euro dello scorso anno agli attuali 254mila euro"

Api apicoltura

Liguria. Via libera dalla Giunta regionale al bando di attuazione per la Liguria del programma nazionale di interventi sull’apicoltura per l’anno in corso. Beneficiari della misura sono le associazioni di apicoltori, anche per conto dei soci e dei singoli. Il termine di presentazione delle domande è il 15 marzo, mentre gli interventi dovranno essere portati a termine entro il 31 luglio 2023; tutte le informazioni e i dettagli per accedere al bando saranno pubblicate sul sito web di Regione Liguria. 

“Per l’andamento climatico anomalo e l’aumento dei costi dovuti alla guerra in Ucraina, la dotazione finanziaria passa dai 141mila euro dello scorso anno agli attuali 254mila euro: un plafond che abbiamo voluto incrementare per sostenere azioni di formazione, piani di comunicazione tecnica per gli apicoltori e di promozione del prodotto e delle qualità del miele per i consumatori – spiega il vice presidente e assessore regionale con delega all’ Agricoltura Alessandro Piana –. Per quanto riguarda gli aiuti all’acquisto di materiali, da quest’anno rientrano – oltre ai consueti acquisti di arnie, sciami e presidi sanitari contro la varroa – quelli su attrezzature per il monitoraggio da remoto dell’alveare, per il nomadismo, per l’attività in apiario, per il laboratorio di smielatura”. 

Per la prima volta, continua il vice presidente, “viene ammesso a contributo l’acquisto di Apis mellifera mellifera, un tipo di ape particolarmente diffuso nell’estremo Ponente ligure. Un altro fattore decisamente positivo, per il ruolo importante dell’apicoltura nella difesa della biodiversità del territorio, è la crescita numerica di apicoltori rispetto all’anno precedente di centocinquanta unità, per lo più hobbisti, visto che il numero medio di alveari è di circa dieci per azienda”. 

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