"case verdi"

Superbonus, tre case su quattro da ristrutturare: in Liguria almeno 900mln di crediti bloccati

"Il costruire sul costruito" adeguandosi alle normative europee, ma è ancora stallo sulle agevolazioni

Generico febbraio 2023

Liguria. “Che il Superbonus fosse qualche cosa di molto oneroso per la finanza pubblica è chiaro a tutti, credo che però si debba intervenire con attenzione e con grande sensibilità nei confronti di chi oggi è esposto, evitando di mandare in cortocircuito un sistema di cui il Paese ha bisogno”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a margine del convegno organizzato da Regione Liguria “Rigenerazione Urbana: oltre il passato la nuova Liguria”, occasione per un focus sulle conseguenze dello stop al Superbonus per la riqualificazione delle case popolari.

Il Decreto-legge 16 febbraio 2023 n. 11 ha reso immediatamente operativo il blocco di tutte le cessioni di crediti d’imposta per tutte le tipologie di bonus edilizi (tra cui il superbonus), comportando un rischio di tracollo per le imprese più concreto che mai. La situazione è da allarme rosso.

“Oggi l’edilizia è uno dei motori portanti della crescita e dello sviluppo, e motore portante di quel Pnrr che deve mettere a terra moltissimi cantieri. Inceppare questa macchina è molto rischioso: penso che il Governo ce l’abbia ben chiaro e spero che da oggi, al tavolo che si riunirà a Palazzo Chigi, si trovino soluzioni transitorie che consentano di non appesantire oltremisura i conti pubblici con decisioni sbagliate del passato, ma al tempo stesso di garantire ovviamente alle imprese la possibilità di uscire senza danni da questo tunnel” ha aggiunto il governatore ligure.

“Regione Liguria negli ultimi sette anni ha indicato tra i principali obiettivi quello della rigenerazione urbana, con la finalità di restituire ai cittadini luoghi che versavano in stato di degrado o abbandono, migliorando la qualità abitativa, l’assetto urbanistico e paesaggistico. L’obiettivo è stato anche quello di non aumentare i metri cubi di cemento, garantendo il rispetto dell’ambiente. Il convegno di oggi è stato quindi pensato come momento di confronto importante per stilare un bilancio di ciò che è stato fatto in questi anni, con la realizzazione di opere per più di 100 milioni di euro” hanno evidenziato ancora il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola.

Grazie al programma regionale di rigenerazione urbana da ottobre 2021 abbiamo sono stati finanziati 76 progetti, prevalentemente in Comuni medio-piccoli che avevano più difficoltà a reperire le risorse: “Interventi che hanno attirato ingenti investimenti anche da parte di privati”, ricorda l’assessore Scajola.

“A ottobre del 2022 è stato finanziato anche il progetto per la riqualificazione di Borgo Castello ad Andora – ha aggiunto il presidente della Regione e assessore alla Cultura Giovanni Toti – un intervento di grande rilevanza che mette in campo un’articolata serie di azioni con l’obiettivo di recuperare, valorizzare e in prospettiva permettere il ripopolamento di uno dei borghi storici più affascinanti della nostra Liguria. L’obiettivo non è semplicemente il recupero dei luoghi, ma anche della vita, dell’economia e delle attività”.

Al convegno, dove è stato presentato anche il punto di vista degli stakeholders, hanno partecipato il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, il sindaco di Imperia Claudio Scajola, il sindaco di Savona Marco Russo, il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini, il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, il sindaco di Andora Mauro Demichelis, il sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli, l’assessore all’Urbanistica al Comune di Genova Mario Mascia, gli ordini professionali degli ingegneri, architetti, geometri e Ance Liguria.

“Il percorso della rigenerazione urbana è iniziato con l’approvazione della legge regionale 23/2018 che ha favorito il recupero non solo di luoghi degradati ma anche territori agricoli in stato di abbandono – ha proseguito Scajola – In seguito abbiamo definito un programma regionale di rigenerazione urbana grazie al quale stiamo finanziando progetti cantierabili in breve tempo, in grado di cambiare il volto della Liguria dalla costa all’entroterra”

“Abbiamo bisogno di rigenerare i tessuti urbani e soprattutto quelle aree bloccate per decenni su cui non c’è una vera necessità di tutela, ma ci sono norme che fanno sì che un edificio dopo 70 anni ne goda – spiega il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi – L’altro tema è avere una legge che consenta di costruire con costi che non siano enormi, con la possibilità di riutilizzare i materiali, di riutilizzare delle aree e di ricostruire su quello che si è demolito senza consumare nuove parti di suolo. Nel Pnrr dovremo poi trovare uno spazio per la casa, anche sugli edifici pubblici”.

E oggi è la Cna a tornare sui pericoli per il settore e la tenuta delle aziende, oltre allo stop di cantieri e ristrutturazioni edilizie già avviate: “Per la sola Liguria possiamo stimare circa 900milioni di euro di crediti bloccati -. Spiega il Presidente di Cna Liguria Massimo Giacchetta -. La cifra è per difetto perchè riferita prevalentemente al Suberbonus che non è l’unico strumento utilizzato. Non tiene conto di altri bonus presenti e utilizzati come gli ecobonus e bonus casa, che prevedono percentuali diverse di detrazione e importi molto più bassi”.

“La decisione del Governo anzitutto è grave sotto il profilo del metodo. Il decreto è stato approvato ignorando qualsiasi confronto con il sistema delle imprese che da tempo sollecitano un tavolo per superare la fase di profonda incertezza intorno ai meccanismi dei bonus generata dalle continue modifiche normative. Dobbiamo, infatti ricordare che il meccanismo della cessione dei crediti è stato modificato ben 11 volte e la disciplina degli ecobonus è cambiata oltre trenta volte.  Una instabilità normativa che non è estranea alla paralisi del mercato dei crediti fiscali”. 

“Le iniziative da parte di enti locali, impegnati ad acquistare crediti fiscali, sono certamente lodevoli e testimoniano la gravità della situazione ma non rappresentano la soluzione – prosegue Giacchetta -. La dimensione del problema richiede quanto mai urgente l’intervento del Governo in forma diretta quale compratore dei crediti, o coinvolgendo CDP attraverso la cartellarizzazione dei crediti. In questo modo si può dare ossigeno a decine di migliaia di imprese della filiera e assicurare ai cittadini il completamento dei lavori avviati”.

“In relazione agli obbiettivi di transizione energetica la scelta del Governo contraddice etica e buon senso. Agevolare tutti i cittadini, indipendentemente dal proprio reddito, a cogliere l’occasione dei bonus edilizi è stata la migliore “scelta green” che il nostro Paese potesse compiere: il settore edile è, infatti, responsabile del 36% dei consumi energetici e del 39% delle emissioni in atmosfera di CO2 – sottolinea Giacchetta -. Secondo gli attestati di prestazione energetica di Enea al 31 dicembre 2022 gli edifici italiani in classi energetiche inferiori alla classe “D” sono il 76% e dovranno adeguare, entro il 2033, almeno a questa classe di prestazione energetica in base alla direttiva ‘Case Verdi’ approvata dalla Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia del Parlamento europeo. Tre immobili residenziali su quattro dovranno, dunque, operare lavori di ristrutturazione entro i prossimi 10 anni. È facile intendere quanto sia poco lungimirante la scelta del Governo” conclude il presidente Cna Liguria Massimo Giacchetta.

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