Sentenza

Personale sanitario no vax lasciato a casa senza stipendio: vinto il ricorso, Asl2 condannata a erogare i pagamenti sospesi

Avvocato Penello: "L'azienda sanitaria avrebbe dovuto verificare l'inserimento di queste persone in altre mansioni, ma non lo ha dimostrato"

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Savonese. Personale sanitario no-vax sospeso dal lavoro per sei mesi in Asl2, mandato a casa senza ricevere alcuna retribuzione. Questi gli effetti del decreto legge Draghi del 31 marzo, ma è arrivata una svolta in queste ore, il ricorso di questi lavoratori è stato vinto a Genova.

A rivolgersi all’avvocato finalese Roberto Penello, una decina di lavoratori facente parte del personale sanitario del Santa Corona di Pietra Ligure, tra cui diversi infermieri. “Dopo il primo grado che ha avuto esito negativo a Savona – spiega l’avvocato -, ieri è arrivata la svolta sulla questione: a Genova, con la sentenza che vede condannare l’Asl2. E’ stato condiviso in toto dal giudice la nostra tesi di pensiero”.

Facendo un passo indietro, con il decreto legge del 31 marzo il governo Draghi ha introdotto l’obbligo vaccinale per medici, infermieri e farmacisti e operatori socio – sanitari valido fino alla fine dell’attuazione del piano vaccinale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. La richiesta era arrivata dal sottosegretario alla salute Andrea Costa e anche dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

“Chi non deciderà di fare il vaccino – aveva spiegato Marco Damonte Prioli, direttore generale di Asl2, rifacendosi al decreto – incorrerà nella sospensione dello stipendio o in un demansionamento ma speriamo che non ci sia la necessità“. E in effetti di sospensioni ce ne sono state, alcuni hanno deciso di invertire la rotta e vaccinarsi per tenersi stretto il posto, altri sono rimasti fermi sulla loro linea e non si sono immunizzati.

“Prima di procedere alla sospensione dell’attività lavorativa, l’azienda sanitaria avrebbe dovuto verificare l’inserimento di queste persone in altre mansioni, anche inferiori che non comportassero un contatto con il pubblico – spiega Penello -. Ma in questi casi non è stato fatto, almeno, l’Asl2 non ce lo ha dimostrato. Quello che abbiamo contestato non è stato il decreto in sè, ma il fatto che l’azienda sanitaria non avesse rispettato la procedura prevista. E così la sentenza ci ha dato ragione, condannando l’Asl2 a erogare tutti gli stipendi sospesi dalla data della sospensione a fine dicembre 2021”, conclude.

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