Approfondimento

Loano, gli studenti dell’istituto Falcone alla scoperta del mondo complesso e affascinante dell’ingegneria biomedica

Martedì 24 gennaio incontro con il prof. Gianni Ciofani, coordinatore del Center for Materials Interfaces dell'Istituto Italiano di Tecnologia

Loano. Un incontro per scoprire il mondo complesso e affascinante dell’ingegneria biomedica per gli studenti del Liceo scientifico delle Scienze Applicate all’Istituto Falcone di Loano

Martedì 24 gennaio il prof. Gianni Ciofani, coordinatore del Center for Materials Interfaces dell’Istituto Italiano di Tecnologia, terrà una lezione agli studenti del triennio liceale sulle tematiche legate alla fisica e allo sviluppo tecnologico, con seminario sulla nanomedicina spaziale.

L’incontro rientra nelle attività di PCTO (ex alternanza scuola/lavoro) e intende fornire agli alunni la possibilità di conoscere le possibili applicazioni delle scienze soprattutto nel campo della biotecnologia medica. L’argomento riveste particolare interesse per gli studenti che intendono proseguire gli studi scegliendo un percorso orientato alle professioni che coniugano ricerca e applicazioni tecnologiche, soprattutto in campo medico.

Il prof. Ciofani dirige i laboratori dell’ IIT a Pontedera e la sua attività è rivolta soprattutto allo studio dello sviluppo di molecole antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi che, formandosi nelle cellule come sostanze di scarto, danneggiano il nostro organismo.

I risultati dell’équipe del prof. Ciofani sono stati la base di alcuni esperimenti che l’astronauta Samantha Cristoforetti ha condotto durante la sua permanenza sulla Stazione spaziale internazionale tra aprile e ottobre 2022.

L’esperimento, ribattezzato “Prometeo”, ha studiato il legame tra il volo nello spazio e i radicali liberi; la permanenza prolungata nello spazio può infatti portare a danneggiamenti a livello dei neuroni coinvolti sia nelle funzioni sia motorie che cognitive. Lo studio condotto nello spazio ha avuto l’obiettivo di testare le nuove sostanze antiossidanti in modo che riescano a ridurre al minimo questo danno. E’ evidente l’importanza dell’applicazione di queste scoperte anche nella medicina sulla terra in quanto esse potrebbero fornire la base per nuove terapie contro le più devastanti malattie neurodegenerative.

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