Tradizione

La festa di San Sebastiano: storia e radici di Celle

Quest’anno anche un fine solidale dalla manifestazione nel rione di “San Bastian”

Celle Ligure. La festa di San Sebastiano, in fondo a Celle. Quel pezzo di paese a ponente, vicino al mare. Torna domani, 22 gennaio, là dove sorgeva, fino ai primi anni del 1930, la piccola chiesa cinquecentesca, edificata dopo una scampata pestilenza e dedicata al santo.

Tutto pronto per la festa del rione, che fino ai primi anni ’80, si teneva nel giorno dedicato a San Sebastiano, il 20 gennaio, con una messa celebrata nei locali dell’asilo Aicardi mentre le finestre erano illuminate dai “ballunetti”, lampadine avvolte da carta colorata.

“Una manifestazione tornata da qualche anno, grazie anche all’idea dei cellesi Marcello Mannuzza e Michele Manzi” aggiunge Giorgio Siri, assessore alla cultura, mentre spiega a IVG la storia antica di questa tradizione e sottolinea “insieme all’importante supporto e organizzazione, oltre che del Comune, di Çele Nautica, l’associazione dei diportisti e degli amanti del mare cellesi, che ha sede proprio nel rione”.

Non mancherà il suono della campana della chiesina che, dopo la demolizione, venne portata in custodia nella chiesa parrocchiale di San Michele, mentre lo splendido dipinto del martirio di San Sebastiano, anch’esso patrimonio della chiesina scomparsa, si può ora ammirare all’interno di Nostra Signora della Consolazione, il Convento di Celle.

Una festa che sta a cuore ai cellesi, quella di San Sebastiano, e anche al Comune perché è il patrono della polizia locale, di cui proprio domenica, in occasione dei festeggiamenti per la bandiera de “I borghi più belli d’Italia” e del centro socioculturale “Raffaele Arecco” sarà inaugurata una mostra per i 75 del comando. Durante la manifestazione si ascolteranno, ad ogni ora, i rintocchi dell’antica campana.

“San Bastian – sottolinea Siri – è divenuta una festa rionale coinvolgente ed un appuntamento di ritrovo consueto” e c’è un aspetto solidale che l’assessore sottolinea: “Domenica, accanto alle tradizionali frittelle di mele, preparate dall’Associazione Volontari della Protezione Civile ‘Tonino Mordeglia’, si potrà  trovare un’altra specialità: la panissa cui si occuperà invece Çele Nautica. Il ricavato della vendita dei due prodotti verrà devoluto all’associazione ‘Attraverso i nostri occhi’, che sostiene le attività dell’ambulatorio Pona Biso che cura gratuitamente i bambini di strada della città di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, aperto da Elena, varazzina, a da suo marito congolese, Merveille. Nel 2022 il dispensario ha curato più di 300 bambini, offrendo visite e medicinali che altrimenti dovrebbero essere pagati”.

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