Scenari

Grancasa, cassa integrazione o licenziamento collettivo: le ipotesi per chi rifiuta il trasferimento a Ceva

Ancora in un limbo il futuro dei 10 dipendenti del punto vendita di Cairo, tra le possibilità anche il rinnovo del contratto di solidarietà

Protesta dipendenti Grancasa Cairo

Cairo Montenotte. Ancora in sospeso il futuro dei 10 lavoratori del punto vendita di Grancasa, chiuso lo scorso 31 dicembre. Momentaneamente saranno trasferiti nel negozio di Ceva, ma il contratto di solidarietà scadrà a febbraio e la situazione è incerta.

Diverse le strade che potranno essere seguite. “L’intenzione dell’azienda – spiega Margherita Arleo della Cgil Savona che questa mattina ha partecipato al secondo incontro con il sindaco di Cairo Paolo Lambertini e Grancasa – è di prorogare il contratto di solidarietà per i dipendenti di Ceva e, considerando che quelli di Cairo sono stati assorbiti dal punto vendita piemontese, lo stesso dovrebbe avvenire anche per loro. Ancora, però, non ci sono certezze”.

Tra i dipendenti cairesi, c’è però anche chi ha intenzione di rifiutare il trasferimento: “Considerando le spese per raggiungere il Piemonte, non è conveniente”, dicono. Per loro potrebbe essere dunque attivata la cassa integrazione oppure si potrebbe ricorrere ad un licenziamento collettivo. Tutto dipenderà dalla decisione del ministero e soprattutto dalla risposta delle banche creditrici che ancora non si sono espresse riguardo al piano di risanamento proposto dall’azienda.

Grancasa, infatti, al momento è sottoposta ad una composizione negoziata della crisi e i creditori stanno valutando la richiesta di liberare dalle ipoteche alcuni immobili, in modo da consentire al gruppo di venderli e quindi recuperare liquidità. Se ciò non dovesse concretizzarsi, si avvierà una procedura concorsuale e la “palla” passerà al tribunale.

La decisione è attesa entro fine mese, il 30 gennaio è infatti in programma un nuovo incontro con le segreterie nazionali dei sindacati e i vertici di Grancasa.  Dopodiché, la prossima settimana, ci sarà un nuovo summit a Cairo, nel quale verranno definite le procedure da seguire.

“Le contrattazioni sono ancora in corso a livello nazionale – afferma Arleo – e in base a quello che verrà deciso, potremo muoverci. Il nostro obiettivo è quello di tutelare i lavoratori di Cairo, anche perché al momento l’unica certezza è che il punto vendita non riaprirà”.

Tra le intenzioni dell’azienda, quella di cercare un acquirente a cui vendere il capannone di corso Brigate Partigiane e per farlo ha chiesto anche la collaborazione dell’amministrazione comunale: “Speriamo che qualcuno di serio sia interessato – commenta il sindaco Paolo Lambertini – anche perché si tratta di aree appetibili, posizionate in una delle strade principali del territorio. La nuova attività potrebbe assorbire alcuni dei dipendenti di Grancasa e quindi permettere loro di evitare il trasferimento trovando una nuova occupazione sempre in città”.

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