Fatalità

Due codici rossi in poco tempo in Valbormida, è polemica: “Automedica dopo 40 minuti”. Asl: “Soccorsi tempestivi”

Prima una donna è stata colta da un arresto cardiaco a Cairo, dopo un'ora e mezza infarto per un 88enne a Carcare, ma nel secondo caso tutte le altre Sierra erano impegnate

automedica 118

Carcare. Questa mattina due codici rossi nel giro di poco meno di un’ora e mezza in Valbormida. Il primo a Cairo, il secondo a Carcare. Entrambi per arresto cardiaco. Nessuno dei due riesce a sopravvivere. Un dramma che riapre e rende ancora più accesa la polemica sulla mancanza di una seconda automedica del 118 sul territorio: nel secondo caso, infatti, si è dovuto attendere l’intervento della Sierra 4, proveniente da Pietra Ligure, perché tutti gli altri mezzi di soccorso avanzato erano impegnati. Questo ha fatto sì che i medici siano riusciti a raggiungere il paziente carcarese dopo circa 40 minuti dalla richiesta di soccorso.

L’uomo, Nicola Chianca, 88enne carcarese, stava passeggiando in via Garbaldi, quando all’improvviso è stato colto da un infarto e si è accasciato a terra. Sul posto, era presente un’infermiera che ha subito iniziato il massaggio cardiaco. Poco dopo, alle 10:55, sono arrivati i militi della Croce Bianca di Carcare che hanno attivato il defibrillatore e alle 11:06, come indicato dalla centrale operativa, hanno caricato il paziente per trasportarlo all’uscita dell’autostrada di Savona, dove si sono incontrati con l’automedica di Pietra Ligure alle ore 11.17. Qui i medici hanno provveduto ad intubare l’uomo e ad iniettare l’adrenalina, prima di trasferirlo al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Per lui, però, non c’è stato nulla da fare.

Un’ora e mezza prima, un caso simile a Cairo Montenotte, dove Mara Guadagnino, 61enne cairese, è stata colta da un arresto cardiaco in seguito ad uno shock anafilattico, anche per lei risultato fatale. Alle ore 9:36 la chiamata al 118, subito dopo l’intervento della Croce Bianca locale e dell’automedica cairese: la Sierra 3. Automedica che è stata impegnata nell’intervento fino a circa le 12 e quindi impossibilitata ad intervenire anche a Carcare un’ora e mezza dopo.

Una fatalità, certo, che però fa riflettere il mondo politico e non solo, considerando che da tempo il territorio chiede una seconda automedica, non concessa – come spiegato più volte dal governatore Toti – perché i numeri non sono sufficienti. Tra gli interrogativi anche il fatto che si sia preferito attendere l’automedica da Pietra ligure, piuttosto che trasportare il paziente al Punto di Primo Intervento di Cairo, dove – come specificato da Asl2 nelle settimane scorse e come avvenuto anche in tre occasioni nel 2022 – il protocollo prevede il trasferimento nel caso in cui le automediche siano occupate.

C’è poi la possibilità dell’elisoccorso, ma anche in questo caso entrambi i mezzi erano impegnati: “È  stata una mattinata piuttosto intensa per il nostro servizio: praticamente negli stessi momenti l’automedica di Savona era impegnata per il trasporto di un paziente in codice rosso verso Pietra Ligure, l‘elisoccorso Grifo stava trasportando un paziente verso Genova e Drago era intervenuto sulle alture di Finale per il biker trasportato al Santo Corona di Pietra Ligure”, spiega il direttore del 118 Danilo Cimolato che riguardo ai due casi valbormiesi sottolinea: “In entrambi i casi i soccorsi sono stati tempestivi, il personale si è adoperato tutto il possibile per salvare il paziente, purtroppo la situazione era molto grave e compromessa sin dal suo esordio. Sono giornate come queste – aggiunge – che si rivela quanto mai importante il nostro lavoro e la nostra presenza sul territorio. L’impegno di tutti gli operatori e i professionisti coinvolti è sempre massimo”

Rabbia per l’accaduto da parte del Partito Democratico Valbormida, con il coordinatore Simone Ziglioli che parla di  “drammatica, ma purtroppo prevedibile, coincidenza”. “Ecco perché da tempo sosteniamo che in un territorio come quello valbomidese sia neccessario un pronto soccorso o almeno un punto di primo intervento attrezzato alla gestione delle emergenze. Ma le risposte date dalla Giunta Regionale parlano di una sanità funzionale e di una serie di servizi adeguati al territorio basati su ragionamenti statistici”, dice Ziglioli.

“Nientemeno, nel consiglio Regionale svoltosi il 21 dicembre scorso – ricorda – è stato respinto da tutta la maggioranza l’ordine del giorno, proposto dal Consigliere Regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello, anche con i voti contrari dei Consiglieri di maggioranza del territorio, che chiedeva l’attivazione di una seconda automedica in Valbormida. La motivazione del ‘no’ alla seconda automedica, da parte della giunta Toti, è stata un analisi basata su alcuni parametri che rilevano i costi-benefici. Ecco ci chiediamo, purtroppo ormai da troppo tempo, se la possibilità di salvare una vita umana possa dipendere da dei parametri statistici”.

E’ necessario – prosegue il dem – che la Giunta Toti, e tutti gli amministratori valbormidesi, anche quelli che hanno respinto le richieste di alcuni gruppi consiliari riguardo queste tematiche, prenda atto della situazione di criticità che grava su tutti i cittadini valbormidesi che non possono avere garantite cure adeguate che sono un diritto universale di ogni cittadino senza distinzione”.

Sulla questione interviene anche Roberto Arboscello, consigliere regionale del PD: “Esprimo cordoglio e massima vicinanza alle famiglie dei cittadini deceduti quest’oggi e a tutta la comunità della Valbormida. Nel rispetto della tragicità di quanto accaduto, sarà mia cura appurare nelle sedi opportune la veridicità e le drammatiche circostanze che hanno portato ad un’attesa di ben 40 minuti prima che intervenisse un’automedica da Pietra Ligure, in quanto tutte le altre a disposizione non risultavano disponibili. Mi rammarico, perché ancora nell’ultimo Consiglio Regionale è stata rifiutata dalla Giunta la mia proposta per l’attivazione di una seconda automedica in Valbormida, territorio su cui denunciamo da tempo la carenza di servizi per l’emergenza – urgenza.  Questa tragedia non fa altro che evidenziare quanto avevo già sostenuto: quando si tratta di salvare delle vite non è possibile fare una mera analisi numerica dei costi/benefici. Quanto accaduto spero possa aprire gli occhi a chi fino ad ora ha sottovalutato questa fondamentale esigenza”.

A seguito dell’accaduto, inoltre, il Gruppo Consiliare “Impegno per Carcare” ha inviato al sindaco De Vecchi una lettera nella quale gli chiede di farsi promotore per proporre a tutti gli altri sindaci della Valbormida un Consiglio Comunale straordinario monotematico urgente, volto ad “accendere, per l’ennesima volta, i riflettori su quanto accaduto oggi e su quello che non vorremmo mai che accadesse in futuro”, dichiarano i consiglieri Rodolfo Mirri, Alessio Morrone e Daniela Lagasio.

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