Acqua salata

Da Rivieracqua 300mila bottiglie ai cittadini, le associazioni: “Coprono solo il fabbisogno di 8 ore di Andora”

E poi la richiesta: "Il ristoro è inadeguato, almeno si parta dalle comunità più fragili per la distribuzione. E si apra un dialogo sincero con il Comune"

Protezione civile Andora acqua salata

Andora. “Ristoro inadeguato, almeno si parta dalle comunità più fragili nelle distribuzioni della bottiglie d’acqua”. È questo in sunto l’appello delle associazioni Assoutenti e Onda Ligure che, insieme al comitato Acqua cara in bolletta, chiedono al presidente di Rivieracqua, nonché sindaco di Lavagna, Gian Alberto Mangiante, un gesto di serietà.

La scorsa settimana, infatti, la società aveva annunciato che avrebbe distribuito ai cittadini, danneggiati dall’acqua salata in questi mesi, circa 300.000 bottiglie da 1,5 litri, per un costo di 70mila euro. Fondi messi a disposizione da Regione Liguria. “Un’offerta pari a 450 metri cubi di acqua, il fabbisogno di otto ore per i soli residenti ad Andora”, sottolineano le associazioni che hanno inviato una lettera aperta al presidente Mangiante, nella quale gli chiedono di tenere “lo stesso comportamento che avrebbe avuto, nella veste di sindaco, con i suoi concittadini lavagnesi se fosse capitato loro di ricevere analogo dono”.

Nel documento, le associazioni propongono di mettere a disposizione le bottiglie, su domanda degli utenti, a partire dalle comunità più fragili (residenze protette, asili, scuole, mense diocesiane, croce rossa). “Una proposta – scrivono – fatta nella massima collaborazione per chiudere, con un atto di bene nei confronti di chi ha meno e sollevando anche per breve tempo l’intervento a favore di molti andoresi da parte del Comune, una brutta pagina di malagestione della crisi idrica da parte di Rivieracqua”.

Tra le richieste anche quella “di aprire al più presto un dialogo sincero incontrando congiuntamente il Comune di Andora, che ringraziamo anche per aver dato, in questa occasione, la disponibilità dei propri locali per la distribuzione delle bottiglie e aver sottolineato per bocca del suo sindaco l’assoluta inadeguatezza dei ristori agli utenti per i disagi e i danni patiti. Un dialogo – evidenziano – che non può non partire dal tentativo di evitare dispendiose cause legali per quanto avvenuto a migliaia di utenti e soprattutto che scaturisca dalla volontà di agire all’unisono nella massima trasparenza con la popolazione, con lo scopo di assicurare una stagione turistica che, senza la certezza degli interventi necessari, rischia di essere compromessa nonostante il miglioramento recente della qualità dell’acqua”.

E proprio sulla qualità dell’acqua, le associazioni ribadiscono: “Vorremmo venisse al più presto acclarata dalle analisi ufficiali che la società Riveracqua fa o richiede agli enti preposti e che chiediamo di conoscere nel rispetto di un diritto di cittadinanza e non di sudditanza”.

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