Chiarimento

Centrali operative 118, l’assessore Gratarola: “Nessun indebolimento del servizio”

La risposta in Consiglio regionale dopo le critiche sollevate dal Pd sul taglio prospettato

automedica 118

Regione Liguria, come tutte le altre Regioni, nel rispetto del Decreto ministeriale 70 deve adeguare il numero delle centrali operative del 118. Tutto questo non comporterà alcun taglio nella rete dell’emergenza urgenza, che, anzi, sarà ancora più efficiente: i mezzi di soccorso resteranno gli stessi, non ci sarà alcuna diminuzione del personale e quindi alcun indebolimento del servizio, come invece qualcuno vuole fare credere”.

Dopo il dibattito in Consiglio regionale, l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola replica così alle parole del consigliere del PD Luca Garibaldi, il quale aveva evidenziato nella seduta odierna: “Gratarola conferma la chiusura di due centrali del 118 su cinque accorpandone due nel Ponente e due nel Levante. Una scelta che non riteniamo una priorità sia a livello di risparmio economico che di efficienza del servizio”.

“In questo modo si indebolisce la rete dell’emergenza urgenza e non si hanno evidenti vantaggi. Inoltre non è previsto nessun coordinamento con i punti di primo intervento di Ponente e Levante per compensare le chiusure. La Asl 4 ad esempio si troverà in carenza di una sede una centrale operativa del 118 nel Tigullio senza sapere come sarà riorganizzato il servizio”, così il capogruppo del Partito Democratico Articolo Uno in Regione Liguria Luca Garibaldi che ha presentato un’interrogazione sulla chiusura della centrale operativa del 118 in Asl 4.

“È inaccettabile poi che questa decisione venga imposta ai sindaci e al territorio che ne chiedono il mantenimento, senza una discussione e un confronto di merito. Singolare poi il comportamento dei consiglieri regionali di maggioranza che prima si ergono a difensori del servizio sul territorio, con tanto di interrogazioni in cui esprimono preoccupazione e poi si dichiarano soddisfatti del fatto che la Regione alla fine accorpi le centrali”, conclude Garibaldi.

L’assessore ha poi precisato: “La Lombardia, per esempio, ha già ridotto il numero delle sedi e, a fronte di 10 milioni di abitanti, adesso ha cinque centrali – continua Gratarola –. È dunque evidente che la nostra regione non possa più sostenere la presenza di cinque centrali sul proprio territorio”.

“Il numero si deve ridurre a tre che saranno così suddivise: una al centro, una a ponente e una a levante. La collocazione non è ancora stata decisa, a parte la centrale operativa prevista nel cuore della Liguria e che resta a Genova all’interno dell’Ospedale Policlinico San Martino. Fossilizzarsi sul luogo della loro collocazione è del tutto fuorviante: non siamo infatti di fronte ad una struttura sanitaria con letti e degenza, ma – sottolinea l’assessore alla Sanità – ad una struttura funzionale di coordinamento, che risponde alle esigenze del cittadino inviando dove serve il mezzo di soccorso più idoneo rispetto all’intervento in corso. Di conseguenza, nulla cambia per il territorio”.

“L’obiettivo di arrivare a tre centrali operative – conclude l’assessore regionale alla Sanità – è dunque utile a ottimizzare l’impiego del personale sanitario, a garantire maggiore efficienza al sistema e soprattutto, esattamente come hanno fatto altre regioni, a sostituire gli infermieri presenti in centrale con tecnici specializzati in grado di gestire, con un’opportuna e approfondita formazione, le chiamate di emergenza e l’invio dei mezzi di soccorso” conclude Gratarola.

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