Interrogazione

Caso automediche in Valbormida, Arboscello (PD) in Regione: “Secondo mezzo in allerta rossa servizio parziale e insufficiente”

Dopo l'annuncio dell'assessore Gratarola: “Il rapporto costi-benefici non può essere l’unico parametro preso in esame sul tema emergenza/urgenza, soprattutto su un territorio critico come la Val Bormida"

automedica 118

Valbormida. “Bene l’annuncio dell’assessore Gratarola di una seconda automedica in Val Bormida in caso di allerta rossa o di blocco autostradale, ma si tratta di un servizio aggiuntivo parziale e insufficiente, su cui chiederemo conferma”. A dirlo il consigliere regionale Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) che oggi ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla salute.

La questione è stata riaperta in occasione di due eventi tragici consumati il 5 gennaio in Valbormida: sono morte due persone soccorse dal 118 in codice rosso. Nel giro di poco meno di un’ora e mezza – il primo a Cairo, il secondo a Carcare – entrambi per arresto cardiaco. Nessuno dei due riesce a sopravvivere. Un dramma che ha acceso la polemica sulla mancanza di una seconda automedica del 118 sul territorio: nel secondo caso, infatti, si è dovuto attendere l’intervento della Sierra 4, proveniente da Pietra Ligure, perché tutti gli altri mezzi di soccorso avanzato erano impegnati. Questo ha fatto sì che i medici siano riusciti a raggiungere il paziente carcarese dopo circa 40 minuti dalla richiesta di soccorso.

“Per la sua conformazione orografica e per la vastità del territorio la Val Bormida ha fortemente bisogno di una seconda automedica come richiesto a più riprese da un intero territorio – afferma Arboscello -. Gli ultimi eventi tragici del 5 gennaio quando sono morte due persone soccorse dal 118 in codice rosso, ne confermano l’urgenza. La giunta però si è sempre rifiutata di attivarla appellandosi al rapporto costi-benefici: contestiamo fermamente questa posizione, perché sosteniamo che quando si parla di emergenza urgenza non sia possibile fare scelte solo in base alla mera e fredda analisi dei dati. In questo modo la politica abdica al suo ruolo e si piega solo alle scelte dei tecnici, che sono importanti, ma non possono avere la sensibilità e la conoscenza del territorio su cui ricadono”.

Sulla stessa questione, il 22 dicembre scorso il consiglio regionale ha respinto con 19 voti a favore (maggioranza) e 12 contrari è stato respinto l’ordine del giorno 785, presentato dallo stesso Arboscello e sottoscritto da tutto il gruppo, con cui si impegna la giunta ad attivarsi per dotare il territorio della Val Bormida di una seconda automedica. “La maggioranza di centrodestra ha votato contro il mio ordine del giorno che chiedeva di dotare il territorio valbormidese di una seconda automedica – aveva espresso il consigliere –. Una seconda automedica è fondamentale per interventi e trasferimenti rapidi nei due ospedali provinciali, Savona e Pietra Ligure, non facilmente raggiungibili considerando le carenze infrastrutturali e viarie di cui soffre la Val Bormida”.

“Su un territorio che ha perso prima l’ospedale, poi il pronto soccorso e ora può contare su un punto di primo intervento aperto solo 12 ore al giorno il binomio costi benefici non può esistere, perché se in un anno si salva anche solo una vita, grazie a un servizio in più, ne è valsa la pena”, conclude il consigliere dopo la risposta odierna in aula alla sua interrogazione su una seconda automedica in Valbormida.

E l’assessore ha poi precisato: “Al di là del dolore umano per i casi tragici del 5 gennaio scorso in Valbormida, le scelte di pianificazione sanitaria in tutto il Paese e quindi anche in Liguria, che lo voglia il consigliere Arboscello o no, si basano sui dati, l’unico criterio oggettivo disponibile. Il rapporto costi benefici non c’entra: c’entra invece la pianificazione con le risorse anche professionali a disposizione”.

“I dati del 2022 – continua Gratarola – dicono che ogni giorno nel distretto della Valbormida l’automedica effettua appena tre interventi. Per questo aggiungere un’automedica sarebbe prima di tutto poco aderente alle necessità, oltre che di difficile attuazione, considerata la scarsa disponibilità di medici dell’emergenza, in Liguria e in tutta Italia”.

“Come più volte sottolineato, riteniamo invece fattibile l’impiego di un’ulteriore auto con infermiere a bordo: l’auto infermieristica è complementare e non sostitutiva dell’automedica e nei prossimi mesi partirà la sua sperimentazione proprio in Valbormida. Il protocollo è pronto, poi ci sarà la fase del reperimento del personale: entro l’estate il servizio dovrebbe essere operativo”.

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