Impianti chiusi

Benzinai, garantiti i servizi minimi e i rifornimenti alle pompe: ecco le modalità dello sciopero

L'agitazione scatterà alle 19 di questo pomeriggio e durerà 48 ore

carburante benzina distributore

Savona. In occasione dello sciopero nazionale dei distributori di benzina proclamato da Faib Confesercenti, Fegica, Cisl Fisisc e Confcommercio, dalle 19 di oggi, martedì 24 gennaio, alle 19 di giovedì 26 gennaio, gli impianti che garantiranno l’apertura no stop sulla rete stradale urbana ed extraurbana devono essere almeno il 50% dei self service aperti nei giorni festivi, secondo la regolamentazione degli scioperi nel settore della distribuzione del carburante.

Quindi, saranno aperti almeno la metà di quelli operativi nella prossima giornata festiva. In relazione al fatto che le giornate di sciopero saranno due, i gestori che dovranno rimanere aperti per legge si dovranno a loro volta dividere nel garantire un servizio minimo durante il periodo della protesta (e spetta ai sindaci, secondo le norme in vigore, il controllo sugli impianti): la categoria ricorda che l’approvigionamento di benzina e diesel agli impianti è comunque garantito, in quanto ormai la procedura di rifornimento dei carburanti alle pompe risulta automatizzato.

Ecco perché anche oggi, a poche ore dall’inizio dello sciopero, non si sono registrate code ai benzinai del savonese in vista della chiusura degli impianti, nonostante, come fatto trapelare da qualche gestore, un minimo di psicosi ha riguardato alcuni utenti e automobilisti che temevano di rimanere a secco.

Ma in realtà non è e non sarà così. E intanto i gestori tornano a far sentire la propria voce: “Dal governo non sono arrivati elementi migliorativi, semmai sono peggiorate le condizioni, la nostra resta una categoria da mettere sotto osservazione con un cartello, come nel Medioevo” hanno lamentato le sigle associative dopo l’ultimo incontro con il governo nei giorni scorsi, contrari al decreto Trasparenza e alle misure per contrastare il caro benzina.

Il governo tramite Urso oggi ha aperto a delle modifiche: prezzo medio regionale da esporre su un cartello da aggiornare con cadenza settimanale e non più mensile e multe per le violazioni ridotte dal massimo di 6mila euro fissato nel testo ad 800 euro. Prevista anche la creazione di una App del Mimit dove poter consultare il prezzo medio e quello praticato dai distributori all’interno di un perimetro selezionato.

Gli esercenti, però, non cedono e proseguono sulla linea dello sciopero, chiedono in particolare che il prezzo medio venga comunicato via web – per togliere l’effetto mediatico del dito puntato contro la categoria – e non tramite un cartello da esporre nei distributori.

I benzinai domandano un riordino complessivo del settore e dell’intera filiera, che conta circa 22mila stazioni di servizio.

Il governo, per tentare di arrivare al ritiro dello sciopero, ha comunicato che verrà anche posposta l’emanazione del decreto ministeriale con le modalità di comunicazione ed esposizione dei prezzi entro 10 giorni dalla conversione del testo di legge sulla trasparenza, pubblicato in Gazzetta il 14 gennaio.

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