In piazza

Manifestazione dei lavoratori Tpl per l’affidamento in house, i sindacati: “Il servizio resti pubblico, pronti allo sciopero prima di Natale” fotogallery

"La nomina del Dg? Sia fatta in fretta, ma no alle marchette per sistemare i trombati della politica"

Manifestazione Tpl per l'affidamento in house

Savona. “La nomina del direttore generale non può bloccare tutto l’iter. Si dice che ci sia un costo di 100 mila euro. Ricordo a tutti che gli autoferrotranvieri attendono i 250 euro del rinnovo contrattuale, che non sono stati ancora concessi, pare, per questioni di liquidità. Ma prima si pagano i lavoratori e poi si fanno le ‘marchette’ politiche per sistemare qualche ‘trombato’”. Non le manda a dire Giuseppe Gulli, segretario generale di Uiltrasporti Liguria, che questa mattina ha partecipato al corteo indetto dai lavoratori Tpl per protestare contro i ritardi rispetto all’affidamento del servizio “in house” del trasporto pubblico provinciale.

Il programma della manifestazione prevede la partenza da piazzale Aldo Moro: il corteo percorrerà via Don Minzoni fino a raggiungere Palazzo Nervi, dove avverrà il vero e proprio presidio. Successivamente una delegazione di lavoratori incontrerà il vice presidente della Provincia Partenza dalla stazione verso la Provincia percorrendo via Don Minzoni. Incontrano il vice presidente Roberto Molinaro.

A preoccupare, come detto, sono i tempi per la presentazione della documentazione necessaria a sostenere l’affidamento del servizio “in house”. L’iter amministrativo (con la firma del nuovo contratto di servizio, che segue l’approvazione dello statuto così come lo stesso piano industriale per il trasporto pubblico locale nella provincia di Savona) è prevista per la fine dell’anno. TPL Linea ha già prodotto tutta la documentazione necessaria in quanto affidataria del servizio, si attende ora l’ultimo passo dell’ente provinciale, che però tarda ad arrivare.

“Chiederemo di incontrare il presidente della Provincia – annuncia Simone Turcotto, segretario Filt-Cgil Savona – Lo scopo di questa giornata è portare avanti il processo di affidamento ‘in house’ perché come tutti sappiamo si è incagliato nelle beghe tra Provincia e azienda. Noi non capiamo chi sta ‘ciurlando nel manico’ ma c’è sicuramente una parte (se non due) che sta lavorando per non portare a termine l’affidamento ‘in house’. Quindi l’unica mossa che può fare il sindacato è quella della protesta e dello sciopero. Ci scusiamo coi cittadini ma lo facciamo per mantenere il servizio pubblico, un servizio sociale; cosa che, con un privato, rischierebbero di perdere”.

Davide Baccino, segretario provinciale aggiunto Fit-Cisl, aggiunge: “Siamo qui per chiedere alla Provincia di chiudere il percorso dell’affidamento ‘in house’. All’ultima riunione in Provincia abbiamo assistito a situazioni imbarazzanti. Non c’è comunicazione tra la Provincia, l’azienda e i soci. Noi abbiamo necessità di concludere questo percorso perché si parla del trasporto pubblico locale dei prossimi dieci anni”.

“Cosa faremo se la situazione non si sbloccherà? Il 9 gennaio è una delle date per uno sciopero perché è la data dell’elezione del nuovo presidente della Provincia. E visto che è la Provincia che deve risolvere il problema andremo sotto la sede della Provincia a protestare. Ma potremmo fare un altro sciopero prima di Natale”, chiosa Turcotto.

“Il tempo purtroppo non lo dettiamo noi, ma le norme: entro il 31 marzo 2023 o si va verso l’affidamento ‘in house’ o è inevitabile la gara – ricorda Gulli – I lavoratori da anni lottano per avere un servizio pubblico e anche per noi deve rimanere pubblico. L’affidamento ‘in house’ non solo difende i lavoratori dal sistema ‘pirata’ delle gare, ma mette al sicuro anche i cittadini e consente di avere un servizio non solo pubblico ma rispondente alla socialità e alle reali esigenze dei cittadini. In questi anni i lavoratori hanno dato un contributo notevole (basti ricordare i due anni di pandemia) e hanno dimostrato senso di responsabilità. Ad oggi, però, la stessa responsabilità non c’è stata da parte delle istituzioni locali. Oggi, quindi, richiamiamo la Provincia, il Comune di Savona e tutta la proprietà a farsi parte attiva affinché si raggiunga l’obiettivo che tutti ci siamo prefissati. Basta annunci, ci vogliono fatti. Il tempo è scaduto”.

Il presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri, ha annunciato che tra il 12 e il 17 dicembre si terrà l’assemblea provinciale e verranno ratificati i documenti. Un annuncio, però, che non soddisfa completamente i sindacati: “Il nostro pressing è dovuto all’esperienza che abbiamo con la burocrazia. Non è questione di fiducia. I tempi sono stretti. I passaggi che bisogna fare e sono necessari richiedono tempistiche che non dettiamo noi. Spesso i tempi della politica non coincidono con i tempi delle norme e delle leggi. Noi chiediamo un atto di responsabilità: che tutti si siedano intorno a un tavolo per superare gli ostacoli. Oggi c’è un balletto di responsabilità tra la Provincia, che accusa il Comune, ed il Comune che accusa a sua volta la Provincia, e tutti e due accusano l’azienda. C’è un ‘tutti contro tutti’ e non vorremmo che alla fine la colpa sia dei lavoratori, che credo abbiano dimostrato grande senso di responsabilità, cosa che va riconosciuta”.

Altro nodo, come detto, è la nomina del direttore generale: “La nomina del direttore generale non può bloccare tutto l’iter – ribadisce Gulli – Pertanto, se c’è da fare questa nomina, ebbene che venga fatta. E in fretta. Ogni minuto perso può essere determinante per portare avanti il progetto ‘in house’. C’è sicuramente la legittima pretesa di una parte della proprietà di rivendicare una posizione all’interno dell’azienda ma questo non deve condizionare tutto il percorso. Perciò si nomini il direttore generale. Si dice che ci sia un costo di 100 mila euro. Ricordo a tutti che gli autoferrotranvieri attendono i 250 euro (non dati) del rinnovo contrattuale e ciò, pare, per questioni di liquidità. Prima si pagano i lavoratori e poi si fanno le ‘marchette’ politiche per sistemare qualche ‘trombato’”.

leggi anche
Manifestazione presidio corteo sciopero tpl
Motori spenti
Tpl, i sindacati proclamano nuovo sciopero il 9 gennaio: “Troppe incertezze sulle modalità di gestione future”

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.