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Influenza batte Covid: in Liguria positivo il 40% dei tamponi contro il 10% del coronavirus

È la peggiore epidemia degli ultimi anni: in Liguria incidenza al 14,2 per mille ma aumenterà ancora. E il Covid? Ansaldi: "Il 70% dei ricoverati positivi è lì per un altro motivo"

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Liguria. In termini calcistici si potrebbe dire che l‘influenza batte il Covid 4-1. È quello che suggeriscono i dati del sistema regionale di sorveglianza, resi noti dal direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi: “Oggi il 40% dei tamponi che abbiamo raccolto è positivo per virus influenzali, solo il 10% per Covid e circa il 20% per gli altri virus respiratori come il sinciziale, il rinovirus o il metapneumovirus”. Numeri che spiegano il motivo per cui, nonostante il coronavirus non sia più preoccupante dal punto di vista clinico, i pronto soccorso siano andati in tilt costringendo la Regione a varare un piano straordinario per le festività natalizie.

I numeri dell’ultimo rapporto InfluNet elaborato dall’Istituto superiore di sanità rilevano in Liguria un’incidenza del 14,20 per mille per quanto riguarda i casi di di sindromi influenzali (le cosiddette influenza-like illness, cioè malattie respiratorie acute causate da diversi virus), collocandosi nella fascia immediatamente inferiore a quella delle regioni più colpite (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e provincia autonoma di Bolzano). Il picco di incidenza viene riscontrato nella fascia 0-4 anni col 56,51 per mille di individui colpiti.

“Abbiamo ampiamente superato l’incidenza di tutte le altre epidemie influenzali – ha proseguito Ansaldi – e la curva quest’anno è estremamente anticipata rispetto al picco che solitamente si verifica tra inizio gennaio e fine febbraio. In questo settimana avremo un altro milione di casi in Italia e raggiungeremo l’incidenza del 20 per mille, cioè il 2% della popolazione. Sono dati molto pesanti e il fatto rilevante è che si tratta di più del doppio rispetto a quanto si osserva normalmente nelle varie fasce d’età”.

“Siamo evidentemente di fronte ad un momento delicato dell’anno – sottolineano il presidente Giovanni Toti e l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola – ed è per questo occorre da parte di tutti la massima attenzione. Come Regione Liguria abbiamo chiesto a tutto il personale sanitario, che ringraziamo, uno sforzo straordinario per queste festività, per evitare che il mix del Covid-19 con un virus influenzale particolarmente aggressivo dopo gli anni in cui non ha sostanzialmente circolato congestioni i pronto soccorso. Con i Flu Point predisposti e l’accordo con i medici di medicina generale per il periodo delle feste natalizie, l’obiettivo è evitare che arrivino in pronto soccorso casi non urgenti, come febbre alta o altri sintomi che possono essere gestiti senza ricorso ad un dipartimento di emergenza”.

Generico dicembre 2022

In questo scenario il Covid ha sì abbassato la testa come malattia, ma continua a generare un pesante “impatto organizzativo” sugli ospedali. Nel grafico qui sopra la linea rossa rappresenta i ricoverati con sintomi da Covid, la linea blu tratteggiata il totale dei pazienti positivi ricoverati. È evidente come dall’inizio del 2022 i due dati abbiano iniziato a divergere notevolmente. “Oggi il 70% dei positivi sono malati e ricoverati per altre cause – conferma Ansaldi -. Il virus è mutato e la popolazione è meno suscettibile, perché vaccinata o perché si è ammalata ed è guarita, ma le ripercussioni sul sistema sanitario sono sempre importanti.

Dai medici e dai vertici della sanità continuano ad arrivare appelli a vaccinarsi, sia contro il Covid con quarta e quinta dose sia contro l’influenza, per evitare di gravare sugli ospedali già in difficoltà. Per l’antinfluenzale parlano i dati diffusi la settimana scorsa dall’assessore Angelo Gratarola: in Liguria più della metà delle 440mila dosi acquistate per proteggere anziani, bambini e persone fragili è rimasta inutilizzata. Per quanto riguarda il Covid, l’ultimo report della fondazione Gimbe (12 dicembre) fissa al 31,4% la copertura vaccinale delle quarte dosi (più del dato nazionale) mentre il 14,3% della popolazione non ha ancora ricevuto la terza dose pur potendolo fare.

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