Botta e risposta

Codice rosso “dirottato” all’ospedale di Cairo, scoppia la polemica del comitato sanitario: “Asl si decida”

L'azienda sanitaria replica: "L'organizzazione preveda che il paziente grave venga stabilizzato nel PPI se le automediche sono impegnate"

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Cairo Montenotte. “Da alcuni giorni è stato tolto l’unico defibrillatore con pacing esterno in dotazione all’ospedale San Giuseppe; questa apparecchiatura è di vitale importanza in emergenza–urgenza, permette infatti di superare la fase critica iniziale (stabilizzazione di blocchi cardiaci completi) qualora fosse necessario poi l’impianto di un pace maker definitivo, è quindi da considerarsi a tutti gli effetti tutt’oggi un’apparecchiatura salvavita“.

A denunciarlo, sulla propria pagina Facebook, è il Comitato Sanitario Valbormida che sottolinea: “Probabilmente dall’Asl ci diranno che questa apparecchiatura (il pacing cardiaco-esterno) così importante è in dotazione al 118 di stanza a Cairo (automedica), ne siamo certi, ma non ci consola affatto perché se l’automedica è fuori per altri interventi di urgenza, il Ppi ne è sprovvisto e, se occorre, quale soluzione ci propone la direzione Asl per garantire la sicurezza del paziente che si autopresentasse o che fosse inviato in ambulanza?”, si domanda il presidente Giuliano Fasolato.

Alla domanda risponde l’Asl2 che in una nota precisa: “Il Punto di Primo Intervento di Cairo risulta dotato di due monitor defibrillatori, il terzo defibrillatore (dotato di pacing) è stato portato in manutenzione ed è già stato riconsegnato al servizio. Per gli eventuali trasporti secondari urgenti, che sono fatti dal personale sanitario delle automediche, viene utilizzato il materiale in dotazione alle stesse”.

La polemica da parte del Comitato parte da un fatto avvenuto lo scorso 21 novembre, quando – raccontano – “un codice rosso su Millesimo è stato dirottato al Ppi di Cairo Montenotte perché l’automedica 118 di Cairo era già impegnata su un altro intervento e probabilmente giudicati non competitivi per questioni di tempo l’elicottero e l’automedica 118 di Savona. Il caso è stato quindi gestito, stabilizzato e poi trasportato in tutta sicurezza all’ospedale di Savona”.

Siamo esterrefatti del continuo cambiamento di piani che si adottano nei confronti del Ppi di Cairo – dichiarano dal Comitato – usato a seconda dell’umore giornaliero di chi dirige il Dipartimento di Emergenza e non secondo la necessità reale della Valbormida, pur essendo nota l’utilità di questo servizio e la competenza degli operatori che ne fanno parte (medici, infermieri, oss). Cosa ampiamente dimostrata il 21 novembre con il codice rosso di cui sopra, e giovedì 24  con tutti i codici minori (ambulanze in codice verde) inviate a Cairo per alleviare il sovraffollamento del pronto soccorso di Savona. Non si capisce infatti come, nell’ottica di chi deve gestire queste situazioni, il PPI di Cairo un giorno vada bene per assistere (seppur in ‘prima battuta’) persino i codici rossi e poi per tutti i codici verdi della zona, mentre poi il giorno dopo non vada più bene e sia pericoloso per qualsiasi paziente”.

Non capiamo – proseguono – in questa logica perversa fatta di commistione tra politica e Sanità dove stia la vera realtà scientifica su cui si deve basare la programmazione sanitaria specie su una branca delicata e spesso tempo-dipendente quale è l’emergenza”.

Anche su questo aspetto arrivano le precisazioni dell’Asl che sottolinea come il caso del 21 novembre non sia isolato, ma il terzo del 2022. Il protocollo infatti prevede che “nel caso venga soccorso un paziente in condizioni critiche e i mezzi di soccorso avanzato (automediche) siano impegnate, il paziente può essere trasportato al PPI di Cairo, preventivamente allertato dalla Centrale Operativa del 118, in modo da essere stabilizzato temporaneamente e quindi trasferito al DEA competente per la patologia presentata come è accaduto quest’anno per 3 volte”, spiegano dall’azienda sanitaria.

“Si specifica inoltre – aggiungono dall’Asl2 – che il PPI Cairo è operativo nelle 12 ore diurne ed è presidiato dal personale del servizio 118 ed ha la funzione di implementare l’attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità che non richiedono trattamento ospedaliero; nel PPI non è prevista l’osservazione breve del paziente. La funzione del PPI  è quella di trattare le urgenze di minore criticità e bassa complessità ed operare, in particolare nei casi di autopresentazione, una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità al fine di consentirne il trasporto al Pronto soccorso dei DEA di Savona o Pietra Ligure. Al momento l’organizzazione del Dipartimento di Emergenza e Urgenza dell’Asl2 prevede che i pazienti in condizione di urgenza-emergenza e le urgenze non differibili siano trasportati ai DEA di riferimento di Savona o Pietra Ligure, mentre i pazienti con patologie a bassa complessità codici verdi (come per. es. la piccola traumatologia, problemi urologici) sono inviati al PPI di Cairo (totale di 98 pazienti quest’anno)”.

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