Aveva 70 anni

Tragedia a Finale, lo scrittore e insegnante Alessandro Ball colpito da un malore fatale in mare

Si era tuffato per fotografare le bellezze del mondo sottomarino, poi il dramma. Vani i tentativi dei soccorritori per rianimarlo

Alessandro Ball
Foto di Stefano Sancio

Finale Ligure. Si era tuffato in mare, come era solito fare anche d’inverno, per fotografare le bellezze del mondo sottomarino, quando all’improvviso è stato colpito da un malore, risultato fatale. Se n’è andato all’età di 70 anni lo scrittore e professore Alessandro Ball, figura molto conosciuta nella finalese e non solo.

Per anni ha insegnato italiano nelle scuole, così come avevano fatto i genitori: prima nel milanese e poi nella provincia di Savona, in particolare a Loano. È stato inoltre un attivo collaboratore della libreria Cento Fiori di via Ghiglieri a Finale, dove ha organizzato conferenze e serate culturali.

Ieri, intorno a mezzogiorno, il malore. Sul posto sono intervenuti l’automedica del 118, l’ambulanza della Croce Bianca di Finale e la polizia locale, dopo l’allarme lanciato da alcuni passanti che avevano visto l’uomo entrare in mare ma non riemergere. Diversi i tentativi da parte dei soccorritori per cercare di rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Alessandro Ball lascia la moglie Elvita e il figlio Lorenzo.

“Sandro era un amico. Una bella persona, colto, allegro, pieno di curiosità e di amore per la vita e per Elvita; per la conoscenza e per i libri – lo ricorda così Stefano Sancio della libreria Cento Fiori – Condividevamo tanti interessi, la poesia, la cultura ebraica, la musica. Bach, innanzitutto. Sandro è stato l’ideatore e l’animatore di tante serate in Cento Fiori. Ogni anno teneva cicli di conferenze su temi a lui più cari: i viaggi, gli esploratori, gli uomini giusti. E da anni era lui a cu-rare per la libreria il Giorno della Memoria. Proprio per giovedì prossimo, primo dicembre, avevamo organizzato la prima di un ciclo di conferenze dedicate a grandi esploratori. Sandro ci avrebbe parlato del Duca degli Abruzzi. Il 17 di dicembre avremmo invece dovuto presentare insieme il suo nuovo libro che uscirà nei prossimi giorni dedicato a Enrico d’Albertis. Sarà nostro impegno e nostra cura ora mantenere vivo il Suo ricordo. Ciao, Sandro. Grazie per il bene che ci hai dato e voluto e per tutto quanto ci hai insegnato con le tue parole e con il tuo esempio”.

Parole di cordoglio anche da parte degli ex colleghi della scuola media di Loano: “Caro Sandro, ci è giunta inattesa e terribile la notizia dell’incidente che ti ha portato via. Vogliamo ricordarti sorridente quando in bicicletta o in vespa arrivavi a scuola e ti recavi in classe, sempre con un atteggiamento positivo. Riuscivi a far fruttare nei tuoi allievi i talenti di ciascuno sia di quelli più studiosi sia di quelli meno…per molti hai fatto la differenza. Manifestavi nel tuo operato la passione per un lavoro, a volte faticoso e difficile, ma gratificante per chi, come te, sapeva coglierne il valore, anche se esprimevi le tue convinzioni con ironia e leggerezza. Non possiamo neppure dimenticare le nostre discussioni anche vivaci, ma sempre caratterizzate da rispetto e stima reciproci. Non ci pare vero che tu non ci sia più, sentiremo la tua mancanza anche nelle ‘pizze di classe’, che ogni tanto, da pensionati, organizziamo. Ora il nostro pensiero va a tua moglie e tuo figlio, che vogliamo stringere in un caloroso e solidale abbraccio”.

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