Commento

Tgv a Loano, le associazioni: “Apprezzabile l’intervento di Lettieri ma col raddoppio la stazione scomparirà dalla mappa ferroviaria”

"È una notizia da accogliere positivamente che SNCF abbia intenzione di ripristinare un servizio internazionale, purché esso non interferisca col servizio attuale ma vi si possa integrare"

stazione loano

Ponente. “È una notizia da accogliere positivamente che SNCF abbia intenzione di ripristinare un servizio internazionale dalla Costa Azzurra verso la Liguria e la Lombardia, purché esso non interferisca, ovviamente, con il servizio attuale ma vi si possa integrare in modo armonico. Apprezzabile l’intervento del sindaco di Loano per una fermata del TGV, ma ricordiamo che con il progetto di spostamento a monte della ferrovia, Loano (e non solo) scomparirà dalla mappa ferroviaria”. Lo scrivono, in una nota, il Comitato per la Salvaguardia del territorio e delle attività produttive, Comitato di Borghetto Santo Spirito, Comitato di Bastia, Comitato di Leca, Comitato Salea, WWF Liguria e Comitato Pendolari SV-GE, a commento della richiesta del primo cittadino Luca Lettieri per una fermata a Loano del futuro servizio TVG da e per la Costa Azzurra.

“È la riprova (semmai ce ne fosse bisogno) che il tanto citato ‘isolamento’ della Regione, si contrasta, innanzi tutto, fornendo il servizio. D’altronde basta andare indietro di 20 anni (e oltre) e si scopre come dalla Francia (e non solo dalla Francia) attraverso la Riviera di Ponente circolassero numerosi treni internazionali, che tra l’altro non si fermavano in Italia, ma proseguivano oltre, come nel caso dell’EC ‘Riviera dei Fiori’, gestito con materiale delle Ferrovie Federali Svizzere, che da Nizza arrivava in Svizzera, a Basilea – si legge ancora nella nota – Tutto ciò, insomma, quando la ferrovia correva sul litorale al servizio di tutte le località turistiche, e di tratti a binario unico e tra Finale Ligure e Ventimiglia ce n’erano molti di più della misera manciata di oggi. Eppure a sentire alcuni politici liguri ben poco informati sembra essere questo il problema capitale, quando la rete ferroviaria ligure è rispetto alle altre regioni italiane (ed europee) una delle più virtuose in fatto di ferrovie a doppio binario sul totale delle linee in Italia, seconda solo alla regione Lazio”.

“Sappiamo invece benissimo, come lo sanno la stragrande maggioranza degli utenti e per fortuna una parte significativa della classe politica ligure, che la mancanza di un servizio adeguato nel Ponente Ligure non dipende da un problema infrastrutturale, ma in massima parte dalla responsabilità della Regione, committente del contratto di servizio con Trenitalia (in cui non è previsto alcun incremento del servizio da qui al 2032) e, per quanto riguarda il servizio Intercity, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti”.

Secondo le associazioni “è apprezzabile l’intervento del sindaco di Loano perché venga assegnata una fermata del futuro servizio a Loano, in quanto l’intervento testimonia la consapevolezza di come il servizio ferroviario rappresenti una risorsa non solo di mobilità sostenibile ma anche economica per le località della Riviera di Ponente che (ancora) la ferrovia ce l’hanno. Innegabile che per la sua importanza turistica la richiesta di una fermata a Loano abbia qualche ragione, considerando ad esempio che nella Riviera di Levante usufruiscono di un servizio corrispondente a quello IC località come Santa Margherita o Levanto, con un minore o equivalente numero di abitanti. Certamente non c’è da stupirsi del modesto carico di utenza di una stazione come Diano del tutto decentrata rispetto alla località turistica di riferimento che è Diano Marina, a causa dello scellerato spostamento a monte avvenuto a dicembre 2016, e verrebbe provocatoriamente da chiedersi il senso di far fermare un TGV nel ‘non luogo stazione di Diano’, mal collegato e difficilmente raggiungibile”.

“Ma bisogna ricordare ancora una volta che con il disastroso progetto di spostamento a monte della ferrovia tra Andora e Finale, a Loano non vi sarà più alcuna ferrovia né alcuna stazione, così come a Laigueglia, a Ceriale e Borgio Verezzi, e con le rimanenti località che avranno una stazione/fermata del tutto decentrata, anche di svariati km come nel caso di Albenga e Pietra Ligure. E che quindi tocca anche ai sindaci che capiscono l’importanza della risorsa ferrovia per il territorio, per il suo ambiente e la sua economia turistica, contrastare un disastroso progetto di spostamento a monte vecchio di oltre 20 anni, che, oltre ad essere la pietra tombale del servizio ferroviario ed un disastro ambientale, avrebbe ricadute estremamente negative per l’economia turistica della riviera. E questo vale ancora di più in un periodo di grave sofferenza economica per cittadini e aziende, in cui sarebbe doveroso un uso responsabile delle risorse, e non lo sperpero di risorse pubbliche per un progetto di spostamento dannoso per utenti, ambiente ed economia, che dalle stime iniziali di 1,5 miliardi di euro è lievitato (per stessa fonte RFI) a 2,2,e se sommiamo i costi aggiuntivi derivati dall’ulteriore incremento di energia e materiali, si può ragionevolmente ipotizzare un conto finale per i cittadini di oltre 3 miliardi di euro”.

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