Obiettivi

Terminal crociere Savona, due accosti elettrificati entro il 2025: “Abbattimento del 25% di CO2”

Primo Bilancio di Sostenibilità dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale

Liguria. Saranno sei gli accosti elettrificati che entro il 2025 entreranno in funzione all’interno del porto di Genova, ai quali si aggiungeranno due relativi al terminal crociere di Savona, permettendo quindi la riduzione dell’impatto ambientale delle navi in banchina, con un abbattimento del 25% di CO2 equivalente in atmosfera. Questo uno degli obiettivi principali emerso dal primo Bilancio di Sostenibilità dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale presentato questo pomeriggio a palazzo San Giorgio e curato da Alberto Pozzobon, come coordinatore del Gruppo di Lavoro Sostenibilità della AdSP.

Il cold ironing – questo il termine tecnico per l’allacciamento elettrico delle navi in porto finalizzato allo spegnimento dei generatori a combustibili fossili di bordo – per quanto riguarda il porto storico della città, consisterà in quattro accosti per i traghetti e due per le navi da crociera, che quindi si aggiungeranno a quelli recentemente attivati nello scalo di Pra’ e presso le Riparazioni Navali.

E proprio dalle Riparazioni Navali partirà il cavo che collegherà il convertitore di frequenza già realizzato e in funzione fino al terminal passeggeri, dove saranno installati due convertitori e sei allacci. Un’opera semplice solo sulla carta, visto che tecnicamente l’impiantistica deve fare fronte a elevate potenze in gioco: secondo le stime contenute nel bilancio di sostenibilità l’assorbimento di energia di una grande nave da crociera è “grossomodo equivalente a quello di una città di 80 mila persone – si legge nel documento – vale a dire Savona, Vado Ligure, Albisola Marina e Bergeggi messi insieme, mentre una grande nave container richiede l’energia equivalente a quelle di un centro abitato di 30mila persone, vale a dire Voltri e Pra’ insieme”.

L’implemento della sostenibilità ambientale non si ferma solo alle emissioni di inquinanti in atmosfera e in mare, ma prevede un abbattimento del rumore prodotto dalle operazioni portuali. Ad oggi non esistono però normative specifiche in questo ambito, per cui bisogna rifarsi alla mappatura acustica del comune. “Per quanto riguarda il porto di Genova le analisi mostrano che sono soprattutto i quartieri collinari a subire il rumore causato dalle attività del porto”.

Per mitigare il rumore, oltre al contributo del cold ironing, l’Authority completerà la costruzione delle dune a Pra’, saranno coperti i bacini delle riparazioni navali e sarà messa a progetto la realizzazione di barriere fonoassorbenti “lungo le zone operative limitrofe ai quartieri cittadini”.

Per Savona si prevede un investimento di 10 mln di euro complessivi per l’elettrificazione delle banchine. Agli inizi del 2023 dovrebbe partire i lavori.

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