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Porti: i sindaci savonesi contro Genova matrigna, ma perché non puntare in alto per cambiare la riforma?

I nuovi padroni del vapore del centrodestra potrebbero essere interessati a mettere le mani a un progetto targato Pd

Porto Vado Porto

Savona. Con una forte presa di posizione unitaria, i sindaci di Savona, Vado Ligure, Quiliano, Bergeggi, Albissola Mare e Albisola Superiore hanno alzato la voce con l’Autorità di Sistema Portuale, come riportato con tutti i particolari da IVG.it, contro Genova matrigna.

Riassumendo brevemente, parlano di un “inaccettabile sbilanciamento di risorse verso Genova”, ricordano che ogni anno per gli scali di Savona e Vado vengono riproposti vecchi progetti e promettono di convocare l’imprenditoria locale e i rappresentanti del mondo economico per coinvolgerli in questa crociata.

Il presidente del porto Paolo Emilio Signorini ogni tanto viene da queste parti (quando fa comodo a lui), stringe qualche mano, pronuncia parole di circostanza e poi torna a Palazzo San Giorgio a fare gli interessi esclusivi di Genova.

Noi vorremmo ampliare un po’ l’orizzonte. In Italia si vuole cambiare tutto, persino la Costituzione, possibile che non si possa cercare di farlo con questa pessima legge sui porti? Tra l’altro è targata Pd e quindi i nuovi padroni del vapore del centrodestra potrebbero essere interessati alla vicenda, mentre sull’altro fronte il Pd medesimo non sembra in grado, con tutti i problemi che ha, di occuparsi anche di questo.

A spiegare le meraviglie della riforma che regalava i nostri scali a Genova (ma non interveniva allo stesso modo su altri) fu inviata a Savona, dall’ineffabile ministro Graziano Del Rio, la sua luogotenente Debora Serracchiani. Forse per questo, quando è stata spedita piangente in televisione a giustificare la batosta alle ultime elezioni, non ci ha fatto alcuna pena.

I problemi provocati a Savona dalla riforma dei porti sono ormai noti a tutti e Rino Canavese, che su questo ha sempre tenuto la barra dritta, può spiegarli quando si vuole con dovizia di particolari.

Savona da sola è troppo piccola e isolata per provare a cambiare la riforma dei porti? Vero, ma strada facendo si potrebbero trovare preziosi alleati. L’importante sarebbe provarci, cominciando a mettere la pulce nell’orecchio ai nuovi padroni del vapore.

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