Pensiamoci

Intervista

Pasa (Cgil): “La provincia di Savona rischia di scomparire, è ora che la nostra politica ci difenda da Toti”

“Sanità , strade e ferrovie, 3000 posti di lavoro in gioco, ma il tempo per intervenire è già scaduto”

Andrea Pasa

Savona. Nato a Savona il… Una dizione destinata probabilmente a scomparire, una miccia perfetta per il ragionamento che vuole proporre Andrea Pasa, segretario provinciale della Cgil.

Allora Pasa, dovevamo parlare soprattutto di economia e casi sindacali e invece ci troviamo a partire dalla Sanità…

“No, è soltanto un episodio in più, ma il quadro è sempre lo stesso: la rappresentanza della politica savonese inadeguata a difendere il territorio, soprattutto dalla mancanza di volontà politica della Regione a rendere competitiva la nostra provincia”.

Torniamo allora alla crisi delle industrie.

“Abbiamo 3000 posti di lavoro in gioco tra Piaggio, Laer, Bombardier-Alstom, Funivie, Sanac. Toti non si è mai presentato per discuterne, o lo ha fatto in modo del tutto inadeguato, ma tocca a lui interloquire col governo, come d’altronde per le infrastrutture strategiche, strade e ferrovie: basti pensare al potenziamento della ferrovia Savona-Torino di cui non si parla più. Non solo…”.

Ci dica…

“Parliamo di tre cose, infrastrutture, sviluppo delle industrie e appunto Sanità. Visto che è il tema del giorno, partiamo dalla Sanità. Per Albenga e Cairo dobbiamo capire in sostanza, al di là delle parole, se i cittadini con il nuovo piano avranno più o meno servizi di prima. La risposta è semplice, a me sembra meno. Per quanto riguarda i punti nascita mi sembra che la strategia sotterranea sia chiara: mettere i territori contro, una trappola in cui non dobbiamo cadere”.

E per il resto?

“Manca per esempio il masterplan del porto di Savona, c’è il mistero più assoluto sull’ipotesi di un termovalorizzatore in Valbormida, comunque la si pensi su questa tecnologia. Il metodo di Toti è sempre lo stesso, lasciar filtrare qualche indiscrezione, gettare il sasso e ritirare là mano senza mai confrontarsi con i sindacati e il mondo imprenditoriale. Lo ha fatto anche per il piano sanitario che nessuno conosceva e che avrebbe dovuto essere presentato per gli opportuni confronti..Non dobbiamo però dimenticare il tema principale, l’incapacità della nostra politica a difendere Savona e la sua provincia. Il porto è andato a Genova, l’Asl finirà a Imperia, la Camera di Commercio non è più solo savonese”.

Eppure per esempio il sindaco di Savona Marco Russo sul tema del punto nascite ha preso una posizione molto decisa, con un atteggiamento finalmente diverso e non solo rivolto alla sua Agenda, come d’altronde molta parte della politica cittadina.

“Tutto vero. Abbiamo però bisogno che i nostri amministratori, a tutti i livelli, amministrino davvero e non si lascino invece ammaestrare. Certe cose bisogna anche prevederle. Il momento è tragicamente decisivo per il nostro territorio. Dove sono e che cosa fanno ad esempio i consiglieri regionali di maggioranza eletti in provincia di Savona?.

Giampiero Storti, presidente degli Amici del San Paolo, ha rilevato che Savona ha già perso porto, banca di riferimento, Banca d’Italia, Centrale del latte. È possibile, aggiungiamo noi, che poi tocchi a prefettura, questura e via discorrendo, facendo scomparire la provincia di Savona dalla faccia della terra.

“Per questo dico che è il momento di agire e di farlo subito. Quello che lei ha ipotizzato è un pericolo reale, anche se sembra impossibile solo immaginarlo”.

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