Lettera al direttore

La polemica

Nuovo Psi Liguria: Pertini, il centrodestra e il 25 Aprile

La presa di posizione sulla "diaspora socialista" che prosegue nel dibattito politico in occasione delle celebrazioni per Sandro Pertini

Giuseppe Vittorio Piccini

Savona. Se il buon giorno si vede da Mattina…

Una delle più tristi figure della storia finale del PSI, Vincenzo Mattina (l’odiatore di Bettino Craxi e l’ideologo del “calcio del mulo” che mise a terra il Segretario Socialista) oggi viene dissepolto dai cattocomunisti al fine di attaccare il Governo Meloni e il Presidente La Russa per le infelici e facilmente equivocabili parole da lui espresse sulla celebrazione del prossimo 25 Aprile.

Dopo le frasi di rito l’ex deputato progressista esplode nell’usuale affermazione da killer per conto terzi: “Ne consegue che alla celebrazione del 25 aprile ci dobbiamo preparare con spirito di fratellanza nazionale ed europea; l’unica bandiera da far sventolare sarà quella dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)”.

Già è mendace nell’affermare che l’ANPI, lasciata ai Rifondaroli nella spartizione delle spoglie dei DS, è l’unica associazione titolata a sostenere i valori della Guerra di Liberazione (nel 2021 9 associazioni tra cui FIAP e FIVL hanno costituito il Forum delle Associazioni antifasciste e della Resistenza).

Ancora di più risultano indifendibili le prese di posizione politiche assunte dall’ANPI, a cominciare dall’avversione al sostegno alla resistenza del Popolo Ucraino, che ne fanno elemento divisivo all’interno della stessa “sinistra”. Ottima occasione persa per tacere. Tuttavia in molti seguono queste posizioni arrendevoli nei confronti dell’intolleranza. Il “financo socialista” Presidente della Liguria Giovanni Toti trascorre il suo tempo tra statue, monumenti e presentazioni di libri che inneggiano a una lettura travisata della storia secondo la vulgata cattocomunista.

L’avventura di Toti cominciò con le celebrazioni di Pertini dalle quali vennero esclusi i Socialisti e per le quali la non rimpianta Assessora alla Cultura, a tutela della sua incompetenza, poté orgogliosamente affermare : “Ha fatto tutto Mino Ronzitti”. Proprio oggi che il Centrodestra deve fare propri i valori di Libertà e Giustizia Sociale rappresentati da Sandro Pertini si continua a emarginare i Socialisti e ad appaltare la storia e la cultura a chi con la sua storia non ha saputo ancora fare i conti.

Come scrisse in negativo Piero Calamandrei a Kesserling il vero monumento che Sandro Pertini ha avuto è per quanto le sue opere sono scolpite nel cuore e nelle menti degli Italiani.

Quel monumento i Socialisti lo celebrano senza attendere gli inviti degli Assessori di Regioni e Comuni.

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