Linea dura

Liceo Issel a Finale, gli studenti fumano nei bagni e la scuola vieta di uscire di classe nell’intervallo

Fa discutere il provvedimento della scuola superiore finalese. Il dirigente: "Inevitabile, giusto dare un segnale"

Liceo Issel Finale

Finale Ligure. Un provvedimento radicale ma preso dopo una serie di episodi accertati e misura “estrema” per definire il rispetto del regolamento scolastico. Protagonista della vicenda il liceo scientifico “Arturo Issel” di Finale Ligure, che ha proibito agli studenti di recarsi in bagno durante il periodo di intervallo dalle lezioni. Il motivo? Il continuo mancato rispetto del divieto di fumare all’interno dei locali dell’istituto.

La situazione che si era venuta a creare ha spinto la dirigenza scolastica a usare le “maniere forti”, considerato che gli alunni della scuola superiore finalese saranno costretti a restare in classe.

Il provvedimento è stato annunciato agli studenti con una circolare lo scorso venerdì: “Le violazioni del divieto si sono protratte nel tempo, in particolar modo nei servizi igienici del piano terra, senza che sia stato possibile al personale addetto individuare i responsabili. Pertanto, a partire da lunedì 14 novembre e sino a nuove disposizioni le studentesse e gli studenti di tutte le classi, durante il primo e il secondo intervallo, non potranno uscire dalle loro classi né recarsi ai servizi igienici”.

I rappresentanti di classe hanno avuto un primo confronto sul nuovo provvedimento con il prof. Zanelli. Le disposizioni, infatti, hanno creato un certo disappunto, naturale, tra gli studenti e le studentesse. Tuttavia la posizione del liceo finalese al momento non cambia: “Era giusto dare un segnale – si limita a commentare il dirigente scolastico Alessandro Gozzi -, abbiamo più volte avvisato gli studenti, non si poteva fare come se nulla fosse”.

Il riferimento è su un precedente avviso inoltrato agli alunni in merito a comportanti devianti sul divieto di fumare che avrebbero portato a conseguenze: “Il rispetto delle regole è una delle basi della cittadinanza, è un valore che a scuola va messo in campo”.

Difficile dire fino a quando potrà durare: “Per ora il provvedimento è in vigore, giovedì sentirò i miei collaboratori e farò le mie valutazioni” conclude Gozzi.

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