Affondo

La stoccata dei sindaci savonesi alla Port Authority: “Genova matrigna, inaccettabile lo sbilanciamento di risorse”

"Le opere infrastrutturali devono trovare copertura finanziaria"

Savona. E’ una dura presa di posizione quella dei sindaci savonesi del bacino portuale di Savona-Vado Ligure, con un duro attacco rivolto all’Autorità portuale ligure. I primi cittadini di Savona, Vado, Bergeggi, Quiliano, Albissola Marina e Albisola Superiore dichiarano che è “inaccettabile lo sbilanciamento delle risorse verso Genova”.

Dunque un altro caso della “Genova matrigna” ai danni del savonese? Per le amministrazioni locali sì…

“Il bilancio previsionale 2023 dell’Autority vede la progressiva crescita degli scali Savona-Vado grazie alla definizione di un moderno sistema infrastrutturale coordinato dai Comuni. Il bilancio dà conto del consolidamento di importanti volumi di risorse sia nella parte corrente sia in conto capitale. Il porto Savona-Vado vede una crescita del traffico di oltre il 26% mentre le risorse finanziare contribuiscono per oltre il 25% a quelle complessive derivanti da tasse portuali e canoni demaniali” affermano congiuntamente Marco Russo, Monica Giuliano, Nicola Isetta, Maria Rebagliati, Gianluca Nasuti e Maurizio Garbarini.

“A questi dati non corrisponde un corretto sistema perequativo delle entrate generate dai porti. Il bilancio penalizza fortemente il porto di Savona-Vado non prevedendo investimenti che corrispondano, nemmeno in minima parte, alle risorse generate annualmente”.

“Assistiamo ogni anno al riproporsi di progetti che avrebbero dovuto trovare copertura più di 10 anni fa, progetti definiti nel 2008 attraverso un accordo di programma che vengono finanziati soltanto nel bilanci 2022/2023. Alla volontà dei Comuni di rilanciare con investimenti puntuali le infrastrutture a terra, le aree retroportuali, il fronte costiero da Bergeggi ad Albissola Superiore, non corrispondono adeguate coperture finanziarie” aggiungono ancora i sindaci savonesi.

“Lo sbilanciamento delle risorse tra la portualità savonese e quella genovese è assolutamente inaccettabile. Tutto questo è segno della grave mancanza di volontà a investire in termini di progettualità sui nostri territori, di un atteggiamento che si ostina a non porsi il tema del porto oltre le sue banchine. Se il porto è una risorsa, allora deve esserlo anche in termini di investimenti diretti sui territorio che lo ospitano”.

“Riteniamo infine che tale disattenzione nei confronti del bacino savonese stia rallentando i processi di sviluppo di molte realtà produttive, pertanto a breve convocheremo l’imprenditoria locale e le rappresentanze del mondo economico per condividere le opere che dovranno necessariamente trovare copertura finanziaria nel bilancio di Autorità Portuale” concludono i sindaci dell’intero bacino portuale.

“Condivido le preoccupazioni sollevate dai sindaci savonesi – rincara il senatore del Partito Democratico Lorenzo Basso rispetto alle preoccupazioni sollevate -: l’Autorità di Sistema Portuale e la Regione Liguria non stanno tenendo nella giusta considerazione le infrastrutture savonesi”.

“In questo momento vi sono miliardi di euro investiti su portualità e infrastrutture, il tema non è togliere a Genova ma investire in maniera importante anche nel Ponente Ligure, tenendo conto degli ottimi risultati che gli scali savonesi e il sistema economico di Savona stanno realizzando” conclude il senatore Dem.

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