Assurdo ma vero

Deve conoscere lo stato di avanzamento di un tumore, “manca un medicinale” e l’esame salta. Asl2: “Ritardo nella consegna”

L’azienda sanitaria: “In corso le procedure di contestazione alla ditta fornitrice per il disservizio. Ci scusiamo per il disagio che non dipende da noi”

Santa Corona Pietra Ligure Ospedale Santa Corona

Pietra Ligure. “Sono stanca e molto arrabbiata, con queste attese mi fanno morire”. Inizia così lo sfogo di una savonese malata di tumore, che deve sottoporsi a degli esami per accertarsi di non avere metastasi. Tre mesi fa è riuscita a prendere l’appuntamento nel reparto di Medicina Nucleare dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure ed oggi avrebbe dovuto sottoporsi alla Pet, ma questa mattina la chiamata: “Non ci è arrivato il liquido da Pisa, quindi non possiamo farlo”.

Una situazione assurda, ma vera, come confermato direttamente anche da Asl2 che, ve specificato, in questo caso non ha responsabilità diretta: “Si comunica che in data odierna la S.C. di Medicina Nucleare non ha potuto eseguire indagini PET/CT per mancata fornitura del prodotto necessario per lo svolgimento delle stesse (18F-FDG) da parte della ditta incaricata”, hanno spiegato.

Il male, per cui si sta curando attraverso una terapia ormonale, è partito dal seno. Nel 2021 è stata operata e le sono stati impiantati due espansori, a causa dei quali non può sottoporsi alla Tac, esame che solitamente viene fatto in questi casi. La donna, infatti, ha bisogno di fare degli accertamenti in quanto le è stato riscontrato un problema al rene, il timore è che si tratti di una metastasi. Per scoprirlo il medico le ha prescritto la Pet (tomografia a emissione di positroni), un esame che, attraverso la somministrazione per via endovenosa di una sostanza “zuccherosa”, permette di verificare la presenza di metastasi o una variazione nelle dimensioni della massa tumorale. Pet che avrebbe dovuto fare oggi, ma che – come detto – non è stato possibile.

Ieri sera mi hanno contattata per spiegarmi come prepararmi all’esame – racconta a IVG la savonese –  poi questa mattina, intorno alle 8, una nuova chiamata, questa volta per informarmi che mancava il medicinale necessario per l’esame e che quindi non me l’avrebbero potuto fare. Come è possibile che da un giorno all’altro non si rendano conto che non avranno il liquido?” si domanda la donna che poi denuncia: “Ho chiesto all’addetto: ‘Sarà riprogrammato a domani o lunedì?’, la sua risposta: ‘No, deve prendere un nuovo appuntamento, non sappiamo quando arriverà il liquido’. Una vera vergogna”.

Prendere l’appuntamento di oggi, infatti, sostiene essere stata una peripezia: “Ho chiamato per settimane il reparto, in questo caso non bisogna rivolgersi al Cup, la linea era sempre occupata oppure, le rare volte che riuscivo ad essere in attesa, cadeva all’improvviso. Tentativi vani per giorni e giorni, ha provato a telefonare anche il mio compagno, ma anche a lui succedeva la stessa cosa. Fino a quando, un giorno sono riuscita a mettermi in contatto con gli addetti e a fissare l’appuntamento che mi è stato dato dopo tre mesi”.

Sono stati novanta giorni di lunga attesa per la donna, intimorita dalla possibilità che il tumore possa aver attaccato anche altri organi. “Ho 49 anni – dice – se disgraziatamente l’esame rivelerà la presenza di altri tumori, le mie cellule camminano come dei treni, sono davvero preoccupata e arrabbiata, non è possibile aspettare tanto tempo, c’è in gioco la vita delle persone. Questo esame – evidenzia – costa 800 euro, se fatto privatamente, e io non posso permettermelo”.

Dopo l’accaduto la donna ha telefonato a Sara Foscolo (deputata nella scorsa legislatura) che si è messa in contatto con il reparto per avere delucidazioni in merito: “La ringrazio sentitamente – afferma la savonese – ha chiesto al reparto che tutti i pazienti nelle mie condizioni vengano ricontattati direttamente appena sarà disponibile il medicale necessario, senza che siano costretti a prendere un nuovo appuntamento”.

Di seguito la nota integrale di Asl2 sull’accaduto: “I pazienti in appuntamento, principalmente oncologici, sono stati avvertiti quanto più tempestivamente possibile , o per via telefonica o di persona presso la nostra Struttura, e sono stati invitati ad attendere nostre comunicazioni in merito alla riprogrammazione delle indagini, che avverrà nel più breve tempo possibile. Sono in corso le procedure di contestazione alla ditta fornitrice per il disservizio arrecato ai pazienti. Asl2 si scusa per il disagio che pure non dipende dalla volontà o dalle procedure dell’azienda”.

E sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega e presidente della II commissione Salute e Sicurezza sociale Brunello Brunetto: “Nel 2022, all’ospedale Santa Corona si è registrato un forte decremento degli esami PET-CT per i pazienti che sono per la maggioranza affetti da patologie oncologiche. A determinare questa situazione i ritardi che la ditta aggiudicatrice della gara regionale dei radio farmaci (Curium Italy Srl), ha avuto nella consegna del radiofarmaco”. 

“Inoltre mancano consegne per produzioni che, ipotizzo, non hanno passato i controlli di qualità e su cui sarebbe bene che ci fornissero spiegazioni esaustive. Questo ha significato in molti casi non permettere ai pazienti di poter eseguire gli esami diagnostici programmati che sono stati momentaneamente sospesi e riprogrammati alla prima data utile”, ha proseguito. 

“Pur comprendendo le molteplici giustificazioni fornite dalla ditta, quali ritardi dovuti ad altre aziende produttrici o legati alle code sulla A10, chiediamo, al di là degli sforzi che stanno facendo gli operatori di Medicina Nucleare e la Asl2, di risolvere al più presto queste criticità. Vogliamo risposte rapide e concrete perché i pazienti oncologici non debbano più attendere oltre il dovuto e subire disagi”, ha concluso Brunetto. 

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