“da strategici a invisibili”

Crisi Sanac, al presidio a Vado Ligure invitati i politici liguri ma solo in pochi si presentano: “Brutto segnale” fotogallery

Pasa (Cgil): "Come sempre per il savonese, dalla Regione non abbiamo avuto alcun tipo di risposta"

Vado Ligure. “La politica batta un colpo”. È questo uno dei cartelli che i lavoratori hanno appeso fuori dallo stabilimento Sanac di Vado Ligure, dove questa mattina insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio per protestare contro “il totale disinteresse del governo” e “chiedere una soluzione dopo 10 anni di crisi”.

Lo ripetono tutti all’unisono: “Sono passati troppi anni e i sei governi che si sono succeduti non hanno fatto nulla”.

Da strategici a invisibili”, dice un altro striscione che riassume in breve la situazione che stanno vivendo i lavoratori dell’azienda (dal 2018 in amministrazione straordinaria), con la cassa integrazione che sta aumentando e in attesa che si concluda il terzo bando di gara: lunedì 7 novembre sono scaduti i termini per le offerte non vincolanti, ma – sottolineano i sindacati – “non sappiamo quante offerte sono pervenute ai commissari, c’è molta incertezza”.

La speranza, per Marco Giardina della Rsu Cisl, è che “le aziende interessate abbiano un piano industriale che permetta di chiudere il bando e porre quindi fine alla crisi”. “Oggi ci sono 67 dipendenti, a fronte dei 107 all’inizio della vicenda – evidenzia – Parliamo di famiglie, diverse monoreddito, che si possono vedere togliere lo stipendio da un giorno all’altro”.

E per questo che oggi i lavoratori hanno deciso di scioperare per l’intero turno e mandare l’ennesimo appello alla politica. Al presidio, come avevano annunciato i sindacati, sono stati invitati parlamentari liguri, consiglieri regionali e politici locali, ma solo in pochissimi hanno risposto e si sono presentati. A fare i nomi è Alessandro Bonorino, Rsu Cgil: “Sono venuti Roberto Arboscello (Pd) che ci segue sempre e Stefano Mai (Lega), poi il senatore Lorenzo Basso (Pd), arriveranno anche Luca Pirondini, Roberto Traversi del M5S e il presidente della provincia Olivieri, c’è il vicesindaco di Vado Gilardi (poco minuti dopo l’intervista sono arrivati anche il primo cittadino Monica Giuliano e il consigliere regionale di Cambiamo! Alessandro Bozzano, ndr)”.

Gli assenti? “Tra i parlamentari abbiamo invitato, ma non si sono presentati: Frijia, Rosso, Bruzzone, Rixi, Bagnasco, Orlando, Cavo, è una neo eletta pensavamo volesse approfondire questa crisi. Non pervenuti i consiglieri regionali Vaccarezza e Brunetto. Un brutto segnale perché i territori vanno ascoltati, è questo il messaggio che mando a chi non ci ha risposto”, dichiara Bonorino.

D’accordo anche il segretario provinciale di Cgil Savona, Andrea Pasa: “Purtroppo solo qualche politico ci ha risposto e soprattutto, come sempre per il savonese, dalla Regione non abbiamo avuto alcun tipo di risposta. La mancanza di rappresentanza del nostro territorio continua ad essere un problema, non solo la Regione non si interessa delle crisi industriali, ma di qualsiasi altro tema, dalle infrastrutture alla sanità, dal sociale allo sviluppo”.

Pasa poi dichiara: “L’anno e mezzo del ministro Giorgetti si è rilevato un fallimento da tutti i punti di vista, ha rallentato la trattativa di Sanac e per le altre crisi savonesi non sono mai stati organizzati incontri, ora l’auspicio non è più che si venga convocati, ma che si trovi una soluzione”.

Una soluzione che fino ad oggi non è stata trovata: per mancato interesse oppure perché la situazione è troppo complicata? “La situazione è sicuramente complicata – risponde Corrado Calvanico della Femca Cisl – ma non si può dire che non ci sia interesse, tant’è vero che ogni volta che c’è un bando ci sono delle manifestazioni di interesse. Credo sia un gioco al massacro da parte di Acciaierie d’Italia, ma la cosa incomprensibile è che si tratta di un’azienda partecipata dallo Stato. Probabilmente qualcuno la vuole prendere gratis, almeno lo speriamo altrimenti sarebbe veramente un dramma per i lavoratori”.

Aspetto che evidenzia anche Bonorino: “Il paradosso che continuerò sempre a rimarcare – afferma – è che noi siamo amministrati da un organo dello Stato, la crisi è stata provocata da Acciaierie d’Italia, un’azienda partecipata dallo Stato, e lo stesso Stato sta pagando la cassa integrazione, a livello dei contribuenti sono quindi soldi buttati, tra l’altro in un’azienda che ha chiuso con 4 milioni di euro in attivo. Avevamo commesse in tutto il mondo”.

Alla manifestazione erano presenti anche Fiom e Piaggio per esprimere la propria solidarietà ai lavoratori Sanac. A rappresentare i metalmeccanici, Giovanni Mazziotta della Uilm del Ponente ligure: “Questa solidarietà che si sta creando tra i lavoratori delle varie aziende è proprio perché si sente la mancanza e assenza da parte della politica. Una volta, nei tempi migliori, se un’azienda era in difficoltà si poteva trovare un lavoro altrove. Oggi purtroppo le più importanti e le più grandi imprese del savonese sono in grosse difficoltà. Sanac avrà un futuro? Solo se la politica veramente vuol creare le condizioni per dare un futuro a questa azienda – dichiara – gli strumenti ci sono. C’era la possibilità di una grossa commessa, ma la risposta è stata che non si intendeva investire in nuovi macchinari per acquisire questa commessa”, conclude con amarezza.

Arboscello ha dichiarato: “Sulla vertenza Sanac stiamo assistendo a un grande paradosso: un’azienda controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che è sana e produce utili, ma che si ritrova da anni in Amministrazione Straordinaria, senza la possibilità di fare investimenti, a causa di un’altra partecipata dello Stato, Acciaierie d’Italia (ex Ilva), che da oltre un anno non invia più ordini (rappresentando il 60% del fatturato di Sanac) e nel frattempo ha maturato un debito di 23 milioni. A farne le spese soprattutto i lavoratori che si ritrovano quindi in cassa integrazione e con riduzione del reddito, nonostante lo stato di salute buono dell’azienda”.

“Siamo al fianco degli 80 lavoratori dello stabilimento di Vado che questa mattina hanno indetto uno sciopero e chiedono con forza un intervento delle istituzioni locale per organizzare un incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’ex Ministero dello Sviluppo Economico. Per l’obiettivo è necessaria unità di intenti. Chiediamo a Regione Liguria di occuparsi di una partita importante per il nostro territorio. Fino ad oggi, nonostante siano cambiati diversi governi, l’atteggiamento della giunta Toti sul tema è stato solo di passivo immobilismo”.

I portavoce del M5S alla Camera e al Senato, Roberto Traversi e Luca Pirondini, affermano: “Abbiamo raggiunto il presidio dei lavoratori dello stabilimento Sanac di Vado Ligure, che giustamente vogliono sensibilizzare la politica locale e regionale sul loro futuro occupazionale. Lavoratori che a oggi non hanno un futuro: crediamo si debbano dare loro risposte certe e immediate”.

“Avvieremo un tavolo al Ministero e depositeremo a breve un’interrogazione al ministro competente. Le istituzioni battano un colpo e si mettano al lavoro sulle vere esigenze del Paese, anziché rinverdire gli slogan politici. Ricordiamo alla destra che la campagna elettorale è finita ed è ora di pensare ai problemi reali dei cittadini. E il lavoro è fra le priorità”, aggiungono infine Traversi e Pirondini.

Il consigliere comunale di Albisola Superiore Stefania Scarone aggiunge: “Come portavoce pentastellata in Comune, darò il via a un iter all’interno dell’Aula al fine di coinvolgere le istituzioni locali e rendere il più possibile trasparente una vicenda che necessita della massima attenzione politica”.

Il consigliere regionale Alessandro Bozzano: “Ho ascoltato le istanze dei lavoratori, che già conoscevo bene. La Sanac va inserita tra le aziende strategiche della nostra Regione, già controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attualmente in amministrazione straordinaria. Come hanno richiesto i rappresentanti sindacali, organizzeremo un’audizione in Consiglio regionale, per rendere ufficiale il supporto di Regione Liguria all’azienda”.

“Ma per arrivare a una soluzione reale è necessario fare una riflessione più ampia che comprenda tutta la Provincia di Savona, territorio che presenta alcune aziende strategiche che vanno tutelate, tra cui c’è certamente la Sanac. Sul tema serve una visione politica. Dobbiamo muoverci per far capire al Governo la necessità di individuare e dichiarare le aziende di interesse nazionale, perché considerate strategiche per la Nazione. Mi prendo l’onere di portare questo tema all’attenzione del Consiglio Regionale per arrivare a sensibilizzare il Governo”.

Articolo Uno Savona esprime “la massima solidarietà ai lavoratori dell’azienda Sanac impegnati in una dura lotta per la salvaguardia del loro posto di lavoro. Le 67 famiglie non possono essere abbandonata a se stesse, il governo deve intervenire in ogni modo possibile per far si che nessun lavoratore rimanga senza il suo posto di lavoro. Articolo uno si impegna a portare in parlamento tramite i propri eletti le preoccupazioni dei lavoratori oggi in lotta”.

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