Prevenzione

Influenza, monito degli esperti: “Dopo la pandemia circolazione del virus in aumento”

Un’attenzione speciale alla popolazione anziana, per cui esistono soluzioni specifiche, come il vaccino ad alto dosaggio

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Liguria. Ha preso il via il 17 ottobre, la campagna antinfluenzale in Liguria, molto attesa visto che proprio qui, nel laboratorio d’Igiene dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, è stato isolato il primo caso di virus influenzale del ceppo australiano H3N2 a fine agosto, lasciando presagire il ritorno dell’epidemia influenzale anche in Italia e un possibile anticipo nel picco di circolazione.

L’obiettivo è quello di migliorare le coperture vaccinali raggiunte durante la passata stagione autunnale sulle popolazioni a rischio di gravi complicanze, tra cui in particolar modo le persone dai 65 anni di età. In questa popolazione la copertura registrata in Liguria durante la scorsa stagione è stata di poco inferiore al 56 %, sotto la media nazionale e in calo di quasi 13 punti percentuali rispetto al 2020, complice, tra gli altri, una percezione sottostimata della gravità della malattia e la bassa circolazione dei virus influenzali, legata alle misure di contenimento del Covid.

Da diverse settimane gli esperti stanno mettendo in guardia rispetto al fatto che in questa stagione potrà verificarsi una “tempesta perfetta”. L’allentamento delle misure emergenziali, infatti, porterà a una maggiore circolazione dell’influenza che ci troverà impreparati, con un’insufficiente memoria immunitaria nei confronti dei virus influenzali. È quanto è successo nell’emisfero australe, dove, negli anni pandemici, è stata bassa l’adesione alle campagne d’immunizzazione e non si è registrata circolazione, pertanto il sistema immunitario non ha ricevuto stimoli né attraverso l’infezione né attraverso il vaccino.

In questo contesto l’influenza può tornare a causare i numerosi ricoveri ospedalieri e decessi che causava prima della pandemia.

E sono gli anziani che, con maggior probabilità, rischiano di subire il più alto impatto clinico della malattia, in termini ad esempio di polmoniti, eventi acuti di natura cardio-cerebrovascolare come infarto o ictus, un aggravamento di eventuali patologie croniche preesistenti, oltre a possibili esiti fatali.

“L’influenza ha un impatto clinico sottovalutato ed invece i pazienti, soprattutto anziani e con patologie croniche, tra cui il diabete, sono ad altissimo rischio di andare incontro a un aggravamento della loro condizione di fragilità – afferma Diego Ferone, Prof. Ordinario di Endocrinologia presso il dipartimento di Medicina Interna, IRCCS Policlinico San Martino, Università di Genova -. Un anziano ligure su sei soffre di diabete ed il tasso di mortalità per diabete è tra i più alti tra le regioni del Nord Italia. È noto a noi medici come l’influenza possa favorire uno squilibrio glicemico in questi pazienti ed il rischio di ricovero in terapia intensiva è 4 volte superiore rispetto a chi non ha problemi di iperglicemia.”

Prevenire la malattia per gli anziani è quindi fondamentale, ma andrebbe fatto nel modo più appropriato. È infatti ampiamento dimostrato dalla letteratura che, con l’aumentare dell’età, la risposta immunitaria è più debole allo stimolo vaccinale e quindi un vaccino antinfluenzale “classico” potrebbe non offrire una protezione adeguata. Esistono però soluzioni vaccinali specificatamente indicate per questa popolazione, come il vaccino contenente un maggiore dosaggio di antigene. Questo vaccino è stato appositamente studiato per garantire una protezione superiore rispetto al vaccino a dosaggio tradizionale, nel rispetto dei medesimi standard di sicurezza e tollerabilità. È un vaccino in commercio da più di dieci anni, che ha dimostrato ampiamente la sua efficacia nel prevenire l’influenza e le sue complicanze, riducendo i ricoveri per polmoniti del 27% in più di quanto riesca a fare il vaccino standard e i ricoveri per cause cardio-respiratorie del 18% in più.

E Giancarlo Icardi, Professore ordinario · Dipartimento di scienze della salute – DISSAL- Università Genova, aggiunge: “Crediamo nell’importanza cruciale di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione dell’influenza ed anche nella necessità di fare scelte appropriate per contrastare il fisiologico invecchiamento del sistema immunitario attraverso soluzioni che potenzino la risposta anticorpale dell’anziano. È fondamentale prevenire il rischio di ospedalizzazione per complicazioni correlate alla patologia influenzale in persone anziane con elevata vulnerabilità, utilizzando vaccini antinfluenzali appropriati in grado di ridurre la probabilità di ricoveri, come quello ad alto dosaggio, che è stato scelto dalla Regione Liguria per immunizzare i soggetti a partire dagli 80 anni d’età. Si tratta infatti di un vaccino potenziato, in grado di stimolare una risposta immunitaria superiore rispetto a quello classico anche in presenza di patologie preesistenti.”

La vaccinazione antinfluenzale può anche essere programmata nella stessa seduta della dose booster Covid o di altre vaccinazioni raccomandate e offerte gratuitamente agli ultrasessantacinquenni, come quella contro l’herpes zoster o lo pneumococco.

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