Considerazioni

Frecce Tricolori, Zunino: “Un grande successo con qualche ombra pericolosa per il futuro” fotogallery

L’ex sindaco di Albenga: “Bisogna valorizzare di più Aero Club, scuole, aeroporto e iniziative come quella per i disabili”

Le Frecce Tricolori solcano i cieli di Laigueglia e Alassio

Villanova d’Albenga. Archiviate le manifestazioni aeree con la partecipazione ad Alassio e Laigueglia delle Frecce Tricolori, che hanno come sempre rappresentato un successo, è venuto il momento per qualche considerazione un po’ più approfondita, che si deve al comandante Mauro G. Zunino, presidente onorario dell’Aero Club Savona e della Riviera Ligure ed ex sindaco di Albenga.

“Gli Air Show si potrebbero anche archiviare così, con le grandi feste nei cieli della Riviera – esordisce Zunino -, ma ritengo se ne possa approfittare per cercare di fare, in futuro, ancora meglio, non prima di aver dato atto al generale Cesare Patrono di aver come sempre diretto gli eventi in modo impeccabile”.

E ancora: “Con la pluriennale esperienza nel Ponente ligure, sono stati raggiunti traguardi straordinari da parte di tutte le amministrazioni comunali, con un ottimo rapporto con tutte le forze dell’ordine e le pubbliche assistenze e con l’Aero Club d’Italia, tanto da aver ottenuto molti eventi e supporti dal lontano 1980. Soluzioni consolidate si sono ripetute per parcheggi, viabilità e principalmente sicurezza. Credo però che nelle ultime occasioni si sia considerevolmente ridotta la presenza dell’Aero Club che, nel quadro statutario e di riferimento, riveste il carattere principale di organizzatore e che ha responsabilità che sarebbe un grave errore dimenticare” .

Zunino prosegue affermando che “questa enorme lacuna potrebbe essere in parte colmata, ancorché si abbiano le capacità per assimilarla, grazie a un corso per organizzatori degli eventi varato dall’Aero Club d’Italia, che si unisca all’esperienza sul campo”.

Scende poi nei particolari: “Mi sembra, ma voglio semplicemente introdurre una riflessione per tutti i soggetti interessati, che ci siano state occasioni perdute, anche considerevoli, di immagine ed economiche che vorrei elencare”.

Prosegue allora il comandante Zunino: “Mi riferisco, pur non avendo magari tutte le informazioni a disposizione, alla perdita di sponsor, alle mancanze dell’annullo postale, degli stand dell’Aero Club d’Italia, degli istituti tecnici, degli organi dello Stato, della Protezione civile e dei volontari. Inoltre mi chiedo se siamo di fronte a una diminuzione del numero di spettatori: se così fosse bisognerebbe chiedersi il perché. Il pubblico non ha potuto seguire, come sempre avvenuto, le informazioni in diretta degli speaker che si sono succeduti al microfono dell’impianto egregiamente, come sempre, predisposto dalla A.M.I. ma sui tetti delle case, sui terrazzi sulla colline, dalle posizioni più ragguardevoli dell’anfiteatro alassino gli spettatori non hanno appreso nulla dell’entusiasmo della colonna sonora e delle figure tecniche come è sempre stato possibile grazie alla voce di Mario Marziano alla radio. Non abbiamo visto i bambini delle scuole, sono scomparse le manifestazioni collaterali, ma soprattutto mi preme sottolineare quelle che secondo il mio parere, che deriva da una lunga esperienza, sono state le due pecche principali: la ridottissima iniziativa per i diversamente abili e la dimenticanza di iniziative per i 100 anni dalla costruzione dell’aeroporto e i 73 anni dalla costituzione del sodalizio, degna di un convegno dedicato”.

“È vero, forse sono talvolta un po’ puntiglioso, ma mi pare che si sia imboccata una pericolosa strada che porta alla semplice, seppur importante, esibizione dei velivoli a partire dalle Frecce Tricolori, trascurando il territorio, l’Aero Club e la sua scuola di volo, l’aeroporto. Un rischio al quale prestare molta attenzione: l’organizzazione che non è riuscita a sviluppare e beneficiare di tali prerogative, potrebbe vedersi precludere future concessioni del supporto A.M.I. tramite l’Aero Club d’Italia che con la partecipazione delle Frecce intende promuovere l’aeronautica in generale e perché ne traggano giovamento i sodalizi periferici in ottemperanza alle norme statutarie nazionali e locali” conclude.

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