Fastidiosi

Depuratore di Borghetto, Canepa e De Fezza: “Al più presto un impianto di deodorizzazione per contenere i miasmi”

I due sindaci hanno scritto a Provincia, Acque Pubbliche Savonesi e Servizi Ambientali

Depuratore Borghetto Servizi Ambientali

Borghetto Santo Spirito. “Efficaci sistemi di contenimento dei miasmi tramite idonei impianti di deodorizzazione”. Sono quelli che il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Giancarlo Canepa, ed il suo omologo di Toirano, Giuseppe De Fezza, richiedono a gran voce per far fronte al problema dei cattivi odori che provengono dal depuratore consortile situato nelle ex cave di località Cappellotti, proprio al confine tra i due comuni della Val Varatella.

In una lettera inviata al presidente della Provincia Pierangelo Olivieri, al presidente delle Acque Pubbliche Savonesi Flavio Raimondo e al presidente di Servizi Ambientali Barbara Balbo (e per conoscenza al sindaco di Albenga Riccardo Tomatis e alla presidente di Sca Emanuela Preve), Canepa e De Fezza sottolineano: “La problematica legata ai miasmi generati dal trattamento dei reflui nel depuratore consortile di Cava Cappellotti, come già ripetutamente fatto presente in numerose assemblee e riunioni che a vario titolo ci hanno visti coinvolti nell’ultimo anno e mezzo, ha ormai assunto proporzioni incontrollate non più tollerabili e che necessitano di interventi incisivi ed immediati”.

“Il depuratore, come è noto, è sito lungo la Sp 60 nel Comune di Borghetto Santo Spirito, non lontano dal confine con il Comune di Toirano. In seguito all’allacciamento, avvenuto a fine novembre 2020, al depuratore di Borghetto Santo Spirito di parte dei reflui del Comune di Albenga, in particolare di tutto l’abitato posto a levante del fiume Centa, la presenza di miasmi che prima era saltuaria e limitata in una porzione molto ristretta di territorio subito a ridosso degli impianti, è diventata più frequente giungendo spesso in zone densamente abitate e addirittura centrali del paese. Recentemente la Servizi Ambientali si è attivata con l’adozione di interventi sperimentali volti a contenere e limitare l’impatto olfattivo ma senza ottenere, purtroppo, risultati soddisfacenti”.

Per questo motivo i due sindaci “viste anche le previsioni contenute nell’attuale Piano d’Ambito che, temiamo, non potranno che peggiorare ulteriormente la situazione”, chiedono ufficialmente “che questa grave problematica venga presa in carico, sulla base delle specifiche competenze, dall’Egato, da Aps e da Servizi Ambientali con l’attivazione di un sistema certificato di monitoraggio ambientale che, innanzi tutto, escluda possibili rischi per la salute delle persone e che, contestualmente, serva a mappare i luoghi in cui i miasmi causano situazioni di disagio sociale. Tutto ciò al fine di poter iniziare un percorso che porti prima possibile alla progettazione e alla realizzazione di efficaci sistemi di contenimento dei miasmi tramite idonei impianti di deodorizzazione”.

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