Dopo alcuni mesi

“Custodi del bello” a Savona, coinvolte 10 persone: nei primi 5 mesi interventi su panchine e palestra di una scuola

Nei prossimi mesi entreranno altre 4 persone. Pasquali: "La collaborazione è il valore aggiunto di questo progetto"

Savona. “In questi mesi sono già state fatte tantissime cose. Credo sia l’esempio di quello che deve fare un’amministrazione comunale. Abbiamo messo insieme e facilitato facendo qualcosa di nuovo. La collaborazione è il valore aggiunto di questo progetto. Credo sia importante far capire alla cittadinanza che non si tratta di volontariato”. È il bilancio dell’assessore Barbara Pasquali dopo i primi mesi del progetto “I custodi del bello”, avviato dalle associazioni ad agosto 2021 e iniziato la primavera scorsa.

Sono 10 le persone coinvolte, due nell’attività di guardianaggio al museo e hanno trovato lavoro in breve tempo. Tra le attività svolte la verniciatura delle panchine al Prolungamento e le 52 presenti in piazza del Popolo, la palestra e alcune aule della scuola di via Verdi, il guardianaggio alle mostre. Nei prossimi mesi entreranno altre 4 persone. In programma ci sono interventi nel periodo delle vacanze natalizie nelle scuole, interventi nei sottopassaggi e ad alcune ringhiere.

“La fragilità delle persone è un elemento forte anche a Savona e credo diffuso ovunque in questa fase storica – ha aggiunto l’assessore Riccardo Viaggi – Ci sono tante risposte e questa è una risposta concreta, perché in pochi mesi qualcuno di loro si è già rimesso in gioco. Questo è un valore enorme”.

L’obiettivo è fare manutenzione sui beni comuni della città coinvolgendo persone da reinserire nel mondo del lavoro, creando così opportunità di reinserimento sociale per soggetti fragili. Savona è stata la quarta città in Italia, dopo Firenze, Milano, Brescia e Roma, ad aderire al progetto, e sono in corso interlocuzioni con il Comune di Finale Ligure.

“Oggi siamo qui per raccontare cosa è successo a Savona in questi mesi e quali obiettivi ci poniamo per il futuro. È un’esperienza di inserimento lavorativo che passa attraverso lavori di pubblica utilità”, ha spiegato Marco Berbaldi di Caritas.

Ci sono diverse fasi: la prima riguarda l’individuazione da parte del Comune di opportunità di lavoro, mentre le associazioni si occupano di cercare le squadre di lavoro. Le persone vengono formate e poi impegnate nelle situazioni scelte dall’amministrazione, accompagnate da un capo squadra che le segue per raggiungere la migliore realizzazione dei lavori.

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