In manette

Centro massaggi “a luci rosse” a Savona: un arresto per sfruttamento della prostituzione

In manette la titolare cinese, condotta in carcere a Genova. Sequestrati 25mila euro in contanti, capi d'abbigliamento griffati e 6 cellulari

Savona. Nei giorni scorsi, a Savona, i poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato una cittadina cinese, in regola sul territorio nazionale, per il reato di sfruttamento della prostituzione.

L’attività investigativa compiuta ha permesso di ricostruire molteplici episodi riconducibili a tale reato all’interno di un centro massaggi, sito in una via centrale di Savona (in via Buscaglia), dove numerosi clienti venivano accolti dalla titolare dell’esercizio che, facendo scegliere la prestazione sessuale voluta attraverso un vero e proprio prezzario, e riscuotendo in anticipo il denaro, li avviava verso camere private dove altre giovani cinesi li aspettavano per compiere gli atti.

L’attività delittuosa è stata interrotta a seguito di una perquisizione delegata dall’Autorità Giudiziaria, nell’ambito di una più ampia attività investigativa, svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Savona.

Durante l’intervento, la responsabile dell’esercizio commerciale è stata arrestata in quanto colta in flagrante proprio nell’atto di far prostituire due sue connazionali nelle stanze del centro massaggi.

Il proseguo della perquisizione ha permesso inoltre di rinvenire e sequestrare, quali proventi dell’attività illecita, circa 25mila euro in contanti, trovati all’interno di una cassaforte a muro nascosta dietro un quadro e nella disponibilità esclusiva della titolare, svariati capi di abbigliamento griffati dal valore di migliaia di euro, e 6 differenti telefoni cellulari.

L’arrestata, al termine delle formalità di rito, è stata condotta presso il carcere di Genova-Pontedecimo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre il locale è stato segnalato al Comune di Savona per i provvedimenti di competenza.

Si evidenzia che i provvedimenti adottati in questa fase non implicano la responsabilità dell’indagato sino al definitivo accertamento di colpevolezza che avverrà con sentenza irrevocabile.

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