Scontro

Antenna di Boissano, la minoranza: “L’amministrazione allunga i tempi e ignora le proposte di cittadini e minoranza”

"Attivarsi solo se strettamente necessario per un fatto che la maggioranza del paese ritiene increscioso è una condotta tutt'altro che esemplare"

Antenna Boissano

Boissano. “Tempi allungati con mezzi poco ortodossi; riunioni richieste dalla minoranza non convocate; nessuna spiegazione al comitato. La condotta dell’amministrazione sul tema dell’antenna è stata tutt’altro che esemplare”. Lo afferma il capogruppo di minoranza di Boissano, Massimo Zarrillo, che torna ad attaccare la maggioranza del sindaco Paola Devincenzi sulla ben nota questione dell’antenna di via Zurmagli.

Come noto e come raccontato qualche settimana fa anche da IVG.it, il posizionamento di un’antenna per la telefonia mobile su un terreno privato ha innescato le proteste di decine di abitanti della cittadina alle spalle di Loano. I più accesi oppositori al cosiddetto “antennone” si sono riuniti in un comitato e hanno dato il via ad una raccolta firme, sottoscritta da centinaia di persone; contestualmente hanno presentato ricorso al Tar che ha portato alla sospensione dei lavori.

E se tra la “gente comune” le azioni di protesta proseguono, a loro volta i membri della minoranza hanno utilizzato gli strumenti a loro disposizione per “cercare di ottenere qualche risultato”. Il 15 settembre, la minoranza ha proposto al consiglio comunale la creazione di una commissione consiliare d’inchiesta che facesse luce sui “motivi e le procedure che hanno portato alla scelta del sito per l’installazione della stazione radio nell’ambito di tutti gli uffici comunali che hanno preso parte all’iter procedurale e dei componenti delle amministrazioni succedutesi durante l’iter stesso”. Ne sarebbe stato presidente il capogruppo di minoranza Massimo Zarrillo e membri il collega di lista Simone Mantelli e il consigliere di maggioranza Deniele Cabrini.

La commissione, tuttavia, non ha mai visto la luce: “Perché la proposta potesse essere discussa in consiglio servivano le firme dei due quinti dei consiglieri – spiega Zarrillo – la mia e quella degli altri due consiglieri di minoranza, Simone Mantelli e Davide Mattiauda, sono arrivate; mancava quella del consigliere di maggioranza (prevista da regolamento). Con questo mezzuccio, la maggioranza ha disatteso le aspettative del paese”.

Contestualmente alla proposta della commissione d’inchiesta, il 16 settembre la minoranza aveva richiesto la convocazione di una conferenza capigruppo “per definire insieme i termini della delibera per la costituzione della commissione d’inchiesta. Anche questa richiesta è passata del tutto inosservata – nota ancora Zarrillo – Soltanto dopo una mia richiesta telefonica alla capogruppo di maggioranza Angelisa Marengo il 7 ottobre, cioè dopo più di un mese di assoluto silenzio da parte dell’amministrazione, si è arrivati ad uno scarno incontro con quattro consiglieri di maggioranza ed i tre della minoranza. In quell’occasione ci è stato comunicata l’intenzione della maggioranza di preparare una proposta di delibera, che risultava del tutto simile alla nostra nei contenuti. Dopo quella riunione siamo rimasti in attesa dell’invio ufficiale di tale bozza per prenderne visione; questo in attesa di un consiglio per votarla”.

“Presi ormai dallo sconforto per le lungaggini che non sembrano aiutare le pur sventolate buone intenzioni dell’amministrazione – aggiunge ancora il capogruppo di minoranza – ieri mattina abbiamo inviato una ennesima Pec sul tema per chiedere copia della bozza di delibera prodotta dalla maggioranza, delibera che nei termini vuole semplicemente ‘romanzare’ la nostra proposta di un mese fa ma con un accorciamento importante dei tempi di operatività: dall’anno da me richiesto ai due mesi proposti dalla maggioranza. Evidentemente il ‘problema’ del sindaco sono i contenuti, non la forma”.

La bozza di delibera è stata inviata ai consiglieri giusto nella serata di ieri: “I tempi sono stati incredibilmente lunghi – tuona Zarrillo – L’amministrazione si muove solo se sollecitata e tende a delimitare il campo d’azione altrui. Allungare i tempi con mezzi poco ortodossi, non convocare nessuna delle riunioni richieste dalla minoranza, non voler ricevere il comitato né fornire spiegazioni… Insomma, attivarsi solo se strettamente necessario per gestire un fatto che dalla maggioranza del paese viene ritenuto increscioso non è, a mio giudizio, una condotta esemplare da parte dell’amministrazione comunale di Boissano, che si limita e di conseguenza limita le migliori intenzioni dei cittadini e della minoranza consiliare”.

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