Vertenza

Pnrr, Cgil savonese: “Nessun regalo ai privati nella sanità territoriale”

Il segretario Pasa: "E' necessario garantire il diritto universale alla salute, per tutti i cittadini, in particolare in questo momento di crisi sociale"

reparto ambulatorio

Savona. La Cgil savonese ribadisce che il servizio sanitario nazionale va garantito in maniera universale a tutti i cittadini e non può essere legato al profitto e svenduto al privato, “così come non devono essere regalate al privato strutture previste dal PNRR per il decentramento della sanità sul territorio, strutture che dovranno essere aggiuntive alla rete esistente e non sostitutive di ospedali e che vanno rese operative con il personale e per le funzioni previste” sottolinea il sindacato, che prende posizione rispetto al piano sanitario regionale e alle risorse previste.

“Quello che non è più sostenibile per il Paese è l’idea di demolizione e privatizzazione del SSN, che è tra i migliori ed i meno costosi del Mondo. Se è in sofferenza lo è a causa dei tagli dissennati degli ultimi decenni che stanno riducendo i servizi per i cittadini. Servizi che peraltro sono spesso garantiti nonostante gravissime carenze di personale, basse retribuzioni e da lavoratori precari e destinati quindi ad andare in ulteriore crisi con la scadenza dei contratti in essere” afferma il segretario provinciale Andrea Pasa.

“La ricetta di molte Regioni – tra cui la Liguria – di erogare più fondi al privato – colpisce il diritto alla salute e alla cura garantito dalle risorse pubbliche, spalancando le porte al mercato assicurativo in sanità, che curerebbe solo chi se lo può permettere, ritornando indietro di oltre 40 anni nel nostro Paese. Per questo è necessario fermare i processi di esternalizzazione e privatizzazione nelle diverse forme in cui si sono concretizzati, compreso il ricorso a professionisti a gettone nelle strutture ospedaliere pubbliche. La pandemia ha ricordato a tutti il valore del sistema sanitario pubblico e universale. Sistema da difendere, potenziare, sviluppare e rafforzare a tutela del diritto alla salute così come sancisce l’articolo 32 della Costituzione” aggiunge ancora l’esponente sindacale.

“I privati in convenzione erodono risorse pubbliche con servizi solo in base ai possibili profitti. Perché non è vero che il privato è più professionale del pubblico, anzi il contrario: dove il pubblico ha la necessaria programmazione ed organizzazione – cosa che oggi in Liguria non è – si trovano servizi e attività di qualità eccellente e veloci, molto di più che nel privato. Poi sfatiamo questo mito che il privato eroga servizi sanitari a prezzi più contenuti, non è vero; il privato presenta come minimo un ticket che in Italia fu inserito nel 1982… Semmai bisognerebbe chiedere alle Regioni – a partire dalla Liguria – com’è possibile che si trovano medici per effettuare interventi da privato o in intramoenia – utilizzando strutture pubbliche, sale operatorie pubbliche – e non nel pubblico? Quello che serve è esattamente il contrario: bisogna investire, perché il SSN oltre a garantire diritti di cittadinanza, produce crescita, occupazione, sviluppo e innovazione”.

Per il segretario savonese: “La necessità di garantire al servizio sanitario pubblico il finanziamento adeguato a rispondere ai bisogni di salute delle persone, allineando l’Italia a Paesi europei come Francia e Germania, è il primo punto alla base della piattaforma nazionale della Cgil per rilanciare una vertenza per il potenziamento e lo sviluppo della sanità pubblica, a garanzia del diritto universale alla salute e alle prestazioni sociali. Per garantire il diritto a curarsi nel territorio in cui si vive è necessario un forte investimento nel personale sanitario, nell’assistenza territoriale, in un’adeguata rete ospedaliera, nella prevenzione; vanno modificati i meccanismi che alimentano il fenomeno della mobilità passiva e va data risposta agli inaccettabili tempi d’attesa che finiscono per favorire il ricorso a prestazioni private che hanno costi che non tutti possono permettersi di pagare”.

“Ma che succede a chi non può permettersi di pagare? Succede che un numero crescente di persone rinuncia a curarsi per ragioni economiche (secondo l’ISTAT, si tratta dell’11% della popolazione della Liguria, in linea con la media nazionale): numeri inaccettabili di persone a cui si sta negando il diritto alla salute”.

“Per questo la Cgil vuole rilanciare e dare forza a una vertenza nazionale, da articolare in tutti i territori, per il diritto universale alla salute e alle prestazioni sociali. La spesa sanitaria e sociale è un fondamentale investimento per un nuovo sviluppo sostenibile, capace di creare benessere diffuso e buona occupazione” conclude Pasa.

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