Tecnici

Liguria, chi sarà l’assessore alla Sanità? Tra i nomi Bonsignore, Profiti e Castanini

La decisione sarà presa in questi giorni, il prescelto inizierà a lavorare già dalla prossima settimana

Generico settembre 2022

Liguria. Il cerchio si restringe. Se Giovanni Toti ha detto chiaro e tondo che il prossimo assessore alla Sanità dovrà mettersi al lavoro “già dalla prossima settimana” non ha però voluto rivelare, ancora, chi sia il prescelto. Al maschile. Perché, salvo sorprese, ci sono solo uomini nell’ampia rosa di nomi su cui il governatore sta facendo i suoi sondaggi e che andrà a ricoprire un ruolo che Toti, dalla sua elezione per il secondo mandato, ha sempre tenuto per sé.

Quello che si sa è che sarà una figura tecnica, un profilo preferibilmente con competenze ed esperienza nel mondo della sanità o della gestione della sanità. Quindi un medico o un manager. E con le spalle abbastanza larghe da mettere in atto il piano di riforma del sistema sociosanitario e il lavoro su Pnrr e sanità impostato dalla giunta. Il nome anzi, i nomi, sono stati fatti in una riunione sulla sanità svolta nella giornata di ieri e l’unico motivo per cui non è ancora scattata l’investitura è che tutte queste persone hanno già, per così dire, un lavoro”.

Le opzioni vedono in lizza figure come Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici di Genova, medico legale, vicinissimo al coordinatore regionale di Fratelli D’Italia Matteo Rosso, anche lui medico e di fresca elezione alla Camera. Bonsignore, 40 anni, è però in rampa di lancio con la sua carriera universitaria, un ruolo da ordinario nell’ateneo genovese, al quale non vorrebbe rinunciare.

Piace di più alla Lega (il partito che più di tutti ha fatto pressioni affinché la sanità ligure avesse un assessore dedicato), invece, Giuseppe Profiti. Ma il già coordinatore della struttura di missione per la sanità ligure, dalla scorsa primavera è anche il commissario straordinario chiamato a “salvare” la sanità calabrese, regione di cui è originario. Nel suo curriculum incarichi manageriali di vertice in realtà come il Gaslini, il Bambin Gesù di Roma, il Cba a Genova, al San Raffaele di Milano.

Avrebbe già declinato, pur lusingato dall’ipotesi, Enrico Castanini, amministratore unico di Liguria Digitale. La sanità è legata a doppia corda all’azienda costola della Regione soprattutto per quanto riguarda il futuro polo degli Erzelli. Ma è stato Castanini a implementare i sistemi informativi per adattarli alle nuove esigenze nate con il periodo Covid e più recentemente con il portale di prenotazioni on line di analisi ed esami di laboratorio.

Ci sono poi i direttori generali: piacciono, e sono stati presi in considerazione, Salvatore Giuffrida, direttore generale del San Martino, Luigi Bottaro, direttore generale del’Asl 3 e Renato Botti direttore generale del Gaslini. Nel loro caso però si tratterebbe di togliere risorse e know how a strutture della sanità ligure in una fase delicata.

In netto calo le quotazioni di Matteo Bassetti. Il direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino che in questi mesi è stato persino tra i papabili per il ministero della Sanità, non esattamente in luna di miele con Fdi sembra preferire la professione tra cattedre e corsie.

Poco quotato anche Andrea Costa, già sottosegretario alla Salute del governo Draghi, candidato per Noi Moderati e quindi considerato troppo “politico”. Deve peraltro scontare il risultato non soddisfacente alle ultime elezioni.

L’altra cosa ormai certa è che l’assessore alla Sanità di fatto andrà a colmare in parte il “vuoto” lasciato da uno dei due assessori eletti a Roma, nella fattispecie Ilaria Cavo. Di cui prenderà anche la delega al Welfare mentre quelle come Formazione e Cultura saranno distribuite nella giunta.

Se per la poltrona della sanità, assai scomoda, si punta a un tecnico discorso opposto per quella al Lavoro e Turismo, occupata fino al 26 settembre da Gianni Berrino. In questo caso sì Fratelli d’Italia vorrà mantenere la bandierina, di partito e di territorio. Tra i sostituti possibili il capogruppo sanremese di FdI, Luca Lombardi. Ma se la giunta vorrà mantenere invariate le quote di genere, e arrivando un uomo alla sanità, dovrebbe sostituire Berrino con una donna.

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