Estate di fuoco

Incendi, oltre 600 ettari di boschi bruciati e colline desertificate: “Ci vorranno almeno 25 anni per ritornare come prima”

Da Arnasco a Villanova, Laigueglia, Alassio e Varazze: quanti roghi in 2 mesi. Curto (Aib): “Terreno bruciato come una lastra d’acciaio. Ora la pioggia fa paura"

Incendio Arnasco

Riviera. Proseguono le operazioni di bonifica del rogo scoppiato ieri tra Solva e Santa Croce, alle spalle di Alassio. Ma si tratta, purtroppo, solo dell’ennesimo incendio che ha colpito la Riviera nel giro di 2 mesi, mandando in fumo (nel vero senso della parola) almeno 600 ettari complessivi di boschi. 

Da Arnasco a Villanova, da Laigueglia ad Alassio passando per Varazze: sono questi i principali comuni che si sono trovati, quasi senza sosta, a combattere le fiamme e a leccarsi poi le ferite, che al termine di questa estate 2022 risultano quantomai profonde. 

Colline meravigliose, uno dei biglietti da visita turistici che offre questa parte di Liguria, letteralmente desertificate e sentieri montani distrutti. Paesaggi spettrali, che qualcuno definirebbe “lunari”. Vere e proprie chiazze nere tra il verde, un pugno nello stomaco per residenti e turisti.

Incendio nell'albenganese, il quarto giorno

E resteranno così a lungo, come ha spiegato il vicereferente provinciale della Protezione Civile e degli Aib Fabio Curto: “Sicuramente queste macchie nere che deturpano il territorio rimarranno così per diverso tempo. Danni incalcolabili in termini di flora e fauna. Per riportare le colline bruciate al loro stato originario ci vorranno minimo 25-30 anni”. 

“L’incendio più difficile e lungo dell’estate è stato quello che si è originato ad Arnasco e che poi ha coinvolto anche l’albenganese per via del grande caldo. L’abbassamento delle temperature degli ultimi giorni, invece, è stato importante per contenere i roghi scoppiati tra Laigueglia e Alassio”, ha proseguito.

E la pioggia, tanto invocata nei mesi scorsi, anche per aiutare a domare e prevenire i roghi ora rischia di trasformarsi da alleata in nuovo pericolo, come ha spiegato lo stesso Curto: “Il terreno desertificato dagli incendi diventa una tavola d’acciaio per la pioggia. L’acqua non viene assorbita, ma scivola portando con se massi e detriti e trasformandosi in un ulteriore pericolo. Speriamo ancora nelle piogge, ma ora dobbiamo augurarci perturbazioni contenute per evitare nuovi danni e problemi”. 

Incendio nei boschi alle spalle di Alassio

E in tutti i casi, fondamentale per lo spegnimento è stato l’intervento dei mezzi aerei, in particolare dei canadair: una situazione che ha spinto molto sindaci, in testa Marco Melgrati di Alassio, a richiedere la presenza fissa di un canadair al Riviera Airport di Villanova. 

Di seguito, il riassunto dei principali roghi che hanno reso l’estate della Riviera tristemente incandescente. 

ARNASCO-VILLANOVA (6 AGOSTO)

Tutto è iniziato nel pomeriggio di sabato 6 agosto, con la segnalazione di un incendio in zona Arnasco. La situazione è precipitata nella notte a cavallo tra il 6 e il 7 agosto, quando forti raffiche di vento hanno generato diverse ripartenze, portando il rogo a “scollinare” nella zona di Villanova. Alla fine l’incendio durerà circa 10 giorni, coinvolgendo, a macchia di leopardo, i comuni di Arnasco, Vendone, Ortovero, Coasco, Bastia e Cisano. Almeno 450 ettari di bosco bruciati, centinaia di soccorritori in azione tra vigili del fuoco e volontari, diverse evacuazioni (due gli appartamenti danneggiati e resi inagibili), strade chiuse e serre e campi danneggiati irrimediabilmente. 

VARAZZE (8 AGOSTO)

Le fiamme si sono originate lo scorso 8 agosto, tra la frazione delle Faje e quella di Alpicella e sono poi salite fino ad arrivare in via Ceresa: una zona panoramica, in mezzo ai monti, avvolta dalle fiamme. Nel percorso l’incendio si è avvicinato ad alcune abitazioni, fortunatamente senza danneggiarle, ma alla fine sono circa 200 gli ettari di macchia mediterranea andati in fumo. 

LAIGUEGLIA (17 SETTEMBRE)

Il rogo, in questo caso, si è sviluppato nella tarda mattinata di sabato 17 settembre in località via Serre, praticamente a ridosso del centro abitato. Ore di grande paura ed apprensione al termine delle quali Laigueglia ha perso almeno 7 ettari di boschi: bruciati anche la dependance di un albergo, ormai chiuso da tre anni, e un bombolone del gpl che serviva alcune case.

ALASSIO – DUE ROGHI IN 24H (19-21 SETTEMBRE)

La città del Muretto si è trovata a fare i conti con ben due incendi nel giro di circa 24h: nemmeno il tempo di dichiararne spento uno che, nella notte successiva, un altro è ripartito quasi dal punto dove si era fermato l’altro il giorno prima. Il primo incendio, infatti, si è sviluppato nel pomeriggio del 19 agosto, nella zona boschiva di Madonna della Guardia, nella frazione di Solva: sono brucati circa 6-7 ettari e 2 sono le persone che hanno dovuto evacuare temporaneamente le rispettive abitazioni. 

Il secondo rogo, il più grave, è scoppiato intorno alle 4,30 della notte a cavallo tra il 20 e il 21 settembre: un orario che ha reso di fatto impossibile l’intervento immediato dei mezzi aerei permettendo alle fiamme di diffondersi a macchia di leopardo creando danni quasi irreparabili nella collina tra Solva e Santa Croce: la bonifica è ancora in corso, ma una prima stima, in questo caso, parla di almeno 22 ettari di bosco bruciati. 

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