Dubbi e certezze

Incendi, i sindaci savonesi: “Canadair fisso a Villanova e decolli più veloci, non possono volerci 30 minuti” fotogallery

La proposta lanciata dal primo cittadino di Alassio Marco Melgrati: “Sarà la prima richiesta che farò ai nuovi parlamentari eletti in Liguria”

Incendio albenganese incendio Arnasco canadair Andrea Opizzo

Villanova d’Albenga. “La prima richiesta che farò ai parlamentari eletti in Liguria sarà quella di avere un Canadair di stanza fisso a Villanova”. Così il sindaco di Alassio Marco Melgrati nei giorni scorsi ha lanciato su facebook una proposta per far fronte all’emergenza incendi nel ponente ligure.

In verità, l’idea del primo cittadino alassino è una necessità da sempre avvertita e condivisa anche da altri sindaci del comprensorio ingauno. Il pericoloso incendio divampato sabato scorso a Laigueglia, tuttavia, ha riacceso il dibattito rilanciato sui social proprio dallo stesso Melgrati.

Pietro Balestra, il sindaco del comune (Villanova d’Albenga) che di fatto dovrebbe ospitare i mezzi aerei, commenta così la proposta di Melgrati: “Ovviamente va benissimo – spiega – e ricordiamoci che, tra la fine degli anni ’90 e primi anni del 2000, qui erano già presenti non uno bensì due Canadair. E c’era anche un elicottero”.

Balestra è stato per diversi anni presidente dell’Ava, l’associazione che gestiva lo scalo villanovese. Proprio nel 2002, uno dei due Canadair presenti venne destinato all’aeroporto di Olbia. Stessa sorte (anche se con diversa destinazione) toccò al super elicottero Sikorsky (capace di trasportare un carico di 16 tonnellate) presente nello scalo, trasferito – proprio in quegli anni – in Calabria.

Secondo il sindaco di Villanova, tuttavia, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione: “Non ha senso avere un Canadair comodo qui se poi le procedure non gli consentono di intervenire con celerità ad incendio conclamato. Ho vissuto personalmente l’esperienza di vedere un pilota con il motore acceso e pronto a partire attendere per 30 minuti l’autorizzazione al decollo mentre poco lontano divampavano le fiamme”.

Secondo Balestra, quindi, non è un problema di spazi (ci stavano due mezzi prima, quando erano presenti anche i voli di linea, ce ne può stare uno a maggior ragione oggi) e tanto meno di opportunità. Il nodo da sciogliere, semmai, potrebbe essere un altro. L’aeroporto è un bene pubblico ma la gestione è in mano ai privati: “Bisognerà capire – conclude Balestra – quali sono gli spazi per il pubblico di intervenire sul privato. Ma si tratterebbe indubbiamente di un’occasione per l’economia dell’aeroporto stesso, anche perché i mezzi farebbero carburante lì”.

La pensa come Melgrati anche il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, che recentemente ha dovuto fare i conti con il devastante incendio avvenuto nell’entroterra ingauno: “La presenza di un canadair a Villanova d’Albenga – spiega – è molto importante per garantire interventi rapidi ed efficaci. Purtroppo la nostra è una regione a rischio incendi e il clima secco di questa estate sicuramente non ha aiutato. Il prezzo che abbiamo pagato è stato altissimo”.

Il ricordo, freschissimo, va subito al rogo che ha tenuto sotto scasso l’entroterra albenganese per quasi dieci giorni: “Ettari ed ettari di bosco sono andati persi per sempre – aggiunge Tomatis -. Sono stati subiti danni da privati e per miracolo, e per la grande professionalità dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei volontari, non ci sono stati feriti o peggio morti”.

E come il sindaco Balestra, Tomatis sostiene che “questa situazione dovrebbe essere affrontata in maniera sistematica. Oltre alla presenza del Canadair sul territorio, occorrerebbe ragionare sul metodo e i protocolli di intervento per renderli più snelli e rapidi – conclude il sindaco albenganese -. I dos (direttore operazioni spegnimento), solo per fare un esempio, dovrebbero essere messi nella condizione di poter prendere delle decisioni che in certe situazioni potrebbero fare la differenza, soprattutto entro pochi minuti dal divampare di un incendio”.

Da Albenga a Laigueglia, l’estate del ponente savonese è stata segnata dagli incendi. Lo sa bene anche il sindaco Roberto Sasso Del Verme, che sabato scorso ha visto le fiamme avvicinarsi pericolosamente al piccolo borgo savonese da lui amministrato: “In realtà è una vita che lo diciamo – dichiara il primo cittadino di Laigueglia commentando la richiesta di Melgrati -. Riportare il Canadair a Villanova sarebbe utilissimo, soprattutto per un territorio come il nostro soggetto ad incendi”.

E anche il sindaco di Laigueglia ricorda che “l’aeroporto di Villanova non è più pubblico, ma privato. Quindi bisognerà capire le reali possibilità di poter riportare il Canadair lì. Sicuramente poter contare su un mezzo pronto all’uso in caso di necessità sarebbe un assoluto valore aggiunto”, conclude.

Sabato scorso a Laigueglia era presente anche il sindaco di Andora Mauro Demichelis. L’incendio sulla collina, infatti, avrebbe potuto interessare anche il territorio andorese, ma fortunatamente il lavoro dei soccorritori ha scongiurato l’estendersi del rogo. Con riferimento all’ipotesi del ritorno di un Canadair fisso a Villanova d’Albenga, Demichelis fa sapere che “ogni investimento in prevenzione che garantisca la tutela delle persone, aziende e cose in caso di incendio deve essere una priorità. Sui roghi che hanno duramente colpito la zona di Villanova d’Albenga e recentemente Laigueglia abbiamo visto operare uomini e mezzi che sono eccellenze nel campo del soccorso e sono stati fondamentali per evitare esiti più infausti. Un Canadair di stanza a Villanova d’Albenga sarebbe una garanzia per il territorio”.

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