Impegno

Disturbi alimentari: il Rotary Varazze Riviera del Beigua capofila di un progetto nelle scuole del ponente

Sinergia tra associazione, famiglie, insegnanti, medici e specialisti per aiutare a sconfiggere un fenomeno molto diffuso e acuito dal periodo pandemico

Varazze. Gli stati generali del Rotary del ponente ligure per diffondere un grandioso progetto per la tutela dei ragazzi. Disturbi alimentari: un problema più diffuso di quanto si pensi e aggravato dal lockdown. Vittime i più giovani.

Un anno di lavoro per arrivare a presentare un programma che sta finalmente per decollare e sarà di prezioso aiuto. Per definirlo e perfezionarlo nei suoi dettagli. Capofila dell’iniziativa, al via a breve nelle scuole primarie e secondarie del territorio, il Rotary di Varazze, Riviera del Beigua. Ci ha creduto e qui ha speso molte energie la presidente, Elisa Bribó che, nella raffinata cornice dell’hotel Astigiana e insieme ai rappresentanti del Rotary e Rotaract, ha presentato il service multiclub: “Disturbi alimentari giovanili, aiutiamo i nostri giovani a conoscerli, prevenirli e curarli”.

Il progetto ha l’obiettivo di aiutare 1.200 studenti e 180 docenti, a conoscere e, potenzialmente, superare questi problemi che affliggono i ragazzi. Il Distretto 2032 e la Rotary Foundation supportano questo service al quale hanno aderito i Rotary Club Alassio, Albenga, Imperia, Sanremo, Savona ed i Rotaract Club.

Per portare avanti l’importante iniziativa, è fondamentale la presenza e la capacità di Roberta Rota, psicopedagogista specializzata in Pedagogia Clinica Counseling e formazione dell’uomo. Il suo contributo sarà supportato dalla collaborazione del Rotary, dei dirigenti scolastici, dei professori, degli insegnanti, dei medici, degli specialisti e naturalmente dalle famiglie.

Elisa Bribó
Elisa Bribó

“Il passo innovativo è che Rotary e Rotaract lavoreranno in totale sinergia – è orgogliosa la presidente Bribó – È la primissima volta che succede in un progetto multiclub per il distretto Rotary 2032, ma non solo: i Rotariani entreranno in gioco con la psicopedagogista e andranno fisicamente nelle scuole. Dalla parte dei ragazzi per aiutarli a superare questo tipo di problema”.

“È un progetto – sottolinea Elisa Bribó – in cui abbiamo investito idee ed energie. Un lavoro fitto di un anno, che partirà a ottobre”.

Roberta Rota scenderà in campo per ascoltare, capire e cercare di risolvere. La psicopedagogista spiega a Ivg la situazione di disagio in cui versano molti ragazzi. “I disturbi alimentari ci sono sempre stati – evidenzia – ma ora sono fortemente in crescita. Acuiti dal periodo di pandemia che ha avuto come principali vittime, i più giovani”.

roberta rota
Roberta Rota

Le chiediamo, se fosse la migliore amica di un ragazzo affetto da disturbi alimentari, che cosa gli direbbe. “Di chiedere aiuto – ci risponde senza esitare – Di andare dagli specialisti e parlare”. Da solo non ce la può fare? “No. Assolutamente”.

Quindi, in una quotidianità fatta di icone social che “senza demonizzarle, fatte delle eccezioni, sono diventate l’unico specchio con cui i giovani possono confrontarsi e dove le famiglie purtroppo non riescono a entrare, nasce il problema e spesso i ragazzi si perdono”.

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