I dati

Area di crisi complessa savonese tra le più performanti d’Italia: genererà 300 posti di lavoro e 100 milioni di investimenti

Il bilancio di istituzioni e sindacati è positivo, ma tutti sono d’accordo: “Bisogna semplificare la burocrazia e intervenire sulle infrastrutture”

Cairo Montenotte. Quasi 300 nuovi posti di lavoro e oltre 100 milioni di euro di investimenti, il 90% in Valbormida. Sono cifre importanti quelle legate all’area di crisi complessa nella provincia di Savona, presentate questa mattina durante un convegno dedicato al tema che si è tenuto nella sala conferenze della sede cairese di Banca Carige, alla presenza di istituzioni, sindacati, associazioni ed imprenditori.

Cifre a cui si arriverà nei prossimi sette anni. Ad oggi il progetto ha già portato alla creazione e al mantenimento di 254 posti di lavoro: 193 grazie agli investimenti regionali e 61 grazie ad Invitalia.

Tredici i comuni savonesi che fanno parte dell’area di crisi industriale complessa: grazie all’ultimo accordo è stato aggiunto anche Quiliano alla lista che comprende i territori del sistema locale di Cairo Montenotte (Altare, Bardineto, Bormida, Cairo Montenotte, Calizzano, Carcare, Cengio, Cosseria, Dego, Giusvalla, Mallare, Murialdo, Osiglia, Pallare, Piana Crixia, Plodio e Roccavignale), Vado Ligure e Villanova d’Albenga.

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Il ministero ha considerato, quella della provincia di Savona, la migliore ipotesi di area di crisi complessa d’Italia e per questo ha rifinanziato il progetto portando da 20 a 32 milioni la parte di competenza governativa. La Regione metta la differenza, fino ad arrivare a compimento di circa 80 milioni di euro e quasi 300 posti di lavori creati dal programma”. È soddisfatto l’assessore allo Sviluppo Economico Andrea Benveduti che si definisce il “padre adottivo” di questo progetto intrapreso nel 2010 dall’allora assessore e oggi deputato Edoardo Rixi, tra gli ospiti del convegno.

Un progetto, quindi, che parte da lontano e che in questi 12 anni ha dimostrato la sua solidità grazie, dicono istituzioni e sindacati, “al gioco di squadra, alla programmazione e ad un territorio fortemente propenso allo sviluppo industriale”.

Nonostante il successo, però, ci sono alcuni aspetti da modificare, primo tra tutti la semplificazione burocratica. Di fondamentale importanza anche le infrastrutture, concetto rimarcato da tutti coloro che sono intervenuti durante il tavolo di confronto che si è tenuto di fronte a politici, amministratori ed imprenditori del territorio.

“Rilanciare un’area, come quella della Val Bormida e del savonese, che ha subito negli ultimi dieci anni la perdita di molti posti di lavoro per effetto della chiusura di grandi gruppi industriali, era l’obiettivo alle origini del riconoscimento della complessità dell’area, per far si che venisse garantita l’attivazione di risorse e di strumenti sinergici utili a favorire e sostenere la riconversione e la riqualificazione, oltre la crescita occupazionale. Regione – spiega   Benveduti durante l’incontro – ha rappresentato al meglio questa esigenza, riuscendo a portare sul territorio, tra fondi governativi e regionali, circa 65 milioni di euro pubblici. Risorse che genereranno un investimento complessivo di oltre 100 milioni di euro e un incremento occupazionale che, a regime, porterà a 288 nuovi posti di lavoro e che ha salvaguardato il reddito a un centinaio di lavoratori. Risultati mai vista prima per una singola area di crisi industriale complessa, che cercheremo di rafforzare con la nuova programmazione comunitaria, non appena ci verrà dato il via libera da Bruxelles”.

Regione Liguria, infatti, ha approvato l’accordo quadro, con le parti sociali e datoriali, per la concessione di 8 milioni per la mobilità in deroga che ha garantito la tutela salariale di un centinaio di lavoratori nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021. Inoltre, a questo strumento si è aggiunta la cassa straordinaria che in questi anni ha salvaguardato il reddito a quei lavoratori del savonese interessati da importanti vertenze industriali.

“L’incontro – conclude l’assessore Benveduti – è stato anche occasione per ribadire la necessità, indispensabile per ogni ipotesi di sviluppo economico, di traguardare un adeguato sistema infrastrutturale. Ci auguriamo che il nuovo governo dia la giusta attenzione a questo tema, al pari di quello relativo alla criticità energetica che deve presupporre, prima di arrivare a misure strutturali, importanti interventi congiunturali a sostegno di imprese e famiglie”.

“Il bilancio dell’area di crisi industriale complessa è positivo perchè siamo riusciti ad attivarci da subito ed a investire oltre 60 milioni di euro” sottolinea il deputato ligure Edoardo Rixi che poi si concentra sulla Valbormida: “Questa valle ha potenzialità, anche con il riutilizzo di aree industriali dismesse, ma ha bisogno di avere tempi più rapidi per recuperare risorse e competitività“.

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Per risolvere questo problema Rixi ricorda che la soluzione è la realizzazione della bretella Albenga-Carcare-Predosa che permetterebbe di dare uno sbocco: “Non collegare la Val Bormida alla portualità savonese e alle aree industriali dell’hinterland padano vuol dire togliere possibilità di sviluppo alla zona”. Il collegamento tra la provincia di Savona e il basso Piemonte “oltre a rendere più competitiva l’area – aggiunge Rixi – semplifica anche la vita dei cittadini liguri perchè permetterebbe di dirottare parte del traffico che oggi abbiamo sulla rete autostradale”.

Tra gli obiettivi per il futuro “è necessario agevolare lo sbarco delle merci e far diventare la valle un retroporto importante”.

D’accordo anche il senatore leghista Paolo Ripamonti: “Quella di Savona è una delle aree di crisi complessa più performanti d’Italia, grazie anche alla risposta data da Regione e Comuni. Ad esempio quella di Trieste non avuto successo, erano stati assegnati 15 milioni, ma ci sono state solo due domande: una non è stata ammessa e l’altra è stata ritirata. Qui invece si è lavorato molto bene, lo dimostrano i dati, sia a livello di investimenti che occupazionale. Ricordiamo che questo progetto ha consentito non solo di creare nuovi posti di lavoro, ma anche di mantenere quelli preesistenti, attraverso alcuni strumenti come la cassa integrazione. È un inizio e spero che questo modo di lavorare e di fare squadra tra tutti i soggetti coinvolti, con un dialogo continuo con i sindacati con i quali non abbiamo mai avuto problemi, sia mantenuto anche in futuro”.

E proprio parlando dei prossimi mesi, Ripamonti sottolinea: “Essendo stata rinnovato il progetto, bisogna che vengano messi a disposizione altri fondi e magari anche altre progettualità. Mi auguro che da domani mattina Regione Liguria inizi a pensarci per fare in modo che il governo abbia chiaro cosa serve a questa provincia, soprattutto a livello infrastrutturale, altrimenti le aziende non saranno più appetibili. Bisogna intervenire sia a livello funiviario, ferroviario che autostradale”.

Presente al tavolo anche Alessandro Berta, direttore di Unione Industriali Savona: “La Valbormida – ha sottolineato – è stata l’area maggiormente interessata dagli investimenti. Per quanto riguarda quelli regionali, dei 18 milioni messi a bando, 14,5 sono stati acquisiti della micro, piccola e media impresa della Valbormida. Due dei tre milioni a fondo perduto sono arrivati a 24 aziende del territorio e hanno generato oltre 20 milioni. Altrettanti 27 milioni di investimenti sono già stati realizzati sul fondo nazionale di crisi complessa da altre due aziende della Valbormida con ampliamenti e nuovi siti produttivi. Siamo solo alla metà del percorso, sui nuovi fondi comunitari, una parte dei finanziamenti dal settennato 2022-27 sarà destinata all’area valbormidese”.

Dopo i dati, Berta si concentra su cosa c’è da migliorare: “Bisogna semplificare la parte nazionale e ricordarsi che la parte conto finanziamento, che costituisce l’80% circa dei fondi erogati, venga in qualche modo semplificata sulla parte fideiussoria. Alle aziende deve costare meno che i finanziamenti bancari, altrimenti non hanno più convenienza. Bisogna inoltre ricordarsi che la parte a fondo perduto è essenziale per generare ulteriori investimenti”.

Soddisfatti anche i sindacati, rappresentati per l’occasione dal segretario generale di Cgil Savona, Andrea Pasa: “Tra le armi vincenti che hanno permesso questi risultati, l’efficacia dell’imprenditoria del territorio e l’unitarietà degli intenti del sindacato confederale – afferma – Bisogna ricordare che la Valbormida ha un valore aggiunto importante, ovvero ha a disposizione 2 milioni di metri quadrati di aeree che possono essere riqualificate per lo sviluppo industriale. Qui ci sono imprenditori seri e competenti che vogliano continuare ad investire sul territorio. Ma c’è ancora un percorso da fare. Innanzitutto rivisitare la legge 181: i tempi tra le domande  delle aziende e l’erogazione dei finanziamenti sono troppo lunghi. Poi bisogna intervenire sulle infrastrutture e risolvere le situazioni di crisi in cui si trovano, da troppi anni, alcune aziende. Penso a LaerH, Funivie, Bombardier, Piaggio, Sanac”.

Pasa poi pone l’attenzione sul caro energia: “Dobbiamo evitare la tempesta perfetta dovuta al caro energia e al caro materie prime che potrebbe portare ad uno stillicidio di posti di lavoro. Il Governo deve intervenire a brevissimo e non attendere il dopo elezioni”, conclude.

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