Verso la soluzione?

Acqua salata ad Andora, 400 cittadini all’incontro col sindaco per parlare dei disservizi di Rivieracqua

Demichelis: "Come sindaco ho fatto da parafulmine alla comprensibile scontentezza dei cittadini. Era giusto chiarire i dubbi"

Andora. I cittadini di Andora vogliono incontrare i rappresentanti di Rivieracqua. Il sindaco di Andora Demichelis si è impegnato a mediare per l’organizzazione di una riunione pubblica con i rappresentati e i tecnici della società. È uno degli esiti dell’affollata riunione che si è svolta ieri sera nel parco delle Farfalle ad Andora in cui l’amministrazione comunale ha incontrato più di 400 persone e parlato sul tema dell’acqua sapida fornita dall’acquedotto consortile.

Carte alla mano, il primo cittadino ha proiettato su uno schermo, gli esiti degli esami, la situazione dei pozzi andoresi e presentato soluzioni di breve termine ottenute da Rivieracqua e i progetti di lungo periodo messe in campo dall’amministrazione. I presenti hanno sollecitato la necessità che Rivieracqua sia più dialogante con i cittadini e dia riscontri immediati agli utenti in caso di segnalazione di disservizi e contestazioni sulle bollette. Tema chiave è stata ovviamente l’acqua salata che esce dai rubinetti e alcuni presenti hanno manifestato l’intenzione di non pagare le bollette fino a quando non vi sia chiarezza sul ristoro dei danni subiti. Il Comune ha confermato il suo sostegno alle procedure che la popolazione volesse attuare di concerto con le associazioni di consumatori.

“Come sindaco ho fatto da parafulmine alla comprensibile scontentezza dei cittadini. Era giusto chiarire i dubbi degli andoresi in merito alla qualità dell’acqua erogata, alle cause oggettive del disservizio patito e sul percorso normativo, risalente al 1994, che ha determinato il fatto che la bollettazione e le manutenzioni siano, per legge, in carico a Rivieracqua e non più al Comune – ha spiegato Demichelis – Ora dobbiamo muoverci coesi e confermo che il primo obiettivo è creare le condizioni per un incontro fra Rivieracqua e i cittadini. Ho dato la disponibilità dell’Ente a sostenere il percorso per l’ottenimento del ristoro dei danni subiti, mettendo a disposizione uno sportello per la compilazione delle pratiche in collaborazione con le associazioni dei consumatori a cui i cittadini volessero rivolgersi: io come molti ho dovuto cambiare caldaia e lavatrice, ma la rabbia che ci accomuna e che non sempre un sindaco può esternare, va sempre incanalata in un percorso a norma di legge affinché sia davvero tutelante”.

Alla riunione erano presenti il vicedindaco e assessore al Servizio idrico integrato Paolo Rossi, il presidente del Consiglio Comunale Daniele Martino, gli assessori Maria Teresa Nasi e Monica Risso, il consigliere Corrado Siffredi, il capogruppo di maggioranza Ilario Simonetta. Fra il pubblico, anche i componenti di minoranza, il capogruppo Flavio Marchiano e i consiglieri Rosella Porcella e Michele Carofiglio.

E’ stato sottolineato come la quantità di precipitazioni annue ad Andora non sia mai stata così bassa dal 1967 ad oggi: solo 150mm di pioggia nel 2022, rispetto ai 398mm del 2021 o ai 542mm del 2019 (record di precipitazioni nel 2014 con 1115mm). Situazione che ha causato l’ingresso del cuneo salino nelle falde del torrente Merula e nei pozzi che, con una ridotta capienza di acqua, riescono a captare, solo a 80 metri di profondità, acqua contaminata dal sale. Nella norma, quando i pozzi sono pieni, la captazione avviene a trenta metri e garantisce acqua dolce.

Sono stati proiettati anche gli esiti degli esami sull’acqua dell’Asl2, che tramite l’Arpal fa i controlli sull’acquedotto, e quelli fatti da Rivieracqua su sollecitazione anche dell’Amministrazione comunale che già ad aprile aveva chiesto di conoscere la situazione delle falde e successivamente di poter accedere ai dati forniti dal telecontrollo dei pozzi per verificare la capienza in tempo reale.

“I documenti certificano che sono stati rilevati solo parametri anomali sulla conducibilità e sulla presenza di cloruri, elementi correlati quando c’è un’alta presenza di sali e che Rivieracqua non ha verificato alcun tipo di altra contaminazione” ha dichiarato Demichelis.

Confermando che precipitazioni abbondanti sono l’elemento risolutivo più veloce dell’attuale sapidità, l’incontro ha voluto portare la discussione sul piano tecnico, illustrando le soluzioni sul lungo periodo, come la necessità di ricevere e acquistare acqua da Villanova d’Albenga, allacciando le nuove condotte già posate in questi anni sul territorio andorese ad una infrastruttura che passi dalla Aurelia Bis, ad Alassio e Laigueglia.

“Per garantire acqua alla nostra comunità attualmente servono circa 3 milioni di metri cubi di acqua all’anno – ha sottolineato il Vice sindaco Paolo Rossi che è anche assessore al Servizio Idrico Integrato – Il nostro acquedotto da sempre è stato costruito e alimentato principalmente dall’acqua della falda del nostro torrente Merula, che però ora è in profonda secca. Abbiamo inoltre un territorio esteso e una rete di più di 120 km di tubi, su cui Rivieracqua sta intervenendo quotidianamente anche perchè la presenza del sale sta danneggiando ulteriormente le tubature. L’Amministrazione comunale è al lavoro per avere nuovi e diversi approvvigionamenti di acqua al di fuori della nostra falda. L’acqua del Merula non è più sufficiente per il nostro fabbisogno cittadino e bisogna andare a prenderla fuori Andora. Ieri sera abbiamo parlato in tutta sincerità ai cittadini e abbiamo spiegato la situazione anche perché non c’è proprio nulla da nascondere, ma non tutto dipende dalla nostra volontà”.

A fine incontro, il sindaco Mauro Demichelis, ha voluto spazzare il campo anche da alcune false informazioni circolate sui social.

“Non è assolutamente vero che Andora si è staccata dall’acquedotto Roja – ha spiegato Demichelis – Anzi abbiamo chiesto a Rivieracqua di potenziare la quantità d’acqua, ma essendo la condotta che da Imperia porta l’acqua ad Andora è molto logorata, la maggiore pressione ha causato numerose rotture, a Rollo, spesso nei boschi e quindi di difficile individuazione. Non è vero, inoltre, che il Consiglio Comunale ha trasformato Rivieracqua in una società privata. Si è semplicemente approvata la trasformazione da S.c.p.a. a Spa, ma l’articolo dello Statuto che prevede che i soci siano esclusivamente comuni o società interamente a controllo pubblico non è stato toccato”.

“La soluzione del problema dell’approvvigionamento idrico di Andora non è solo una questione di soldi. Quelli non mancano, tanto che stiamo finanziando la realizzazione della posa del tubo che ci collegherà al nuovo Roja con ben 4 milioni di Euro: la gara di appalto è già stata espletata e abbiamo ottenuto dall’Ato Imperiese che i lavori inizino da Andora. Inoltre per amore di verità nel periodo 2015 e 2016, prima che la Provincia di Imperia ci obbligasse a entrare in Rivieracqua e a consegnare gli impianti, avevamo investito più di un milione e mezzo di euro in manutenzioni e migliorie della rete cittadina in soli due anni” ha concluso Demichelis.

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