Malcontento

Acqua, associazioni contro il comune di Andora: “Pessima gestione delle risorse idriche”

Domani il primo incontro rivolto agli utenti per "contrastare l’attività a danno dei consumatori, intraprendere azioni di tutela e per monitorare la programmazione futura della risorsa acqua"

Acqua siccità generica

Andora. Assoutenti, Onda Ligure Consumo& Ambiente e il comitato Acqua e Ambiente. Queste le associazioni che hanno deciso di organizzare un primo incontro con gli utenti e cittadini per “la mancanza di trasparenza delle comunicazioni in favore degli utenti sui siti istituzionali della Provincia di Imperia, dei Comuni interessati e del gestore Rivieracqua”. L’obiettivo? “Contrastare l’attività del gestore a danno dei consumatori, intraprendere azioni di tutela e per monitorare la programmazione futura della risorsa acqua”.

Il primo incontro sarà domani, venerdì 30 settembre, alle ore 20.3o ad Andora, presso la sala parrocchiale “Cuore immacolato di Maria” e verterà sul tema “La crisi idrica e la questione della depurazione dei reflui nell’ATO Imperiese e nel comune di Andora”.

“Andora è diventata un Comune simbolo della pessima gestione delle risorse idriche nel ponente ligure, in tutta la regione, nell’intero paese” dure le parole di Furio Truzzi, presidente nazionale Assoutenti e Giulio Muzio, avvocato di Onda Ligure Consumo e Ambiente. Poi proseguono: “Ci siamo uniti per tutelare, insieme al comitato nato questa estate, cittadini e turisti dall’incredibile situazione idrica e dalle pretese di far pagare l’ acqua non potabile. Occorre una forte presa di posizione contro coloro che ‘stracciano’ ripetutamente la Carta dei Servizi”.

“La direttiva n.2000/60/CE enuncia il principio che ‘L’acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale’ , a cui fa eco la comunicazione COM (2014) 177, la quale ribadisce che l’Acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono un diritto universale – concludono Truzzi e Muzio -. L’acqua è un bene comune non una merce. Tale immanente e non derogabile principio è puntualmente disatteso da ‘ATO Imperiese’ e dal suo gestore Rivieracqua, responsabili per inadempienze a vario titolo, dalla poco oculata manutenzione della rete idrica alla determinazione tariffaria incoerente ai servizi prestati, dalle continue interruzioni dell’approvvigionamento dell’acqua potabile al mancato funzionamento degli impianti di depurazione”.

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