A rilento

Vaccino, la quarta dose non decolla: in Liguria l’ha ricevuta solo il 10% dei settantenni

E gli over 80, che sono la fascia più a rischio, sono fermi al 25%. Ansaldi: "In autunno temo che ci sarà un aumento della circolazione"

Vaccino rsa Villa Marta

Liguria. Meno del 10% dei liguri nella fascia d’età 70-79 anni ha ricevuto la quarta dose di vaccino anti-Covid. E ancora meno sono i sessantenni, appena il 6,19%. Mentre tra gli over 80, la categoria più a rischio, solo un quarto ha scelto di proteggersi completamente.

A tre settimane dall’avvio delle somministrazioni non decolla la campagna per il secondo booster previsto dal ministero della Salute per tutti gli over 60. Dato condizionato probabilmente dall’estate e dal caldo asfissiante che scoraggia gli anziani a uscire di casa, ma che preoccupa in vista dell’autunno, quando il coronavirus potrebbe tornare a circolare a livelli elevati aumentando la pressione sul sistema sanitario.

I dati sono quelli forniti da Liguria Digitale e si riferiscono al dato Istat della popolazione al 1° gennaio 2021. Ad oggi il 6,37% dei liguri è coperto con la quarta dose. La quota più alta riguarda gli over 80, che sono immunizzati al 25,63%. Seguono i settantenni che sono fermi al 9,99%. Percentuali che dovrebbero alzarsi un po’ nei prossimi giorni, visto che risultano 21.637 persone prenotate per ricevere la quarta dose, di cui 11.529 a Genova e dintorni e 1.472 nel Tigullio.

“Ovviamente siamo molto lontani da un risultato soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda i sessantenni – commenta Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa -. È un problema diffuso quello della compliance, e non solo in Italia. Dopo tre-quattro dosi e una malattia che, anche nella percezione della gente, sta diventando endemica, è fondamentale superare la convinzione che il vaccino non sia necessario. Una componente essenziale della prossima campagna vaccinale sarà la comunicazione”.

Al momento, nonostante la risposta alla quarta dose sia ben lungi da quella sperata, non ci sono conseguenze sugli ospedali. “Abbiamo superato da pochi giorni la fase di plateau e gli indicatori di pressione ospedaliera sono in netto miglioramento da 4-5 giorni – prosegue Ansaldi -. Non abbiamo una coorte di suscettibili sufficiente a garantire un’elevata circolazione del virus e questa è una buona notizia. Temo però che a ottobre-novembre potremo assistere a un aumento di circolazione“.

Nel frattempo si attendono indicazioni sulla campagna che verrà impostata dopo l’estate coi nuovi vaccini. “Abbiamo colloqui settimanali col ministero per essere aggiornati sulla campagna vaccinale. Ad oggi non sono state rilasciate linee guida e nemmeno una data per il rilascio del vaccino con almeno una componente della variante Omicron – conferma il direttore generale di Alisa -. Da un lato l’idea è quella di avere una strategia age based, si parla di over 50 o inizialmente over 60, ma giocherà ancora un ruolo l’esposizione a breve termine: chi è stato vaccinato recentemente o ha avuto la malattia da meno di 120 giorni vedrà la vaccinazione spostata nel tempo”.

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