Bollicine

Supermercati senza acqua frizzante: “Le consegne non arrivano e limiti agli acquisti”

Oltre al costo dell'anidride carbonica pesano gli effetti sulla plastica e la siccità

acqua minerale

Savona. Scaffali vuoti nei market savonesi senza acqua frizzante? Si, è proprio così e negli ultimi giorni la criticità è esplosa come tanti consumatori hanno notato recandosi nei supermercati della nostra provincia.

Un allarme che era già stato lanciato nei giorni scorsi dai produttori e che arriva a concretizzarsi in questi primi giorni di agosto. Dunque rifornimenti contingentati, primi cartelli che avvisano la clientela di procedere con un massimo di acquisto, una scelta, però, non adottata da tutti i punti vendita.

Perché quella frizzante? “Facciamo fatica a ricevere il prodotto – fa sapere Coop Liguria – Quindi, a seconda della giornata, può arrivare oppure no”. Il problema riguarda soprattutto l’acqua frizzante, dato che alle problematiche legate alla siccità si aggiunge la carenza di anidride carbonica, che viene usata anche per scopi sanitari (gli ospedali la acquistano ad esempio in laparoscopia per espandere le cavità corporee negli interventi chirurgici e diagnostici).

“La situazione è di difficilissima lettura – confermano – ci stanno posticipando molto le consegne e quindi attendiamo forniture che non arrivano”.

Oltretutto più si parla di questa carenza e più i clienti cercano di fare scorta, replicando quanto accaduto nei primi mesi di pandemia Covid: “Per questo – spiegano da Coop – ora stiamo mettendo cartelli per avvisare che non sono più consentiti acquisti palesemente oltre il fabbisogno familiare”.

L’invito è quindi a ridurre gli acquisti: “Anni fa avevamo fatto una campagna per promuovere l’utilizzo dell’acqua del rubinetto, soprattutto per i benefici ambientali che questo comporta in termini di riduzione della plastica” ricordano da Coop.

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Jacopo Ferraro, amministratore del Gruppo Ferraro che gestisce supermercati a Savona, Loano, Albenga e Alassio, spiega: “Noi lavoriamo con insegne diverse (Crai, Pam, Eurospin) e abbiamo riscontrato che il problema dell’approvvigionamento dell’acqua riguarda un po’ tutte le aziende. Ognuna ha reagito in maniera differente: Eurospin, ad esempio, ha posto limiti sugli ordinativi; Pam sta cercando di sostituire le marche che mancano con altre”.

A mancare, ovviamente, sono le “acque” più richieste, cioè quelle a marchio o altre molto diffuse. E poi, ovviamente, quelle gassate: “Le catene stanno cercando inviarci dei rimpiazzi, ma reperirli non è facile. Anche perché alcune aziende hanno preso decisioni piuttosto drastiche: Sant’Anna, ad esempio, non produce più il formato da mezzo litro. E poi la mancanza di anidride carbonica sta creando problemi anche per quanto riguarda le bibite gassate”.

A differenza di altre catene, i supermercati del Gruppo Ferraro continueranno a vendere acqua (naturale e non) regolarmente: “Non ci pare corretto intervenire ponendo limiti al numero di casse che i clienti possono acquistare. Se rimaniamo ‘a secco’ il problema è solo nostro. Va detto che ad ora l’acqua a scaffale c’è, anche se non c’è quella che va per la maggiore”.

Il Gruppo ha poi optato per una strategia “green” che ora si sta rivelando vincente: “Quando abbiamo ristrutturato il nostro punto vendita Crai di Loano, abbiamo deciso di installare un distributore di acqua naturale e gassata. La bombola dell’anidride carbonica è stata sostituita prima dell’estate e ora è ancora in grado di erogare acqua con le bollicine. Questo può rappresentare una buona alternativa alle acque in bottiglia. Senza contare che fa bene all’ambiente, in quanto l’utilizzo di bottiglie di vetro riutilizzabili riduce la quantità di plastica in circolazione”.

Stando a quanto appreso, ad ora non risultano ancora forti ripercussioni su prodotti derivati a base di acqua e addizionati di anidride carbonica come bibite, birra e simili. Infatti, nei market savonesi, se l’acqua frizzante è scarsa, non mancano certo le bevande frizzanti e perfino la gassosa.

Tuttavia la situazione è ancora incerta, sia in relazione alla produzione quanto alle forniture: l’assenza di anidride carbonica sta mettendo in crisi le aziende e la catena logistica di distribuzione. La Fonte Calizzano, in Val Bormida, nel savonese, ha ridotto la produzione già da qualche giorno. L’Acqua Santa Vittoria a Pornassio, in Valle Arroscia, nell’imperiese, fornitrice anche per la catena Lidl sta faticando a rientrare nei costi per garantire gli approvvigionamenti. E comunque dai magazzini sta uscendo solo naturale. Il risultato è l’assoluta carenza rispetto ai fabbisogni estivi in aumento rispetto ad altri periodi dell’anno.

Le aziende che producono e commercializzano acqua e altre bevande in bottiglia, l’allarme, lo avevano già lanciato un mese fa: il prezzo della Co2 necessaria per le linee produttive è aumentato di 7 volte in pochissimo tempo e la materia ha ritardi nelle consegne in continuo peggioramento. Tanto che la crisi potrebbe protrarsi – anzi è molto probabile – anche in autunno.

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D’altronde quello alimentare non è l’unico settore dove viene utilizzata l’anidride carbonica. In agricoltura la Co2 viene utilizzata nelle serre per favorire la crescita di alcune piante, e negli allevamenti, per stordire gli animali prima della macellazione. Nell’ambito sanitario viene acquistata in grandi quantità per sterilizzare gli strumenti e per diversi esami diagnostici.

Ma quello dell’anidride carbonica non è il solo problema. C’è un mix di elementi che portano agli scaffali vuoti di questi giorni, almeno a parlare con i gestori dei supermercati: ad aumentare è anche il costo della plastica, e la produzione delle bottiglie sta subendo una leggera flessione.

Altro problema riguarda il noleggio dei furgoni che trasportano l’acqua o altre bibite: in questo momento si fatica a trovare mezzi da affittare temporaneamente e la consegna delle bottiglie d’acqua, il cui consumo è aumentato, è rallentato. Ultimo ma non ultimo problema, anzi, la mancanza d’acqua con molte fonti in sofferenza a causa della siccità.

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