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Riaperta la caccia di selezione al capriolo, OSA: “Autorizzati a sparare nei boschi con visibilità di poche decine di metri”

L'Osservatorio Animalista Savonese: "Anche di sabato, quando escursionisti, biker e turisti amerebbero passeggiare senza pericolo". Dal 2 ottobre via libera anche alla caccia al cinghiale

cucciolo capriolo
Immagine di repertorio

Liguria. A partire da oggi, lunedì 15 agosto (e fino al 29 settembre), via libera da Regione Liguria alla caccia di selezione al capriolo maschio.

L’Osservatorio Animalista Savonese (OSA), in una nota, fa sapere che “i cosiddetti ‘selecontrollori’ armati di fucili con gittate efficaci di oltre mezzo chilometro, sono autorizzati a sparare pallottole micidiali in boschi in cui la visibilità è di poche decine di metri a causa del folto fogliame. Per giunta in giornate della settimana, come il giovedì e, soprattutto, il sabato (oltre al lunedì), in cui cittadini evidentemente ritenuti di serie ‘b’ come escursionisti, cercatori di funghi, biker e turisti, amerebbero passeggiare senza pericolo”.

OSA, inoltre, rivela “che in estate in provincia di Savona possono essere uccisi, soltanto i maschi nei due ambiti costieri (1-savonese e 2-albenganese) fino a 203 soggetti, di cui già 98 ammazzati nel primo periodo di giugno e luglio. Molti di più ma in numero non reso noto, ne possono essere uccisi o già lo sono stati analogamente, nell’Ambito 3 della Valle Bormida. Un bagno di sangue che comunque non avrà influenza sui presunti danni arrecati alle coltivazioni. E con buona pace di alcune organizzazioni agricole e contadine che, inspiegabilmente, continuano a rimanere alleate dei cacciatori, reclamando l’impiego dei fucili per risolvere il problema, mentre è evidente che la caccia è il problema e non la soluzione“.

“Ma le brutte notizie, per animali e cittadini, da parte della giunta Toti/Piana non vengono mai da sole. È stato appena reso noto il programma della caccia al cinghiale, che si aprirà il 2 ottobre ad oltre 35.000 capi. Come al solito, sulla base di stime numeriche indimostrabili ma, soprattutto, malgrado il pericolo della peste suina, con il rischio di diffusione che verrà sicuramente incrementato dalla movimentazione dei branchi di cinghiali in fuga dai cacciatori in ‘braccata'”, concludono dall’osservatorio savonese.

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