Replica

Festa in piazza a Loano, il vicepresidente di Unitre risponde alla lettrice: “E’ questo il tipo di spettacoli che la gente vuole”

In una lettera la lettrice esprimeva il proprio rammarico per i contenuti tutt'altro che "politically correct" della serata tenutasi lo scorso 10 agosto in piazza Italia

Loano Notte Bianca 2022

Loano. Ha innescato la “reazione” del vice presidente di Unitre Loano, Attilio Bislenghi, la lettera con cui una lettrice di IVG.it esprimeva il proprio rammarico per i contenuti tutt’altro che “politically correct” della serata di animazione tenutasi lo scorso 10 agosto in piazza Italia a Loano e con protagonisti “I Tamarri”.

“Un gruppo che fin dall’inizio ‘vomitava’ parolacce una dietro l’altra inneggiando e declamando fin dall’inizio che tutto il suo pubblico è ignorante e da una parte ha ragione perchè coloro che erano lì non riuscivano a distinguere il bello dal brutto, il giusto dall’ingiusto, sbagliato, errato, distorto, o perverso che fosse”, si leggeva nella lettera aperta.

La missiva si concludeva con un auspicio: “Chiedo al Sindaco, a tutto il Consiglio Comunale e a tutti coloro che hanno incarichi istituzionali o nei media di denunciare tali oscenità e bandiscano coloro che pronunciano parolacce o inneggiano alla violenza sia attraverso musiche o spettacoli e possano ricominciare ad evidenziare ciò che è buono e onesto e dar vita a città, e non solo a Loano, ad eventi che proclamino la bellezza e il rispetto della vita come ha fatto Loano nella giornata in difesa della donna”.

Oggi la replica del presidente di Unitre, che pubblichiamo di seguito integralmente.

Il mese scorso è stata pubblicata la lunga lettera di una lettrice loanese, indignata per aver assistito, almeno in parte, ad uno spettacolo, tenutosi qualche sera prima nella piazza antistante il palazzo comunale, del gruppo “I Tamarri”. La signora ha sfogato la sua indignazione, certa di trovarsi nel giusto, ed invocando a sua difesa i valori dell’Essere Umano, della Famiglia, della Vita, dell’Etica, della Morale; tutti con l’iniziale maiuscola. E, come se non bastasse, ha chiamato a testimoniare in suo favore il Sindaco, il Comune e il Consiglio Comunale (ancora una volta con la prima lettera maiuscola) per “ricominciare ad evidenziare ciò che è buono e onesto e dar vita […] ad eventi che proclamino la bellezza e il rispetto della vita come ha fatto Loano nella giornata in difesa della donna” (quest’ultima, finalmente, con la D minuscola).

In parole povere, mi pare che la signora, nell’impeto della sua indignazione, abbia messo un po’ troppa carne al fuoco.

Al tempo di Roma imperiale, nell’anfiteatro Flavio – altrimenti detto Colosseo – si davano spettacoli incredibilmente cruenti, dove in cambio della vita e della libertà, soldati di altri popoli, catturati dai romani vincitori in qualche battaglia, duellavano con altri uomini fino a che uno dei due soccombeva. Non parliamo poi di tutti quei cristiani che, più tardi, sarebbero stati dati letteralmente in pasto alle belve, solo per soddisfare un pubblico entusiasta, che riempiva l’anfiteatro. “Panem et circenses”, era il motto che andava per la maggiore a quei tempi. Dare al popolo da mangiare, e organizzare spettacoli per divertirlo, in modo da averne sempre il consenso assicurato. “Marem et strepitum”, potrebbe essere il motto di oggigiorno: dare ai turisti il mare (di cui, a quanto vedo, beneficia anche lei) e dare del rumore, dello “sciaratto”, come si dice con un termine assai efficace in dialetto ligure. Lo sciaratto, cara lettrice, non comprende solo lo spettacolo dei Tamarri, nel quale non faccio fatica a riconoscere la trivialità, ma anche le sfilate in costume d’epoca (nelle quali ho sempre intravisto, con un certo sgomento, anche la nostra presidente) come pure – si tenga forte – la processione del 2 luglio, organizzata certo non a beneficio dei loanesi credenti, ma degli ospiti estivi.

Il punto, cara lettrice, è che il popolo di oggi desidera questo tipo di spettacoli. Lo desidera e ne gioisce, partecipandovi. Non escludo che se il Comune mettesse in scena un’opera lirica – diciamo il Rigoletto, tanto per nominarne una fra quelle che vanno per la maggiore – non troverebbe un buon pubblico disposto ad assistervi. Certamente non sarebbe lo stesso pubblico che ha assistito allo spettacolo dei Tamarri. Ognuno ha i suoi gusti. Preferisco sperare da parte del nostro Comune la messa in opera di una stagione culturale un po’ meno “popolare”, e soprattutto dedicata anche a quei cittadini – come il sottoscritto – che non abitano proprio a due passi dal centro, e per i quali le manifestazioni estive sono precluse, data l’impossibilità di trovare un posto per l’automobile.

Quanto alla necessità di educare i cittadini al rispetto dei valori che lei stessa ha nominato, è compito delle famiglie e delle scuole, piuttosto che dell’amministrazione comunale. Sono ben felice che lei, come altri genitori, cerchi di educare i suoi figli “al rispetto ed al bello”; spero che nel suo concetto di “rispetto” siano comprese anche quelle persone che non la pensano proprio come lei.

Chiudo con un appunto di carattere ortografico: ho notato che lei usa in modo disinvolto le iniziali maiuscole, quando non sarebbe necessario, ed anche le virgolette. Faccia attenzione, perché mettere tra virgolette una parola come “persone” equivale a darle una connotazione dispregiativa che forse non merita. Non siamo tutti buoni, bravi e belli, a questo mondo. Non siamo tutti intelligenti, né di buon gusto, anche se il gusto – come ho già detto – cambia molto, nel tempo e nei luoghi. Siamo però tutte persone, senza virgolette, con una nostra dignità.

Attilio Bislenghi – Vicepresidente UNITRE Loano

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