Decisione

Diffama su Facebook Comune e polizia locale di Loano: condanna confermata nei tre gradi di giudizio, dovrà risarcire 4mila euro

I fatti risalgono al 2013. L'uomo (oggi 43enne) aveva pubblicato sul proprio profilo Facebook un'immagine del verbale accompagnato da alcune frasi irrispettose nei confronti dello stesso Comune e dei “vigili urbani”

Comune Loano

Loano. E’ stata confermata in tutti e tre i gradi di giudizio la sentenza che, nel 2019, aveva portato un uomo ad essere condannato per diffamazione per aver pubblicato su Facebook alcuni post dai contenuti offensivi nei confronti del Comune e della polizia locale di Loano.

I fatti risalgono al 2013. Dopo essere stato sanzionato dalla polizia locale per aver violato alcune norme contenute nei regolamenti comunali, l’uomo (oggi 43enne) aveva pubblicato sul proprio profilo Facebook un’immagine del verbale accompagnato da alcune frasi irrispettose nei confronti dello stesso Comune e dei “vigili urbani”.

A seguito della pubblicazione del post, l’allora sindaco Luigi Pignocca aveva denunciato l’uomo. Nel 2017 questi era stato rinviato a giudizio perché “comunicando con più persone offendeva la reputazione del Comune di Loano”. Ciò è avvenuto, nello specifico, in violazione dell’articolo 595 del Codice Penale (commi 1, 2 e 3) sulla “Diffamazione” e dell’articolo 13 della legge 47/1948 riguardante le “Disposizioni sulla stampa”. A rappresentare il Comune di Loano, che per volere del sindaco Pignocca si era costituito parte civile nel procedimento, era l’avvocato Antonella Semino.

In occasione dell’udienza del 28 maggio 2019, il giudice del tribunale di Savona, Francesco Giannone, aveva dato lettura del dispositivo con il quale l’imputato era stato riconosciuto colpevole e quindi condannato a pagare una multa di 1.200 euro, a risarcire 4 mila euro di danni e a rifondere i 2.600 euro di spese legali (più IVA) sostenuti dalla controparte, cioè l’amministrazione comunale.

Successivamente il 43enne aveva presentato ricorso in Appello: anche in questo caso i giudici avevano confermato la sentenza e, inoltre, avevano imposto all’uomo il pagamento delle spese legali sostenute dal Comune (cioè 1.350 euro) nel secondo grado di giudizio.

Qualche giorno fa è arrivata la sentenza della Cassazione, a cui il 43enne aveva presentato ulteriore ricorso. I giudici hanno confermato che l’uomo dovrà risarcire al Comune di Loano la cifra di 4 mila euro; inoltre, dovrà pagare le spese legali sostenute dall’Ente in questo ulteriore giudizio, pari a 1.710 euro.

Da Palazzo Doria si sottolinea che la sentenza della Cassazione conferma la scelta dell’allora sindaco Luigi Pignocca e dell’attuale primo cittadino Luca Lettieri e degli uffici di perseguire chi ha voluto scientemente diffamare l’amministrazione comunale ed il corpo di polizia locale insinuando dubbi sulla loro onestà e trasparenza. Dal municipio loanese si rammenta che i social network sono sì “piazze virtuali” ma i comportamenti non adeguati posti in essere dagli utenti durante il loro utilizzo sono più che reali e perciò perseguibili a norma di legge: rispetto, educazione e correttezza, dunque, devono essere sempre al primo posto, anche su Internet.

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