Richiesta

Punto nascite Savona, le parole di Toti preoccupano Russo: “Rischio chiusura sembra una provocazione”

Russo invita Toti in consiglio comunale

Marco Russo Giovanni Toti

Savona. “Ti propongo di definire di comune accordo – compatibilmente con il delicatissimo momento che sta vivendo il Paese proprio in questi giorni – la Tua presenza ad una seduta del Consiglio Comunale o della Commissione competente”. Si chiude così la lettera che il sindaco di Savona, Marco Russo, scrive al presidente della Regione, Giovanni Toti, la seconda in sei mesi, per rappresentare nuovamente le problematiche della sanità che suscitano grande preoccupazione nei savonesi.

Russo dà atto che la visita di Toti all’ospedale sottintende un riconoscimento dell’importanza del nosocomio savonese, tuttavia, oltre a mantenere viva l’attenzione su problematiche che da tempo preoccupano il territorio, il sindaco prende posizione su tre nuovi temi d’attualità.

In primis a preoccupare Russo il rischio della chiusura o, comunque, di una limitazione del punto nascite a Savona che “appare quasi una provocazione”; a tal proposito il sindaco reagisce con fermezza anche “a tutela dei medici, ostetriche, infermiere e di tutto il personale sanitario del San Paolo all’insinuazione che traspare dalle dichiarazioni del presidente che essi non operino in condizioni di sicurezza e professionalità”.

“Un punto nascite deve avere minimo tra i 500/1000 nati stabili e non può scendere sotto questa soglia. Ma non perché il direttore generale del ministero della salute è cattivo, ma perché la letteratura scientifica ci dice che è più pericoloso sotto quel livello di nascite e realizzato fuori da un Dea di II livello che ha tutta una serie di reparti a supporto sia della mamma che del bambino. Il livello di incidenti mortali o gravemente menomanti aumentano a dismisura e non credo che nessuno farebbe partorire la propria moglie o figlia in un ospedale dove c’è una minore sicurezza che altrove, sicuramente su questo non transigeremo mai”.”, aveva detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti intervenendo in teatro a Pietra Ligure in merito agli investimenti futuri in Asl2.

Poi si aggiungono la chiusura della chirurgia pediatrica del San Paolo, in forza del progetto del cosiddetto “Gaslini diffuso” (“che, allo stato, si traduce esclusivamente in un ingiustificato e assurdo indebolimento dell’Ospedale del capoluogo di Provincia”) e il Piano Socio Sanitario del quale, da un lato, “le amministrazioni locali nulla sanno, nonostante le reiterate richieste” e, dall’altro, vengono effettuate anticipazioni a mezzo stampa: “La programmazione ospedaliera e, soprattuto, la rete territoriale socio sanitaria non possono non prevedere un coordinamento delle politiche regionali con quelle comunali”.

Poi il sindaco torna brevemente sulla recente visita di Toti al San Paolo: “Ritengo che, nell’ottica della collaborazione istituzionale, la visita del Presidente della Regione, con delega alla sanità, meritasse ben altra interlocuzione con l’Amministrazione comunale del capoluogo” piuttosto che una mera mail circolare, “tenuto anche conto del mandato che il Consiglio Comunale, all’unanimità, ha conferito al Sindaco su questo tema e delle iniziative che, in virtù di tale mandato, ho assunto nei Tuoi confronti e verso il Direttore Generale di ASL 2”.

Russo sottolinea “la necessità che Regione e Comune capoluogo” debbano mantenere “un rapporto costruttivo nell’interesse del nostro territorio, come ritengo che sia doveroso per chi ricopre cariche istituzionali, al di là della diversità di opinioni sui diversi temi”.

Per affrontare questi temi “che riguardano il nostro ospedale e che toccano punti strategici per il futuro della città ho voluto scrivere questa lettera anche in adempimento del mandato che mi è stato conferito dal Consiglio Comunale all’unanimità”, proponendo di concordare un incontro con il Consiglio Comunale.

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