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Promozione, il nuovo Soccer Borghetto di Giancarlo Delfino: “C’è grande fame di calcio”

L'ex tecnico di Andora e Albenga vuole partire con il piede giusto: "Le mie sono le solite motivazioni: la passione per questo sport e l'adrenalina delle partite. Prima i fatti, poi le parole"

Generico luglio 2022

Borghetto Santo Spirito. “Abbiamo lavorato bene per completare la rosa, collaborando a 360° assieme al mister e a La Monica. Siamo soddisfatti ma sappiamo che sarà un campionato molto più duro di quello dell’anno scorso. Tuttavia c’è grande fiducia in Delfino e vedremo in campo quello che succederà”.

Così si è espresso Andrea Ferrara, presidente del sodalizio biancorosso a cui piace molto stare vicino all’azione. Insomma, una presenza attenta e motivata a far sì che tutto vada per il meglio.

Questa stagione sportiva porterà ad alcuni cambiamenti, in primis per quanto riguarda la guida tecnica. Con Brignoli al Ceriale, il Soccer è stato chiamato subito a valutare bene il nome del successore.

Dopo un allenatore formatosi nell’ambiente, probabilmente si sentiva la necessità di andare a cercarne uno che partisse già con basi d’esperienza importanti nella zona. E allora la scelta di contattare Giancarlo Delfino, fermo da metà della scorsa stagione per le dimissioni rassegnate all’Andora.

Quindi una voglia di tornare in panchina condita dalla convinzione che Borghetto sia il posto ideale per farlo: “Il Presidente mi aveva cercato 2/3 anni fa e alla fine non si era concretizzato l’accordo. Quest’anno mi hanno nuovamente cercato e, anche se ero in contatto con altre realtà della stessa categoria, ho trovato un gruppo di persone, alcune che già conoscevo ed avevo avuto già come dirigenti, con una gran fame di calcio unita ad una passione incredibile, che ha fatto sì che ci siamo piaciuti a vicenda e, di conseguenza, accordati”.

“Penso che sia sotto gli occhi di tutti come sia un ambiente molto familiare – continua Delfino –  come sono noti tutti i sacrifici che hanno fatto non avendo un campo di casa e dovendo sempre trovare soluzioni alternative. Purtroppo anche quest’anno sarà così, ma fortunatamente il Borgio Verezzi ci ha concesso il loro per poterci allenare. Dall’interno si percepisce ancora di più questa unione“.

Gli innesti alla rosa rispecchiano, ovviamente, lo stile di gioco del tecnico. Tuttavia per lui ci sono altri valori più importanti che serve vengano sempre fuori: “Con la società abbiamo cercato di muoverci sul mercato sia in base alle possibilità, sia in base a cercare dei profili funzionali alle mie caratteristiche ed a quelle che dovrà avere la mia squadra in campo. Io ho sempre puntato sull’atteggiamento, sotto tutti i punti di vista, in primis riguardo esclusivamente al campo ad un atteggiamento propositivo ed equilibrato al tempo stesso. Non dovremo mai dimenticarci da dove veniamo e scordarsi quello che è stato fatto l’anno scorso perché, come dico sempre, quello non ci darà punti ma allo stesso tempo ci farà ottenere la consapevolezza che le cose possono sempre accadere, mettendosi quotidianamente in gioco con la massima umiltà e rispetto, credendo nei propri mezzi. Infatti sono contento che la riconferma della rosa della passata stagione sia avvenuta quasi in toto, anche questa era una nostra priorità”.

Un commento sul campionato di Promozione e sulla sua ormai risaputa complessità: “Il livello è molto alto. Ci sono diverse squadre che partono favorite per la vittoria finale, tipo il Pietra Ligure, Celle Varazze, Serra Riccò, Praese, Borzoli che sulla carta hanno qualcosa in più. Noi, sicuramente per il mio atteggiamento, battaglieremo e daremo filo da torcere a tutti per rispetto verso noi stessi, di tutto il contorno del Soccer Borghetto, della maglia che indossiamo e del paese che rappresentiamo”.

Come detto, la voglia di rimettersi in pista non manca all’ex Albenga e Ceriale. Ma ci sono altri fattori a fargli salire l’attesa per la nuova stagione: “Le mie sono le solite motivazioni che mi accompagnano da quando ho iniziato a giocare da giovane, a quando ho iniziato ad allenare mentre giocavo, fino a passare alle Prime Squadre. In primis la passione che mi lega a questo sport, che mi ha aiutato a crescere nelle vita, e poi l’adrenalina delle partite per arrivare a mettersi in gioco continuamente ed a mettere davanti sempre i fatti e non le parole. Chi mi conosce sa molto bene che ho la testa molto dura, credo tantissimo nel lavoro e in quello che può sempre succedere, senza mai porsi limiti“.

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