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Al San Paolo il primo caso di vaiolo delle scimmie in Liguria, diagnosi del reparto Malattie Infettive

La persona che lo ha contratto è un 36enne di Albisola Superiore

vaiolo delle scimmie

Liguria. “Quello che si è verificato è stato immediatamente riconosciuto e analizzato. Ovviamente è risultato positivo e sono scattate le profilassi previste dalla legislazione nazionale, dalla quarantena a tutti i protocolli di cura. Credo che sia stato fatto in modo rapido e solerte”.

Queste le parole del presidente Giovanni Toti, dopo il primo caso di vaiolo delle scimmie registrato in Liguria.

La diagnosi e la segnalazione clinica a seguito di analisi è stata rilevata dall’equipe della SC Malattie Infettive dell’ospedale San Paolo di Savona, diretta dal dottor Marco Anselmo. Successivamente la presenza del virus è stata certificata dal laboratorio regionale di Igiene presso il policlinico San Martino di Genova.

La persona che lo ha contratto è un 36enne di Albisola Superiore.

“La situazione e la mappatura dei contagi verrà gestita secondo le regole nazionali che prevedono il contenimento di quella pandemia che al momento ha un limitato impatto dal punto di vista della salute dell’uomo. Non ci sono casi gravi in questo momento”, ha detto ancora Toti.

Poi conclude: “La collaborazione con l’Istituto di malattie infettive, guidata dal professor Bassetti, è stata immediata. Il paziente si trova nel proprio domicilio in buona salute. Non si tratta di un episodio particolarmente preoccupante”.

I reparti e strutture sanitarie specializzate stanno adottando la circolare operativa del Ministero della Salute per un coordinamento rivolto a evitare situazioni emergenziali: “La manifestazione clinica del vaiolo delle scimmie (MPX, ndr) è generalmente autolimitante, ma può essere grave in alcuni individui, come i bambini o le persone immunodepresse per altre condizioni di salute; i focolai generati da MPX tendono ad autolimitarsi”.

E ancora: “A causa dei rischi per la salute pubblica associati a un singolo caso di vaiolo delle scimmie, i casi sospetti devono essere segnalati immediatamente alle autorità sanitarie regionali e nazionali, indipendentemente dal fatto che si stia indagando anche per altre potenziali diagnosi… In specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie”.

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